Glovo sotto controllo giudiziario: accuse di caporalato sui rider



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-02-2026]

glovo caporalato
Foto di Pilar Rubio.

La Procura di Milano ha disposto un provvedimento di controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, la società che gestisce il servizio di consegne di Glovo in Italia. L'iniziativa, adottata in via d'urgenza, nasce da un'indagine che ha ricostruito un sistema di gestione dei rider ritenuto lesivo dei diritti fondamentali dei lavoratori e potenzialmente configurabile come caporalato. Secondo gli atti dell'indagine, Foodinho avrebbe impiegato circa 40.000 rider in tutta Italia, di cui circa 2.000 nell'area di Milano, in condizioni economiche e organizzative giudicate gravemente penalizzanti. Le retribuzioni documentate risultano in molti casi inferiori alla soglia di povertà, con riduzioni che arrivano fino al 76,95% rispetto ai parametri di riferimento e fino all'81,62% al di sotto dei minimi previsti dai contratti collettivi nazionali.

Il decreto di controllo giudiziario prevede la nomina di un amministratore che si affianchi ai dirigenti, con il compito di interrompere le condotte ritenute illegittime e di avviare un percorso di regolarizzazione. La misura non sospende l'attività della società, ma impone un monitoraggio diretto da parte dell'autorità giudiziaria, finalizzato a correggere le criticità individuate. L'indagine ha ricostruito un sistema di lavoro basato su compensi molto bassi, turni prolungati e un controllo costante tramite strumenti digitali. Le testimonianze raccolte descrivono un monitoraggio continuo tramite GPS, con penalizzazioni legate ai tempi di consegna e alla disponibilità oraria. In alcuni casi, i rider avrebbero lavorato fino a 12 ore al giorno, con paghe medie di circa 2,50 euro a consegna.

Gli inquirenti contestano alla società e al suo amministratore unico, Oscar Pierre Miquel, l'ipotesi di caporalato, un reato che si configura quando un datore di lavoro approfitta dello stato di bisogno dei lavoratori per imporre condizioni economiche o organizzative particolarmente svantaggiose. La Procura ha richiamato anche il principio costituzionale che garantisce un'esistenza libera e dignitosa, ritenendo che le condizioni rilevate non fossero compatibili con tale tutela. Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso il settore delle consegne di cibo, già oggetto negli ultimi anni di interventi normativi e giudiziari. Le piattaforme digitali che operano tramite lavoratori autonomi sono state più volte accusate di utilizzare modelli organizzativi che, pur formalmente basati sulla flessibilità, producono nella pratica forme di dipendenza economica e vincoli assimilabili al lavoro subordinato.

La Procura di Milano ha evidenziato come il sistema di assegnazione degli ordini, basato su algoritmi e punteggi, potesse determinare una forte asimmetria tra la piattaforma e i rider. La disponibilità a lavorare in orari notturni o in condizioni meteorologiche avverse avrebbe influito sulla possibilità di ricevere incarichi, creando un meccanismo di pressione indiretta sulle scelte dei lavoratori. Il controllo giudiziario è stato disposto con decreto d'urgenza e dovrà essere confermato da un giudice per le indagini preliminari entro dieci giorni. Nel frattempo, la società è tenuta a collaborare con l'amministratore nominato e a fornire tutta la documentazione necessaria per verificare l'effettiva portata delle irregolarità contestate.

Le autorità hanno sottolineato che l'obiettivo del provvedimento non è interrompere il servizio, ma garantire che l'attività venga svolta nel rispetto delle norme sul lavoro e dei diritti dei rider. Il settore è caratterizzato da una forte competizione e da margini operativi ridotti ed è considerato particolarmente esposto al rischio di pratiche scorrette, soprattutto nei modelli basati su lavoro autonomo non genuino. Il caso potrebbe avere ripercussioni significative sull'intero comparto, spingendo altre procure e autorità di vigilanza a intensificare i controlli. Le conclusioni dell'indagine e gli sviluppi del controllo giudiziario saranno determinanti per comprendere se il modello organizzativo delle piattaforme dovrà essere rivisto in modo strutturale per garantire condizioni di lavoro conformi alla normativa italiana.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

Concordo con la considerazione di zero, è come con Amazon, tutti a dire che sfrutta e schiavizza i dipendenti ma poi tutti a comprare da Amazon perché ha prezzi inferiori rispetto ad altri store digitali e ai negozi esistenti nelle nostre città. Purtroppo il caporalato è sempre esistito, oggi ha solo maggiori mezzi e occasioni per... Leggi tutto
16-2-2026 14:24

Giusto fare controlli, ma ricordiamoci che se si aumenta il compenso ai rider, costa di piu' anche la pizza portata a casa. In quanti saranno disposti a pagare piu' per il trasporto che per la merce? Nessuno. E i rider si troveranno senza lavoro. .
15-2-2026 10:13

uh permettimi di non vedere tanta differenza tra prendere l'auto e andare fino alla pizzeria da asporto più vicina e ordinare la pizza con consegna a casa (peraltro è tutto un discorso ipotetico, io la faccio nel forno :P ) Leggi tutto
13-2-2026 16:04

{Di Passaggio}
Dare di demente a chi si fa portare il cibo a casa e'... demenziale. Forse e' meglio prendere l'auto e farsi un'oretta di traffico?
12-2-2026 23:42

Dunque non dovrebbero esistere neanche i corrieri espressi. Non dovremo ricevere a casa neanche i vari pacchi di merce che compriamo in rete, come non dovrebbero esistere i porta pizza. Leggi tutto
12-2-2026 17:49

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