Chi sta coprendo Rovati?

L'ex consigliere di Prodi rivela che a collaborare all'estensione del piano su Telecom Italia siano stati Bernabè e Caio. Ma Rovati dimentica forse la figura di Arturo Artom.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-10-2006]

Angelo Rovati era il consigliere economico di Prodi, già tesoriere della sua campagna elettorale; dopo essersi dimesso dall'incarico, per salvaguardare il suo amico e capo dalle accuse di voler statalizzare la rete Telecom e di essere stato in rapporti stretti con Tronchetti, ritorna sulla vicenda del famoso "piano Rovati" con un'intervista al Corriere della sera di lunedì, una settimana dopo l'intervento molto contestato di Prodi alla Camera e prima dell'intervento che terrà al Senato il 5 ottobre sulla stessa questione.

Rovati nell'intervista conferma che il piano era stato solo una sua iniziativa personale, che ne aveva inviato solo una copia molto riservata a Tronchetti con la richiesta di non divugarla e che, in discussioni che c'erano state a palazzo Chigi quest'estate, Prodi non era mai stato d'accordo con la sua opinione di adottare per la rete Telecom il modello "Terna", cioè la rete elettrica separata dall'Enel e controllata dal pubblico.

Quanto ai collaboratori, cioè le persone che dal punto di vista tecnico hanno dato i loro consigli a una persona assolutamente a digiuno di Tlc, Rovati fa il nome dell'ex amministratore delegato di Telecom Franco Bernabè, oggi vicepresidente della banca d'affari Rotschild. Rovati quindi vuole espressamente scagionare quanti accusavano la Godman Sachs (altra banca d'affari americana per cui hanno lavorato Prodi, Draghi e altri componenti del governo) di avere le mani in pasta. E poi fa il nome di Francesco Caio, già manager di primo piano di Omnitel e poi di Cable & Wireless, una delle più grandi aziende di Tlc nel mondo.

Rovati fa capire che ci sono altri: è strano che non faccia il nome di Arturo Artom, ingegnere torinese, famosissimo per essere stato il primo, nel lontano 1993, ad attaccare il monopolio assoluto di Telecom Italia (allora era la Sip) con la sua Telesystem, rivendendo traffico e collegamenti dati a gruppi chiusi di utenti, affittando i circuiti da Sip in modo che allora venne definito illegale dall'allora amministratore delegato Pascale e che costò ad Artom una vera e propria persecuzione giudiziaria da parte di Sip.

Alla fine Artom venne letteralmente "comprato" da Telecom, nel senso che la sua azienda gli fu rilevata e, per qualche tempo, figurò tra i massimi manager del gruppo telefonico. Artom ha sempre ritenuto che la strada maestra fosse quella della separazione delle attività di rete e quelle commerciali di Telecom Italia.

Artom, ora che ha una sua attività imprenditoriale e figura come consulente per numerosi organismi pubblici, è un po' come il "ministro-ombra" delle Tlc; ha accompagnato Prodi in diversi incontri pubblici dedicati all'economia, nella recente campagna elettorale.

Perché Rovati non ha fatto il nome di Artom? Probabilmente, mentre Bernabè e Caio hanno la loro attività indipendente da Prodi, Artom è una pedina importante di questo governo, a cui potrebbero essere affidati, in futuro, importanti incarichi.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (1)

{Bluto}
Telesystem Leggi tutto
3-10-2006 17:34

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