Occhiali "smart" di Meta: operatori vedono immagini intime degli utenti



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-03-2026]

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Se sentite nominare occhiali "smart" e vi viene in mente ancora Google Glass, il prodotto presentato appunto da Google nel 2012 in pompa magna ma scomparso tre anni più tardi, aggiornate subito la vostra immagine mentale. Gli occhiali computerizzati presentati da Meta insieme a marchi come Ray-Ban e Oakley a settembre 2025 sono completamente diversi. Non c'è più quell'ingombrante, antiestetico braccetto che sporgeva davanti a una delle lenti e faceva sembrare chi lo indossava una sorta di impresentabile incrocio fra un orafo cyberpunk e un Borg di Star Trek. Gli occhiali smart di oggi sembrano dei normali occhiali, con una montatura e delle astine leggermente più corpose rispetto a quelle tradizionali, ma niente di più.

In quelle astine e in quelle montature c'è di tutto: una batteria, un touchpad, una serie di microfoni, due minialtoparlanti, due telecamere, i processori che elaborano e smistano tutti i dati generati e ricevuti dagli altri componenti, e un trasmettitore e ricevitore Bluetooth per comunicare con lo smartphone. Questi occhiali "smart" pesano solo un ventina di grammi in più rispetto a quelli tradizionali equivalenti.

Non sono autonomi: dipendono appunto dallo smartphone per connettersi a Internet, e il grosso dell'elaborazione dei dati avviene sui computer remoti di Meta, non localmente. Se non c'è Internet, se non c'è campo o se lo smartphone è scarico, gli occhiali "smart" perdono quasi tutte le loro funzionalità.

Ma quando tutto funziona, questi occhiali fanno cose davvero notevoli: diventano l'interfaccia alternativa dello smartphone. Il telefono rimane in tasca o nella borsetta, e invece si scattano foto, si fanno video, si fanno scorrere i messaggi social, si risponde alle telefonate direttamente dagli occhiali, si chiede a voce di riconoscere un fiore o un quadro o qualunque altro oggetto (o anche una persona), si ottengono indicazioni visive di quale direzione prendere per raggiungere una certa destinazione. E con il braccialetto che rileva i movimenti della mano diventa possibile scrivere su una tastiera virtuale o addirittura scrivere tracciando con un dito la forma delle singole lettere, tenendo la mano in tasca. L'ideale per inviare un messaggio con discrezione senza far vedere che si tira fuori il telefono.

C'è di più: le telecamere negli occhiali possono diventare gli occhi delle persone ipovedenti o cieche, grazie a servizi come Be My Eyes, che usano un mix di intelligenza artificiale e di volontari per fornire assistenza visiva remota. I microfoni possono ascoltare una conversazione e passarla via Internet a sistemi di riconoscimento vocale, per far comparire istantaneamente sullo schermo degli occhiali i sottotitoli di un film o di una conversazione, aiutando così chi ha problemi di udito. L'audio può essere anche inviato a sistemi di traduzione automatica, per fornire quasi in tempo reale la trascrizione tradotta di quello che viene detto.

Insomma, gli usi positivi di certo non mancano, ed è indubbiamente comodo avere un assistente che vede e sente tutto quello che facciamo e può aiutarci in ogni momento, perché lo abbiamo letteramente già addosso, e non è vistoso e antiestetico. E infatti, nonostante il prezzo non regalato, gli occhiali "smart" si vendono bene. EssilorLuxottica, il fabbricante di questi prodotti di Meta, ha dichiarato di averne piazzati oltre sette milioni di esemplari nel 2025, in aggiunta ai due milioni venduti in totale nei due anni precedenti [CNBC].

Ma proprio le loro caratteristiche favorevoli più evidenti sono anche le più problematiche.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

Infatti, č anche per questo motivo che penso che l'app sia, alla fine, non in grado di fare qualche differenza... Leggi tutto
9-4-2026 16:40

{calende}
Certo che fidarsi delle parole di Zuckerberg sulla privacy è una dimostrazione di stoltezza pari a quella di comprare i suoi occhiali. Purtroppo sono anche altri a fare le spese di quella stoltezza.
8-4-2026 09:25

{unodue}
Quanto ho letto nell'articolo era davvero impensabile, e quindi è giusto cadere dal pero e vedere che in mezzo a 8 miliardi di persone ci sono una quantità inimmaginabile di individui "storti" o comunque diversamente registrati. @Gladiator: la "civiltà" oggi è in netto regresso, direi... Leggi tutto
7-4-2026 09:33

{sisto}
Come dicono ormai in molti, la tecnologia è troppo avanzata, e corre ancora di più, per una specie immatura come la nostra. L'unica cosa che si può fare è normare, normare, normare all'inverosimile, fino a quando l'utilità del bene o servizio diventa come il peso sulla Luna: la... Leggi tutto
24-3-2026 17:13

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