Il tampone delle Iene e la privacy

La polemica sul divieto alla messa in onda della trasmissione sui parlamentari che assumerebbero droga ripone il problema della privacy sui dati biometrici.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-10-2006]

Iene

Un programma non di informazione ma di quelli a cavallo tra informazione e spettacolo, alla Striscia La Notizia per intenderci, decide di realizzare un test sull'uso delle droghe da parte dei deputati a cui, con la scusa di essere asciugati dal sudore, viene passato un tampone sulla fronte per verificare se di recente hanno assunto sostanze stupefacenti. Dal test collettivo emergerebbe che un deputato su 3 su 50 deputati "tamponati" farebbe uso di sostanze stupefacenti, da qui lo scoop.

Si tratta di un campione non statiscamente ineccepibile, ma qui sta il primo problema di informazione oggettiva: solo un buon numero di deputati ma preso a caso con questo stratagemma e quindi difficilmente assumibile come rappresentativo della realtà dei parlamentari. E' controversa anche la validità del test-tampone, che è assolutamente attendibile secondo gli esperti della trasmissione ma criticato da altri che in trasmissione non sarebbero apparsi.

Il Garante per la privacy Franco Pizzetti, venuto a sapere da organi di informazione del servizio, ne proibisce la messa in onda in nome della difesa del diritto alla privacy nel trattamento di dati personali attinenti al corpo e alla salute. Gli autori della trasmissione si difendono rivendicando il diritto di informazione e che i dati sull'identità dei deputati sarebber rimasti rigidamente riservati. Si scatena un dibattito nel Paese.

Appare evidente l'intento degli autori della trasmissione: in un momento in cui i cosiddetti "reality show" non tirano più l'audience non c'è niente di meglio della realtà; e questo, oggettivamente, è un bel colpo.

Appare anche evidente l'intento politico: in Italia, nella scorsa legislatura, è stata approvata una legislazione particolarmente dura nei confonti dei consumatori di tutte le droghe, leggere e pesanti, ed è utile evidenziarne l'inopportunità dimostrando la tartufesca incoerenza dei parlamentari che l'avrebbero approvata. Questo è un buon argomento anche se non va bene che il dilemma proibizionismo si / proibizionismo no parta da iniziative di spettacolarizzazione; né è dimostrata l'equazione parlamentari drogati = parlamentari proibizionisti.

E' altrettanto vero che i politici in questi anni hanno sempre più teso a spettacolarizzare e personalizzare, anche con l'esibizione della propria intimità.

La motivazione del Garante è forte: non si tratta di negare il diritto all'informazione e, d'altra parte, dell'iniziativa siamo già tutti molto informati. Non è legittimo uno screening di un gruppo di persone, senza ordine della magistratura per indagini, su problemi delicati come questo, il trattamento dati sensibili del corpo delle persone, senza il loro consenso e con l'inganno. Il punto cruciale è il no a indagini biometriche sempre più diffuse e capillari, senza garanzie su chi custodisce i dati e a quali fini, su cui sempre più i garanti della privacy di tutta Europa si stanno muovendo.

Solo la magistratura, su sospetti e pregiudicati, in presenza di garanzie legali, può autorizzare il prelievo e la conservazione in banche dati pubbliche di elementi come l'immagine dell'iride e il Dna, così come per le impronte digitali, con procedure precise per l'accesso e la loro eventuale distruzione. Per tutti i cittadini e gli stranieri e non solo per i parlamentari, ovviamente.

Bisogna anche considerare che, per esempio, un libro di grande successo come "Onorevoli Wanted" di Peter Gomez e Marco Travaglio, che mostra su dati pubblici le condanne pubbliche di alcuni parlamentari, è stato quasi ignorato dai media, Tv pubblica e privata in particolare. Eppure quello è un corretto esempio di ricerca della trasparenza, senza pericolose violazioni della privacy come quelle delle Iene, che possono costituire un pessimo e pericoloso precedente.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 43)

{Casella Dodici}
Se invece fosse stato un Tampax Leggi tutto
23-10-2006 23:19

E' ovvio che vadano giudicati per ciò che producono in ambito legislativo. Ribadisco che il "metodo" utilizzato dalle iene è stato giustamente stigmatizzato dal garante della privacy. Resta il fatto che ho provato un certo disgusto nel sentire dire da parte di parlamentari stessi che la pratica dell' uso di droghe fra i... Leggi tutto
14-10-2006 23:00

Vero è che non bisogna entrare nel personale; vero è che che vanno valutate le azioni e la competenza nello svolgere il proprio lavoro, senza lasciarsi influenzare dal fattori esterni; vero è, però, che questi signori sono tenuti ad un grado di diligenza maggiore rispetto a quello richiesto al cittadino comune, e che pertanto l'abitudine... Leggi tutto
14-10-2006 17:16

Niente di più sbagliato. Credo che sia l'esatto contrario. Semplicemente io "tendo" a giudicare gli altri per quello che fanno e non per quello che sono (specialmente tra le mura di casa loro). E lei non porta nessuna prova inoppugnabile della consequenzialità canna=incapacità legislativa. Che sono, a mio modo di vedere, due... Leggi tutto
14-10-2006 16:51

e vedo che ancora accade pure tra noi utenti ... :? figuriamoci se i parlamentari si rendono conto di questo!! Leggi tutto
14-10-2006 16:46

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