Microsoft vuole brevettare l'evoluzione

A Redmond vogliono assicurarsi la proprietà di un metodo usato da ogni biologo evoluzionista. Gli scienziati si preoccupano, Microsoft cerca di tutelarsi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-08-2009]

Microsoft brevetta albero filogenetico Science

La richiesta di brevetto risale al 23 luglio 2007 ma soltanto ora, grazie alla pubblicazione sul numero di agosto di Science, sta suscitando l'interesse e la preoccupazione di parecchi scienziati.

Dietro alla richiesta c'è Microsoft, e l'oggetto del brevetto è un metodo per creare una mappa di dati biologici sotto forma di un grafico ad albero che ne evidenzi l'evoluzione.

Il problema - come evidenzia William Piel, filogenetista della Yale University citato da Science - è che "il brevetto è scritto in un linguaggio così vago che sembra includere ogni attività che coinvolga la comprensione della biodiversità attraverso la filogenetica".

Nella sostanza, ciò che Microsoft vuole brevettare è un sistema in uso fin da quando Charles Darwin abbozzò il primo schema evoluzionistico - se non risalente addirittura alla classificazione ideata da Linneo - e tuttora ampiamente usato in ogni parte del mondo.

I biologi evoluzionisti se ne servono per mostrare e comprendere come gli organismi sono legati gli uni agli altri nel processo di evoluzione, basandosi sulle sequenze genetiche.

Ecco perché da un lato sorge la preoccupazione degli scienziati e dall'altro sarebbe lecito aspettarsi che, considerati i numerosi esempi di prior art, l'Ufficio Brevetti americano rifiuti di assecondare la richiesta.

D'altra parte è improbabile che a Redmond abbiano intenzione di far causa al mondo intero, quand'anche il brevetto venisse loro assicurato.

Per il funzionamento stesso del sistema di brevetti americano, in realtà ciò che Microsoft sta facendo - così come moltissime altre aziende - è tutelarsi dalla possibilità che qualcun altro registri il brevetto, lo utilizzi per farle causa e pretenda del denaro: sono i cosiddetti troll dei brevetti, aziende che tipicamente non producono alcunché ma vivono grazie alla proprietà intellettuale che sono riuscite a procurarsi.

Microsoft ha insomma pensato bene di muoversi prima che lo faccia qualcun altro, indipendentemente dalla necessità di utilizzare il brevetto in uno dei propri prodotti, secondo una prassi ormai normale.

Più che preoccupare gli scienziati, tutto ciò dovrebbe rendere evidente quanto sia contorto e malato il sistema dei brevetti.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 11)

Già, e poi come spiegherebbe il fatto che Microsoft è il prodotto dell'evoluzione darwiniana realizzatasi su questo pianeta? Leggi tutto
29-8-2009 09:52

E poi .... ZOT!!! :roll: :lol: :lol: :lol: Ciao Leggi tutto
28-8-2009 11:38

E' andata bene, altro che! Leggi tutto
28-8-2009 11:06

Certo ! :twisted: l'articolo cerca solo patetiche scuse per un brevetto che moralmente è da sputagli addosso !! :wink: Il fatto non il brevetto :roll: o la ditta o chi viene colpito!!! Ma è che oramai dovrebbero capire che il sistema dei brevetti andrebbe MODERNIZZATO ovvero senza seguire i canoni capitalistici (la proprietà è... Leggi tutto
26-8-2009 16:39

Ecco una buona notizia. Un po' di magia non guasta nel modo dei ribelli digitali, visto che la realtà si sta sempre più impoverendo.
26-8-2009 13:01

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