Hollywood si scaglia contro Seedance 2.0 e teme per la sua stessa sopravvivenza.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-02-2026]

L'arrivo di Seedance 2.0, il nuovo modello di generazione video sviluppato da ByteDance, ha ridato vita al dibattito sull'impatto dell'intelligenza artificiale nell'industria cinematografica. La capacità del sistema di produrre clip estremamente realistiche a partire da semplici prompt testuali ha attirato l'attenzione degli studios statunitensi, che hanno reagito con preoccupazione dopo la diffusione di video virali generati con il modello.
Seedance 2.0 è stato lanciato inizialmente in Cina all'interno dell'app Jianying, con la promessa di un'estensione globale tramite CapCut. Il modello è in grado di generare sequenze di 15 secondi con qualità cinematografica, sfruttando un'architettura multimodale che integra testo, immagini e audio per produrre contenuti coerenti e fluidi. Le clip generate mostrano movimenti naturali, sincronizzazione labiale accurata e una resa visiva difficilmente distinguibile da riprese reali. La diffusione di un video che mostrava versioni sintetiche di Tom Cruise e Brad Pitt in una scena d'azione ha amplificato l'attenzione. Il realismo della clip ha spinto alcuni sceneggiatori e professionisti del settore a definire la tecnologia «una minaccia diretta» ai processi tradizionali di produzione. Le associazioni di categoria hanno espresso timori riguardo alla possibilità che tali strumenti possano sostituire parti significative del lavoro creativo.
Le reazioni non si sono limitate al dibattito pubblico: alcuni studi hollywoodiani, tra cui Disney, hanno inviato lettere di diffida a ByteDance, accusando Seedance 2.0 di facilitare la creazione di contenuti che violano la proprietà intellettuale. Le contestazioni riguardano in particolare la riproduzione non autorizzata di personaggi, attori e scene riconducibili a opere protette da copyright. ByteDance ha risposto annunciando l'introduzione di nuove misure di sicurezza per limitare la generazione di contenuti che imitano personaggi o attori reali. Verranno implementati filtri più rigidi e sistemi di rilevamento per impedire la creazione di video che possano violare diritti d'autore o sfruttare indebitamente l'immagine di figure note.
«In un solo giorno, il servizio cinese di intelligenza artificiale Seedance 2.0 ha utilizzato in modo non autorizzato opere protette da copyright statunitense su vasta scala» ha dichiarato Charles Rivkin, CEO della Motion Picture Association. «Lanciando un servizio che opera senza adeguate misure di protezione contro le violazioni, ByteDance sta ignorando la consolidata legislazione sul copyright che tutela i diritti dei creatori e sostiene milioni di posti di lavoro americani».
«La violazione include l'uso non autorizzato delle voci e delle immagini dei nostri membri. Ciò è inaccettabile e compromette la capacità dei talenti umani di guadagnarsi da vivere» ha aggiunto SAG-AFTRA, il sindacato degli attori. «Seedance 2.0 ignora la legge, l'etica, gli standard del settore e i principi fondamentali del consenso. Lo sviluppo responsabile della IA richiede responsabilità, che qui è inesistente».
ByteDance ha ribadito che Seedance 2.0 è stato progettato come strumento creativo per professionisti e utenti avanzati, con l'obiettivo di semplificare la produzione di contenuti audiovisivi. Il modello supporta la generazione di sequenze multi‑shot, la gestione della continuità visiva e la sincronizzazione audio‑video, elementi che lo rendono adatto alla creazione di storyboard, spot pubblicitari e brevi narrazioni. La piattaforma offre inoltre un controllo dettagliato su parametri come illuminazione, movimento di camera, performance degli attori sintetici e resa delle ombre. Questa granularità consente ai creatori di ottenere risultati vicini agli standard cinematografici, riducendo tempi e costi di produzione rispetto ai metodi tradizionali.
Con l'espansione globale del modello, prevista nelle prossime settimane, le polemiche non faranno che intensificarsi. Le associazioni dell'industria cinematografica chiedono maggiore trasparenza sui dataset utilizzati per l'addestramento e strumenti più efficaci per prevenire abusi, mentre le aziende tecnologiche sostengono la necessità di bilanciare innovazione e tutela dei diritti.
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