Il Cern alla ricerca del nulla

Gli scienziati cercano di catturare il Bosone di Higgs, ma secondo uno scienzato italiano ci sarebbero le prove che tale bosone non esiste.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-09-2008]

Massimo Corbucci Cern Bosone di Higgs Lhc

Nota: Numerosi lettori hanno espresso alla redazione dubbi sulla vericidità delle teorie qui sotto riportate. Vi invitiamo a esprimere la vostra opinione civilmente o saremo costretti a rimuovere il vostro commento.

Ha preso avvio al Cern di Ginevra una fase di ricerca e sperimentazione che secondo alcuni potrebbe portare la Terra a concludere la sua corsa all'interno di un buco nero. In tutta sincerità, a spaventare non è la prospettiva che il pianeta venga inghiottito, ma gli atteggiamenti dei nostri scienziati.

Gli studiosi in questione stanno ancora tentando di catturare il fantomatico Bosone di Higgs, quando invece uno scienziato italiano, Massimo Corbucci, ha efficacemente dimostrato che tale bosone non esiste. I fisici tentano di catturare il "Bosone di Higgs", vettore del "Campo di Higgs". C'è innanzitutto da chiarire che Peter Higgs ha prestato a malavoglia il suo nome all'omonima teoria, quando invece è Veltman la mente che l'ha strutturata.

Cos'è il Campo di Higgs? Qual è la sua funzione? Esso, innanzitutto, è solo un'ipotesi non ancora provata; sta a indicare quel mezzo tramite il quale e nel quale le particelle acquistano massa, dunque la formazione della materia. Vuole spiegare come gli elettroni cristallizzano, come le cose acquistano solidità e tangibilità, affinché i nostri sensi possano farne esperienza.

Higgs così si era espresso: "Se la materia si tocca e pesa è perché all'interno c'è una particella che la fa pesare. Essa genera un campo che occupa l'intero spazio. Muovendosi in tale campo le particelle sarebbero più o meno ostacolate, generando inerzia, dunque concretezza".

Il Bosone di Higgs è dunque la particella vettore del campo omonimo. Trovarla significa provare l'esistenza del Campo di Higgs. Ma questo campo esiste davvero? Nell'ottobre del 2000 sembrava che la particella che crea l'universo stesse per apparire, sebbene lo stesso Hawking avesse sospettato che fosse "invisibile" ai rilevatori. La sua cattura pareva imminente, ma accadde un fatto incredibile... e qui entra in scena il fisico italiano.

Facciamo però un passo indietro. Nel lontano 1976 un ricercatore ventenne aveva fatto una scoperta eccezionale che, purtroppo, aveva preferito tenere sotto chiave. Cosa aveva scoperto? Semplicemente che gli elettroni che possono girare intorno a un atomo sono al massimo 112, mentre per la Scienza era ormai assodato che si potesse arrivare a montare un atomo con 126 elettroni, come proposto infatti dal modello di Niels Bohr.

Per la scienza era fuor di dubbio che l'atomo potesse contenerne 126, ma per il giovane scienziato non era così. La sua scoperta riguardava, infatti, il modo in cui sono disposti gli elettroni che ruotano intorno al nucleo, dunque l'Ordine di Riempimento dei Livelli Atomici. Egli aveva praticamente stabilito il numero totale degli elementi del Sistema Periodico. Dunque una nuova tavola mendeleviana.

C'è da precisare che a tutt'oggi non esistono testi scientifici divulgativi sulla struttura dell'atomo, proprio perché non si conosce tale numero, né l'esatta distribuzione degli elettroni che ruotano intorno al nucleo medesimo. Nel frattempo la Scienza aveva convogliato fiumi di denaro sia per cercare la fantomatica particella, sia per costruire atomi più pesanti, come d'altro canto continua a fare.

Il fisico aveva realizzato un'altra scoperta: oltre a sospettare che la gravità non fosse una forza come tutti riteniamo, egli asseriva che l'elusiva particella che crea il mondo non può essere tirata fuori, come affermava Higgs, per un motivo banalissimo: essa è semplicemente... un buco.

Come si può da un buco tirare fuori tutta la materia esistente nell'Universo? Si può, eccome. Simile al cappello del mago da cui trarre ogni cosa, così da quel buco nero, piccolo come un atomo infinitesimale ma grande come l'Universo, l'intero Universo prende forma. Il fisico viterbese ha definito questo vuoto "quantomeccanico".

Il corpo accademico non ha ancora riconosciuto la veridicità della scoperta di Corbucci o almeno lo ha fatto solo in parte. La posta in gioco è troppo alta. Gli scienziati non si rendono conto del pericolo che corriamo, poiché non hanno idea dell'esatta struttura dell'atomo, come invece ha dimostrato Corbucci. Essi potrebbero trovarsi di fronte a conseguenze che difficilmente sarebbero in grado di arginare. Non si sono ancora resi conto che la loro ricerca è... ricerca del Vuoto, del Nulla!

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 43)

La rete Mediaset aiuta molto l'informazione....Tre telegiornali uno meglio dell'altro. E di certo se si guarda la Rai è giusto leggermente meglio ma niente di vero viene detto...
6-10-2008 12:58

Intendi l'LHC?? Finchè la gente continuerà a considerare Studio Aperto il massimo dell'informazione, non cambierà nulla. Io personalmente le informazioni le cerco sempre "alla fonte", ma mi rendo conto che non tutti hanno familiarità col web e si "bevono" quello che viene propinato dai vari TG. Non credo proprio che... Leggi tutto
6-10-2008 12:23

la ricerca del nulla Leggi tutto
5-10-2008 23:39

Già, stanno facendo un esperimento (che è spesso descritto come "immaginate di avere dei trenini elettrici e di farli andare sempre più velocemente, e poi raggiunta uan certa velocità di farli scontrare, in modo che i trenini si rompano e possiate vedere cosa c'è dentro, di cosa sono fatti i trenini elettrici"). Cosa... Leggi tutto
3-10-2008 23:50

una ipotesi merita di essere messa su nature solo se MERITA DAVVERO di essere messa su Nature. Se io, il primo stronzo di turno, dico che per me la relatività è tutta un'invenzione di un tipo molto burlone (come sul serio era Einstain) mi merito la rivista Nature se davvero riesco a dimostrare cil che dico, o se c'è un margine di dubbio.... Leggi tutto
3-10-2008 18:41

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