I Pink Floyd fanno causa a Emi

A contrapporre il gruppo e la casa discografica ci sono questioni di denaro, ma non solo.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-03-2010]

Pink Floyd causa Emi diritti iTunes album

Sono due i motivi che contrappongono lo storico gruppo dei Pink Floyd e la casa discografica Emi: il primo riguarda una quasi banale questione di diritti non corrisposti; l'altro invece mette in gioco anche la concezione artistica di un album musicale.

Per quanto riguarda la prima questione c'è poco da dire: secondo i Pink Floyd Emi avrebbe messo in vendita tramite i canali online (iTunes in testa) i brani della band senza corrispondere i diritti dovuti.

Il problema nasce perché secondo Emi sia i contratti che i successivi aggiornamenti coprono soltanto la distribuzione della musica prima dell'avvento dei negozi online e dunque non si applicano alle vendite via iTunes.

La seconda questione è invece più interessante, in quanto non si riduce soltanto all'interpretazione di articoli e codici ma riguarda è di natura artistica.

Secondo i Pink Floyd gli album non possono essere smembrati: ognuno è stato concepito in maniera organica, come un'unica creatura e pertanto la vendita delle singole tracce attraverso i canali di Internet non solo è impossibile, ma snatura l'intero progetto.

Emi, dal canto proprio, si richiama ancora ai contratti firmati a suoi tempo (una decina d'anni fa, un'eternità vista l'evoluzione della distribuzione della musica). Sarà un giudice a dirimere entrambi i casi.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

qui sono categorico più del solito: Hanno ragione Gilmour & Co, in modo assoluto! Oltretutto già il trasformare la Qualità "pink" in Mp3 è un oltraggio! :evil:
15-3-2010 12:36

Ma certo, il principio è ovvio e stabilito già ben prima che i Pink Floyd vi si appellassero mediante il loro potere economico e d'immagine, magari stabilendo così un precedente nella giurisprudenza. Il problema è che a nessuno importa che i poveracci possano appellarsi a un qualsiasi principio, e questo vale soprattutto per questioni... Leggi tutto
15-3-2010 07:43

però stabilito un principio grazie a chi ha soldi da buttare via vale anche per i poveracci... o no?
14-3-2010 23:14

Mette un poco di malinconia constatare che i Pink Floyd, non tanto in quanto Pink Floyd ma solo perchè "sono già ricchi a sufficienza", si permettono e hanno il buon tempo di star dietro a una causa legale contro una megacasa discografica per difendere i loro sacrosanti diritti; in particolare quello (ben più importante del... Leggi tutto
14-3-2010 22:59

vorrei vedere come c.... fanno a vendere singolarmente any colour you like o us and them..... :roll: :roll: e soprattutto, chi è il bischero che li compra.... quanto ad altri commenti davvero curioso che le major facciano la battaglia dei diritti per i poveri artisti ma wquando possono cercano di non pagarli.... :D :D
11-3-2010 17:14

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

Mostra i risultati (2318 voti)
Giugno 2026
Lo strumento che ti dice quali modelli IA puoi eseguire davvero sul tuo PC
ChatGPT, arriva Lockdown Mode
Iliad lancia il suo FWA: modem 5G, attivazione rapida e velocità fino a 300 Mbps
Microsoft: sistema operativo e app sono al capolinea. È l'ora degli agenti IA
Quousque tandem abutere, Ursula, patientia nostra?
Grave falla in 7-Zip
Maggio 2026
Denunce ai Carabinieri sull'app IO
Apre Virtual OS Museum: 75 anni di sistemi operativi
Crisi delle memorie, la luce in fondo al tunnel
Copilot invade Excel
49.000 persone senza elettricità: il fornitore preferisce alimentare i datacenter della IA
Gmail, lo spazio gratuito si riduce a 5 Gbyte
Crisi della RAM, in vendita DDR 5 false con i chip in fibra di vetro
Windows 11 accelera davvero
Password in chiaro nella memoria di Edge
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 10 giugno


web metrics