Personalizzare le foto con WhatsApp



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-10-2016]

whatsapp editor foto 2

Se ne parlava già il mese scorso, e ora è arrivata: l'ultima novità di WhatsApp, costituita da funzioni che paiono mutuate da Snapchat, sta debuttando proprio in queste ore.

Con l'ultima versione dell'app, che viene gradualmente resa disponibile in tutto il mondo, gli utenti possono modificare le foto e i video grazie all'editor integrato, disegnando su di essi e aggiungendo emoji.

Per esempio, si può aggiungere un grosso cuore per dimostrare al destinatario quanto gli si voglia bene, oppure modificare i caratteri e il colore del testo. L'articolo continua qui sotto.

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I telefonini diventano sempre più potenti e sono dotati di fotocamere sempre migliori: a quella sul retro spesso se ne aggiunge una frontale, per meglio scattare i selfie. Per quanto riguarda l'utilizzo che ne fai tu personalmente, lo smartphone ha sostituito la fotocamera compatta tradizionale?
Sì. Non ho praticamente più bisogno di portarmi dietro la fotocamera perché quella dello smartphone è più che sufficiente per le mie esigenze nella maggior parte delle occasioni.
In parte. Sebbene la fotocamera sullo smartphone sia indubbiamente comoda, spesso ho la necessità di scattare foto di qualità migliore e con un dispositivo dedicato, quindi utilizzo molto anche la fotocamera.
No. Non posso fare a meno di portarmi dietro la fotocamera compatta, che per le mie esigenze non può affatto essere sostituita da uno smartphone.

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«I nuovi strumenti di modifica appariranno automaticamente quando scatterete una nuova foto o farete un video, o ne condividerete uno già presente sul telefono» spiega WhatsApp.

Altri miglioramenti comprendono il supporto al flash frontale, opzione che rende più semplice lo scatto di selfie al buio, e l'introduzione dello zoom durante la registrazione dei video.

Infine, il passaggio dalla fotocamera anteriore a quella posteriore è stato semplificato: ora è sufficiente un doppio tap sullo schermo.

whatsapp editor foto

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No. Gli stessi docenti, in molti casi, non avrebbero la più pallida idea di come utilizzarli. Per non parlare del Ministero che dovrebbe decidere quali programmi si devono o non si devono usare.

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