Bill Gates ti paga se spammi

Se diffondi questo e-mail, Bill Gates ti paga.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-12-2007]

Spam

Il testo dell'appello

Le varianti di questo appello sono numerosissime, ma la falsariga è quella mostrata qui sotto.

Cari Amici

Leggete questa lettera ed agite velocemente. Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata da un professionista e caro amico.

La Microsoft e AOL, al giorno d'oggi le piu' grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma.

Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows) per 2 settimane.

Microsoft vi pagherà $ 245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà $ 243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà $ 241.

Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail vi spedirà l'assegno.

Io all'inizio ho dubitato fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di $24800.00.

Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test della versione beta di Internet Explorer.

Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates.

Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute.

A fine settembre 2005 ha iniziato a circolare una versione convertita pari pari in euro:
Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata da un professionista e caro amico.

La Microsoft e AOL al giorno d'oggi le piu grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma.

Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows) per 2 settimane.

Microsoft vi pagherà €245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà €243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà €241.

Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e vi spedirà l'assegno. Io all'inizio ho dubitato fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di €24800.00.

Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test della versione beta di Internet Explorer.

Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates.

Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute.

Datazione e origini

Le prime segnalazioni di questo caso sono giunte al Servizio Antibufala a maggio 2002.

Una volta tanto si sa esattamente da dove è partito quest'appello. Come raccontato in un gustoso articolo di Wired di giugno 2004, il suo autore è Bryan Mack, all'epoca studente nell'Iowa. Rintracciarlo è stato possibile grazie alla diligenza di Martin Miller, studente della University of Houston nonché archivista dilettante di Internet, che aveva conservato ogni copia di quest'appello ricevuta nell'arco di sette anni e aveva pubblicato la propria collezione su Internet. La copia di più vecchia data (18 novembre 1997) contiene appunto il nome di Bryan Mack.

Mack ha ammesso di essere l'autore, e che l'appello è nato come burla fra amici. Un suo collega aveva appena ricevuto uno dei soliti e-mail che promettono metodi improbabili per fare soldi in fretta, e Mack pensò che si potesse fare di meglio. Tre minuti dopo aveva confezionato il testo originale dell'appello: "My name is Bill Gates. I have just written up an email-tracing program that traces everyone to whom this message is forwarded to. I am experimenting with this and I need your help. Forward this to everyone you know, and if it reaches 1,000 people, everyone on the list will receive $1,000 at my expense. Enjoy. Your friend, Bill Gates."

Mack lo mandò ad alcuni amici, i quali si fecero due risate e la diffusero ai loro amici, e così via. In pochi giorni la burla si sparse a macchia d'olio e cominciò a fare le prime vittime, che contattarono Mack chiedendo che fine avessero fatto i soldi promessi, e nacquero le varianti sempre più implausibili. E grazie all'ingenuità degli utenti, continua a circolare ancor oggi.

Perché è una bufala

Come descritto sopra, il messaggio è stato creato per fare una burla. Ma anche senza conoscerne le origini, l'appello ha numerosi indizi che ne rivelano la natura bufalina.

- Bill Gates non è stupido e non regala soldi a nessuno in questo modo. Se quello che dice l'appello fosse vero, basterebbe mandare l'appello a dieci amici per intascare 2450 dollari (o euro, a seconda delle versioni). Questo dovrebbe essere ovvio anche per il più ingenuo degli internettari, ma evidentemente non lo è, perchél'appello continua a circolare da anni, tipicamente accompagnato dal ragionamento "tentar non nuoce". Invece nuoce, perché diffonderlo fa fare la figura degli allocchi.
- Non esiste un programma di tracciamento della posta che funzioni nel modo descritto dall'appello.
- Non è indicata alcuna data di scadenza del test. Per quel che se ne sa dal messaggio, il test (ammesso che fosse vero) potrebbe essersi concluso anni fa.
- AOL non ha alcun interesse a sostenere Internet Explorer; anzi, promuove l'uso di un altro browser (Netscape, di sua proprietà dal 1999) e giusto per dirne una fece causa a Microsoft a gennaio 2002, come documentato da News.com.

Varianti e garanti: il consiglio del Consigliere (dicembre 2002)

A dicembre 2002 ha preso a circolare una variante che dichiara di provenire da un non meglio precisato Servizio Clienti Euro System, che afferma di inviare l'appello perché gli è stato inviato "da un professionista e caro amico. o meglio da un nostro Consigliere API, nel contempo Consigliere AICE" ed è completato da una "firma" in calce: "Emilio Bossi, Apimilano - Servizio Estero (29.10.01)".

