Legge editoria: ancora un commento, poi basta

Il polverone suscitato dalla nuova legge sull'editoria di cui ho già parlato negli articoli precedenti non cessa, anzi s'ingrossa. Si sta facendo un grande can can, e anche questo è un pericolo: a furia di parlarne e di darne interpretazioni diverse, finisce che l'utente si perde nel frastuono e non capisce più niente.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-04-2001]

Riassumo brevemente gli ultimi eventi. Alcuni politici (Bertinotti) hanno aderito alla petizione per l'abrogazione di questa legge. Vari esponenti di governo hanno dato interpretazioni totalmente contrastanti e contraddittorie della legge. Clarence ha intervistato l'autore della legge (il testo dell'intervista è presso www.clarence.com/contents/societa/speciali/010410editoria/), che dice che il suo gioiello "non è stato capito".

Non mi perderò in ulteriori analisi e controanalisi di tutto quello che è stato detto e del perché, stando a molti, tutti coloro (me compreso) che considerato liberticida questa legge sono paranoici o hanno capito male.

Dirò soltanto una cosa, poi lascio perdere perché mi viene il voltastomaco. Ho capito male? Con me hanno capito male numerosi esperti di legge? La nuova legge serve, come dice il suo autore, soltanto per estendere i diritti dei lavoratori della carta stampata anche ai lavoratori delle testate online?

Può darsi. Può darsi che io sia così imbecille, e con me molti altri più esperti di me, da leggere il testo di una legge scritta in italiano e non capirlo.

Può anche darsi che invece io (e molti altri) abbiamo capito benissimo cosa dice la legge, e questi signori cercano di minimizzare, insabbiare, frammentare. Si semina il dubbio, si propone un'interpretazione che non fa perdere il sonno alla gente, che non ti fa più sentire suddito di repubblica sudamericana, cosìtorniamo a lavorare e sorbirci la partita in tivvù. Bisogna tenere tranquillo il gregge, altrimenti quando è ora della tosa, son problemi...

E' proprio questo il fatto importante: la legge va abrogata _in_entrambi_i_casi_.

Se ci siamo fatti delle paranoie giustificate, è automatico che debba essere cancellata, stracciata, e corredata di canna da pesca da dare all'autore, con ordine di andare a trote e astenersi vita natural durante dall'occuparsi dell'amministrazione pubblica (cioè della vita di noi cittadini) e dal concepire altre simili mostruosità.

Se le nostre paranoie sono ingiustificate, allora la legge va abrogata _lo_stesso_, perché quando una legge è completamente ambigua e incomprensibile e trae in inganno anche gli esperti, è un pericolo per tutti. Oggi tutti sono al corrente della polemica, ma fra due o vent'anni qualche giudice potrebbe tirar fuori la leggina, e applicarla come la capisce (o non la capisce) lui, con tutte le conseguenze del caso.

Se vogliamo una legge che tuteli i diritti dei lavoratori delle testate online, e mi sembra giustissimo volerla, allora che si faccia una legge che dice semplicemente "I diritti del lavoratori delle testate online sono equiparati a quelli delle testate cartacee". Bastava questo.

Ho letto un sacco di interpretazioni, opinioni, spiegazioni, rassicurazioni. Ma alla fine mi rimane un dubbio. Se poi vengo denunciato per violazione della legge sull'editoria, perché il mio sito non riporta il nome del "direttore" o di quell'incredibile, kafkianissimo "stampatore", posso avvicinarmi al banco del giudice e scagionarmi dicendo, "No, signor giudice, lei si sbaglia, l'interpretazione giusta della legge me l'ha spiegata l'autore, il ministro, il sottosegretario..." ?

O se non ricordo male, in Italia vale il _testo_ della legge, non l'intenzione che aveva il suo autore nello scriverla?

E con questo ho chiuso, per quel che mi riguarda, un triste capitolo della vita italiana della Rete.

Anzi no: ho ancora una domanda, alla quale magari qualcuno sa rispondere. Se pensate che queste siano paranoie di gente che non ha meglio da fare, considerate quello che è già successo.

Nel 1998 scrissi il mio primo articolo per l'esordiente Apogeonline, e loro sono abbastanza nostalgici da tenerlo ancora online presso http://www.apogeonline.com/webzine/1998/03/25/01/199803250106.

In quell'articolo segnalai due altre leggi molto pericolose (è brutto citarsi, ma mi perdonerete):

"Vi faccio qualche esempio. Secondo l'inflessibile sistema legale italiano, il telefono cellulare è considerato una "stazione radio", e per avere una stazione radio ci vuole la licenza, come previsto dal regolamento del Ministero della Comunicazione. Nel caso dei cellulari, la licenza è costituita dal contratto col gestore cellulare (probabilmente non ci avete mai fatto caso, ma nei contratti TIM c'è scritto "Il presente documento, ai sensi delle disposizioni vigenti, costituisce licenza di stazione radio"; nei contratti Omnitel questa dicitura non compare). Sicché, se volete essere assolutamente in regola con la legge, dovreste portare sempre con voi l'intero contratto, in modo da poterlo esibire a richiesta al funzionario che ve lo richiedesse. Se non l'avete con voi, sarete multati o vi verrà sequestrato l'apparecchio."

Questa legge è stata abrogata? Non mi risulta.

Altro caso, sempre tratto dall'articolo del 1998, che interesserà sicuramente agli utenti Netsystem: "Il decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55, recita all'articolo 6 che "L'abbonamento alle radiodiffusioni nazionali costituisce titolo alla installazione e alla utilizzazione di antenne destinate alla ricezione di programmi radiotelevisivi da satellite, collegate esclusivamente a ricevitori radiotelevisivi". L'articolo 20, dedicato alle sanzioni, al terzo comma, dice che "Nel caso in cui l'antenna destinata alla ricezione di programmi radiotelevisivi via satellite non sia collegata esclusivamente a ricevitori radiotelevisivi si applica la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire tre milioni". Il quinto comma dice che "Il ministero delle Poste e delle telecomunicazioni può provvedere direttamente, a spese dell'interessato, a suggellare o a rimuovere l'impianto e sequestrare le apparecchiature terminali e gli apparati di rete". In altre parole, in Italia è vietato collegare alla parabola uno dei vari decoder che consentono già ora di ricevere Internet via satellite ad alta velocità. Stranamente questo non impedisce ad alcune società italiane di vendere il servizio".

Chiedo ancora: questa legge è stata abrogata? I ventimila utenti di Netsystem e simili sono fuorilegge, o quest'ennesimo mostro giuridico aleggia ancora nei meandri dei tribunali, pronto a perseguire il cittadino che osasse fare qualcosa di antisociale, tipo distribuire freeware o tenere una BBS?

In nome di questi due mostri già esistenti, dunque, continuerò a sostenere che la legge 62/2001 va abrogata e rifatta da cima a fondo.

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Paolo Attivissimo

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