Google, le foto e i video degli utenti diventano dati per l'addestramento della IA

I dati sono utilizzati senza un consenso esplicito dell'utente. Ecco come disattivare l'addestramento.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-07-2026]

google media addestramento ia
Foto di Growtika.

Google ha introdotto una modifica rilevante nelle modalità con cui utilizza i contenuti caricati dagli utenti nei servizi di ricerca: immagini, file, audio e video inviati a strumenti come Google Lens, Ricerca vocale e Google Translate possono ora essere impiegati per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. La novità, implementata in modo silenzioso, amplia la quantità di dati disponibili per le piattaforme generative e coinvolge tutti i prodotti collegati alla Ricerca, con l'esclusione dei contenuti archiviati in Google Foto. Secondo le informazioni disponibili, l'aggiornamento riguarda qualsiasi contenuto caricato per ottenere risultati di ricerca. Una foto inviata a Google Lens per identificare un oggetto, un file audio utilizzato per una ricerca vocale o un documento caricato per una traduzione possono essere acquisiti e analizzati dai sistemi di IA. Google ha aggiornato le proprie politiche per includere esplicitamente questa possibilità, indicando che i contenuti caricati possono contribuire al miglioramento dei modelli.

Gli utenti risultano automaticamente inclusi nella raccolta dei media caricati, senza una richiesta esplicita di consenso aggiuntivo. La modifica è stata interpretata come una risposta alla crescente necessità di dati per alimentare modelli generativi sempre più complessi. Le piattaforme di IA richiedono grandi quantità di contenuti eterogenei per migliorare accuratezza, contestualizzazione e capacità di riconoscimento multimodale. La raccolta dei media riguarda esclusivamente i contenuti caricati volontariamente nei servizi di ricerca. Non coinvolge le librerie personali, come Google Foto, né i file archiviati in Drive. L'ambito è limitato alle interazioni dirette con gli strumenti di ricerca, che rappresentano una delle principali fonti di input multimodale per i modelli di Google.

È possibile disattivare la raccolta dei media attraverso impostazioni dedicate. Gli utenti possono accedere alla pagina Cronologia dei Servizi di Ricerca e disabilitare l'opzione Salva Contenuti Multimediali, impedendo la memorizzazione dei contenuti caricati. Una seconda impostazione, disponibile nella pagina Personalizzazione dei Servizi di Ricerca, consente di evitare che i media vengano utilizzati per personalizzare i risultati. La disattivazione delle due opzioni impedisce l'uso dei contenuti per l'addestramento dei modelli. La modifica si inserisce in un contesto in cui le aziende tecnologiche cercano nuove fonti di dati per sostenere lo sviluppo di modelli generativi. L'uso di contenuti caricati dagli utenti è diventato una pratica comune, con implicazioni sulla privacy e sulla gestione dei dati personali. La possibilità di opt‑out rappresenta uno degli strumenti messi a disposizione per mantenere il controllo sui contenuti condivisi, ma gli utenti devono essere a conoscenza della sua esistenza.

L'aggiornamento riguarda anche le interazioni vocali. Le registrazioni generate dalle ricerche vocali possono essere analizzate per migliorare il riconoscimento del linguaggio naturale, la comprensione del contesto e la qualità delle risposte. L'inclusione dei file audio amplia la varietà dei dati disponibili per l'addestramento dei modelli multimodali. La raccolta dei media caricati include anche i contenuti inviati a Google Traduttore. I file utilizzati per ottenere traduzioni possono contribuire al miglioramento dei modelli linguistici, in particolare per lingue meno diffuse o per strutture grammaticali complesse. L'analisi dei contenuti reali permette ai modelli di apprendere da esempi concreti e diversificati. La possibilità di disattivare la raccolta dei media non influisce sul funzionamento dei servizi. Gli strumenti di ricerca continuano a operare normalmente anche senza memorizzare i contenuti caricati. La disattivazione impedisce semplicemente che i media vengano utilizzati per finalità di addestramento o personalizzazione.

La modifica è stata introdotta senza annunci pubblici di rilievo, ma è stata individuata attraverso l'analisi delle nuove condizioni d'uso. La discrezione con cui è stata implementata ha attirato l'attenzione degli osservatori, che hanno evidenziato l'importanza di controllare periodicamente le impostazioni di privacy dei servizi digitali. Il contesto più ampio mostra come i modelli generativi stiano diventando sempre più dipendenti da contenuti reali prodotti dagli utenti. La disponibilità di immagini, audio e video autentici consente ai sistemi di migliorare le capacità di riconoscimento e interpretazione. La raccolta dei media caricati nei servizi di ricerca rappresenta una delle modalità con cui Google amplia il proprio dataset multimodale.

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