''Basta Defender'' sosteneva Microsoft, facendo infuriare i produttori di antivirus.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 31-05-2026]

Lo scorso aprile Microsoft aveva pubblicato un post ufficiale in cui sosteneva che, per molti utenti Windows 11, l'antivirus integrato Microsoft Defender fosse sufficiente a coprire i rischi quotidiani senza la necessità di installare soluzioni di terze parti. Il contenuto, intitolato Best antivirus software for 2026: The built‑in Windows protection you need (Il miglior software antivirus per il 2026: la protezione integrata in Windows di cui hai bisogno), presentava la protezione nativa del sistema come adeguata per la maggior parte degli scenari d'uso, grazie all'integrazione di moduli come SmartScreen, Smart App Control e le funzioni di mitigazione del ransomware.
Nel post, Microsoft spiegava che Windows 11 include un insieme di protezioni attive che operano in background per bloccare file dannosi, siti di phishing e installer non sicuri, e poi lanciava la "bomba" contro i produttori di antivirus: secondo il testo, «per molti utenti Windows 11, Microsoft Defender Antivirus copre i rischi quotidiani senza richiedere software aggiuntivi». Gli strumenti di terze parti potevano essere utili solo in casi specifici, come la gestione di più dispositivi, la condivisione familiare o la necessità di funzioni avanzate come il parental control o il monitoraggio dell'identità. Il post sottolineava inoltre che «ogni strumento aggiunto aumenta l'attività in background e la complessità», suggerendo che l'installazione di un antivirus esterno potesse appesantire il sistema.
Ora quel post è scomparso, come ha notato AV‑Comparatives, che a suo tempo l'aveva analizzato nel contesto dei propri test comparativi. L'organizzazione indipendente ha ricordato che, pur essendo migliorato negli anni, Microsoft Defender non raggiunge sempre i livelli dei migliori prodotti di terze parti nelle valutazioni di protezione, prestazioni e falsi positivi. Nei test più recenti, Defender ha ottenuto risultati variabili, con punteggi elevati in alcune categorie ma inferiori in altre, soprattutto nei test di protezione avanzata e nelle prestazioni su sistemi meno recenti. Secondo AV‑Comparatives, la rimozione del post è avvenuta tra l'11 e il 24 maggio, quando la pagina ha iniziato a reindirizzare alla homepage del Learning Center. L'organizzazione ha evidenziato che il contenuto era controverso perché presentava una posizione troppo netta sul ruolo degli antivirus di terze parti, riducendone l'utilità a casi marginali.
La scelta di affidarsi esclusivamente a Defender dipende in fondo dal profilo dell'utente. Nei suoi report, AV‑Comparatives sottolinea che gli antivirus di terze parti possono offrire funzioni aggiuntive come sandboxing avanzato, protezione della privacy, firewall integrati e sistemi di rilevamento comportamentale più sofisticati. Nei test di protezione real‑world, molti prodotti commerciali superano Defender in scenari complessi, come attacchi mirati o minacce zero‑day.
La rimozione del post non è stata accompagnata da dichiarazioni ufficiali, ma l'episodio evidenzia la sensibilità del tema. Presentare Defender come soluzione unica può risultare problematico in un contesto in cui molte aziende e utenti avanzati richiedono strumenti più completi. La scelta di eliminare il contenuto sembra quindi una misura per evitare interpretazioni eccessivamente semplificate. Il caso ha anche messo in luce l'importanza della trasparenza nella comunicazione sulla sicurezza informatica. Le protezioni integrate di Windows 11 rappresentano un progresso significativo rispetto alle versioni precedenti, ma non eliminano la necessità di valutare attentamente le esigenze individuali. La discussione rimane aperta, soprattutto alla luce dei test indipendenti che continuano a evidenziare differenze tra le varie soluzioni disponibili.
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