Si tratta quasi sicuramente di una burla applicata alla burla; lo si nota perché la precisazione del Consigliere è stata aggiunta alla versione originale così maldestramente che è rimasto il punto di fine frase tra "e caro amico" (originale) e "o meglio..." (aggiunta). Probabilmente qualcuno voleva fare un dispetto a una persona che ha queste due qualifiche, e che potrebbe essere lo stesso Emilio Bossi.

Fra l'altro, una rapida ricerca in Google con la parola chiave "apimilano" e il nome del Bossi in questione che ho fatto nel 2006 rivela che esisteva davvero una persona alla Apimilano che aveva questo nome. La Apimilano è l'Associazione Piccole e Medie Imprese di Milano e provincia, ed Emilio Bossi era indicato come il suo Responsabile Ufficio Servizio Estero. Volendo, si potrebbe indagare, sempre tramite Google, su chi sia il malcapitato che è consigliere API e nel contempo consigliere AICE, visto che i relativi elenchi sono disponibili online, ma sinceramente non credo ne valga la pena. Credo sia ovvio, ma lo dico lo stesso per scrupolo, che anche questa variante è una bufala.

Altri garanti involontari: settembre 2005

La versione convertita in euro dell'appello che ha preso a circolare a fine settembre 2005 ha come garante apparente l'Agenzia delle Entrate, nella persona della "Dott.ssa Rosanna Grauso - Ufficio di Roma 2 - Area Controllo - Team 2 Assistenza Legale Contenzioso Tributario", citata includendo anche i suoi di numeri di telefono e il suo indirizzo di e-mail lavorativo (che non riporto qui come misura antispam). L'11/10/2005 ho ricevuto dalla Dott.ssa Grauso questa smentita:

Mio malgrado, e non so come, sono stata coinvolta in una sorta di catena elettronica avente ad oggetto l'email a cui si riferisce la quale non è assolutamente partita da me, né dall'Agenzia e che non contiene assolutamente informazioni veritiere (come sicuramente, dal tenore letterale del testo ne è dato desumere!). PER FAVORE, LO FACCIA PRESENTE A CHI LE HA INVIATO L'EMAIL E A COLORO AI QUALI L'ABBIA EVENTUALMENTE INOLTRATA LEI! Grazie per la collaborazione

E' possibile che la Grauso abbia ricevuto e inoltrato l'appello dal proprio posto di lavoro e che il programma di e-mail abbia apposto automaticamente le sue coordinate in calce all'inoltro, come capita molto spesso. In ogni caso, la "firma" della Grauso in calce all'appello non autentica l'appello in alcun modo.

Variante Word (silvia.doc, dicembre 2007)

Intorno ai primi di dicembre 2007, l'appello ha ripreso a circolare con la "firma" della Grauso e dell'Agenzia delle Entrate, ma con una variante: si tratta di un documento in formato Word che per motivi insondabili si chiama silvia.doc. Nelle proprietà del documento si trova il nome Carmelo Emanuele come autore e l'ultimo salvataggio risulta essere stato fatto dall'Azienda Ospedaliera S. Martino. La data di creazione del documento è il 16 marzo 2007, mentre l'ultima stampa risale addirittura al 17 ottobre 2005.

Psicologia delle bufale

Come fa una storiella talmente stupida a restare in circolazione per dieci anni? Facendo leva sulle nostre emozioni per mettere in secondo piano la razionalità. Sicuramente una delle ragioni di tanto successo è il suo appello all'avidità, con la tentazione del guadagno facile. Ma c'è anche un aspetto altruista: infatti la si passa agli amici sia per guadagnare personalmente, sia per offrire loro la (inesistente) possibilità di guadagnare a loro volta.

E poi c'è la pigrizia: come racconta l'articolo di Wired, una delle persone intervistate rispose che l'aveva inoltrata perché tanto "non c'era niente da perdere". In aggiunta, per fare un inoltro a tutti è sufficiente un paio di cliccate, mentre per controllare la validità del messaggio ci vuole più fatica, per cui la pigrizia spinge verso l'"inoltra a tutti" compulsivo.

C'è anche un altro aspetto, rivelato sempre dall'articolo di Wired: l'appello fa leva sulla diffusa percezione che abbiamo di essere sorvegliati tramite la tecnologia. L'affermazione che Bill Gates si permette di controllare se abbiamo inviato o no l'appello è evidentemente ritenuta normale, anzi tristemente plausibile, da molte persone. Questo la dice lunga sul modo in cui la tecnologia, e specialmente l'informatica, viene capita poco e presa con diffidenza. Come sempre, le bufale di successo sono lo specchio dell'anima degli internauti.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (2)

magari fosse vero, manderei tanta spam da mandare in bancarotta Zio bill! :twisted:
20-12-2007 22:26

Qual'è ... Leggi tutto
19-12-2007 12:20

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