In aereo si può navigare in Internet, ma non usare Skype

American Airlines lamenta che le telefonate "urlate" di alcuni innervosiscono tutti i passeggeri. Morale? Niente VoIP per nessuno.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-09-2008]

Skype in aereo vietato American Airlines Aircell

Nonostante il divieto assoluto stia cadendo, usare il cellulare in aereo non è consentito sempre, per i noti motivi di sicurezza.

Sempre più facilmente, invece, è possibile avere l'accesso a Internet: si può così navigare, lavorare, giocare, inviare email e messaggi istantanei ma non telefonare, perché Skype è non solo vietato, ma anche bloccato.

Questa è la politica di American Airlines, che impedisce l'uso del VoIP non per motivi tecnici ma per amore della tranquillità e per garantire un volo sereno a tutti, passeggeri e personale.

Essere rinchiusi per diverse ore in uno spazio tutto sommato ridotto, a contatto con tanti sconosciuti, e poter ciarlare liberamente con chi è rimasto a terra coinvolgendo fatalmente anche gli altri passeggeri in una gara a chi grida di più, potrebbe portare qualcuno a innervosirsi un po'.

È il fenomeno noto come road rage, che avviene quando gli automobilisti esprimono e comunicano rabbia e frustrazione attraverso la guida (per una coda, un incidente, dei lavori in corso o chissà che altro). Se è pericoloso a terra, figuriamoci in cielo.

Qualcuno, chiaramente, non è d'accordo con questa politica di American Airlines. C'è chi ritiene che si tratti di un'ingiusta limitazione, visto che il divieto non proviene da una legge; chi ritiene di dover consentire le telefonate a chi ne ha bisogno per lavorare; chi infine se ne infischia dei divieti e - dotato di una certa preparazione tecnica - prova ad aggirare i limiti imposti.

Qualcuno, in effetti, è riuscito a loggarsi su Skype e a fare una brevissima chiamata prima che la connessione venisse interrotta: non si possono concedere strappi alla regola, dicono la compagnia aerea e Aircell, la società che fornisce la connettività sugli aerei di American Airlinea.

Scontentare pochi è meglio che dover affrontare l'ira di tutti quelli che verrebbero disturbati dalle conversazioni urlate, anche perché sono in molti ad approvare il blocco imposto a Skype e fratelli "finché gli utenti non impareranno a parlare con un tono di voce normale anziché gridare", come ha commentato un visitatore di Computerworld.

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