Usa, la polizia non può obbligarti a rivelare la password

Un giudice americano ha stabilito che costringere un accusato a rivelare la password che protegge il proprio disco rigido per raccogliere prove è contrario al Quinto Emendamento.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-08-2008]

Nessuno può obbligare a rivelare le password

Chiunque abbia visto almeno un film ambientato nelle aule di giustizia degli Stati Uniti avrà sentito parlare del Quinto Emendamento: in sostanza, questa aggiunta alla costituzione americana stabilisce che non si possa essere obbligati a fornire informazioni che causerebbero danni a sé stessi.

Secondo il giudice Jerome Niedermeier, del Vermont, questa norma si applica anche alle password: nessuno può essere obbligato a fornire gli strumenti per decrittografare il proprio disco rigido senza che il Quinto Emendamento venga violato.

La vicenda ha avuto origine quando la polizia di confine con il Canada ha ispezionato come da routine il computer portatile di un uomo, Sebastian Boucher, sul quale ha trovato senza dover immettere alcuna password "migliaia di immagini pornografiche e animazioni di pornografia minorile" situate sul drive Z.

Subito Boucher è stato arrestato e il portatile è stato spento per essere esaminato con calma in seguito. Sfortunatamente, al momento della riaccensione il drive contenente il materiale pedopornografico si è rivelato protetto dal programma di crittografia Pgp Whole Disk Encryption e pertanto inaccessibile.

La polizia ha quindi pensato di rivolgersi a un giudice perché costringesse Boucher a rivelare la password per accedere nuovamente al disco incriminato, il cui contenuto - le prove - sarebbe altrimenti rimasto invisibile. Probabilmente il software era stato impostato per proteggere nuovamente il drive dopo un certo periodo di tempo, ha ipotizzato l'accusa.

Comunque sia, a questo punto il meccanismo si è inceppato: il giudice Niedermeier ha stabilito che procedere in quel modo sarebbe contrario al Quinto Emendamento e pertanto ha respinto la richiesta. In tal modo, ad accusare Boucher ci sono solo le parole dei due poliziotti che hanno ispezionato il portatile subito prima dell'arresto, ma nessuna prova.

In qualunque modo prosegua la vicenda, questa decisione avrà delle serie conseguenze quantomeno sulla giurisprudenza americana; c'è da aspettarsi un serio scontro tra i sostenitori della privacy a tutti i costi e chi ritiene che la difesa della legalità (specie in presenza di un reato odioso come questo) valga il sacrificio di parte della propria riservatezza.

Cosa ne pensate? Dite la vostra nel forum oppure scrivendo un commento qui sotto.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

Come farebbero ad obbligarlo (re @ ioSOLOio) Leggi tutto
27-8-2008 21:21

Anche in Italia (@Michele M.) Leggi tutto
27-8-2008 21:15

@ aldo mongia : ma a che serve allora? Leggi tutto
27-8-2008 21:12

uhm....forse mi sfugge qualcosa, nel senso che non esprimo un giudizio di merito ma non comprendo il meccanismo. Tralasciamo per un momento il crimine di cui si parla, particolarmente odioso. E focalizziamoci sul fatto in se...ovvero la password. Cosa significa "obbligare a fornire la password" ? E se non lo fa? Questa volta... Leggi tutto
27-8-2008 21:02

{Michele M.}
Era meglio fare un eccezione Leggi tutto
27-8-2008 17:14

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