Come evitare gli attacchi BadUSB

BadUSB, come difendersi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-11-2014]

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BadUSB, come difendersi

Per evitare questo tipo di attacco ci sono poche strade percorribili.

La prima, drastica, è evitare del tutto l'uso di dispositivi USB e sigillare le porte USB dei computer (se gli ambienti di polizia nei quali c'è da tempo il divieto di collegare dispositivi USB vi sembravano eccessivamente paranoici, ora sapete che avevano visto giusto). Quasi impraticabile.

La seconda è evitare l'uso promiscuo di dispositivi USB. Significa che una chiavetta USB non può più essere usata come comodo strumento di scambio di grandi file: se entra in contatto con un computer non sicuro, può infettarsi e diffondere l'infezione.

Lo stesso vale per tastiere, stampanti e altre periferiche. Non solo: bisogna acquistare dispositivi di provenienza certa, perché in mancanza di un buon controllo qualità (o in presenza di un fabbricante o di un governo ostile) non c'è modo di sapere se i dispositivi vengono preinfettati direttamente durante la fabbricazione.

Caudill e Wilson hanno sviluppato un software libero che ostacola la modifica del firmware e quindi i tentativi d'infezione, ma funziona soltanto con i controller USB 3.0 di una specifica marca (Phison).

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Dmitri Mendeleev, per l'ideazione della tavola periodica degli elementi.
Fred Hoyle, per gli studi sulla nucleosintesi stellare.
Jocelyn Bell Burnell, per la scoperta delle pulsar.
Nikola Tesla, per i suoi lavori sulla trasmissione delle onde radio.
Albert Schatz, per la scoperta della streptomicina (rimedio contro la tubercolosi).
Chien-Shiung Wu, per i lavori sulla legge di conservazione della parità.
Oswald Avery, per gli studi sulla trasmissione dei caratteri ereditari tramite DNA.
Douglas Prasher, per la scoperta della proteina fluorescente verde.
Lise Meitner, per il contributo ai lavori sulla fissione nucleare.

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Anche così, un aggressore sufficientemente motivato può aprire il dispositivo USB e riprogrammarlo mettendo in corto dei pin, ma è un'operazione molto più complessa di un semplice inserimento e può essere ostacolata anch'essa iniettando colla epossidica dentro il dispositivo USB. L'aggressore deve avercela davvero tanto con voi, insomma.

A lungo termine, la soluzione sarà probabilmente l'introduzione del firmware firmato (code signing) che rivelerà eventuali alterazioni, ma ci vorranno anni per togliere dalla circolazione i dispositivi USB attuali.

Nel frattempo conviene ridurre l'uso promiscuo: evitare di inserire un dispositivo USB in un computer non fidato e di inserire nei propri computer un dispositivo non fidato, e sostituire per esempio le chiavette USB con il trasferimento di file via Wi-Fi o Bluetooth o su supporti come CD e DVD.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 11)

Sintetizando all'osso, l'unico modo è non usare chiavette usb per scambiare dati. :shock: Mi pare impossibile riuscirci, visto che tutti ci siamo muniti di manciate di chiavette proprio per questo scopo... :roll: Mauro Leggi tutto
30-11-2014 05:25

{bodyalive}
A quanto pare e' una legge universale: inserire qualcosa in buchi non sicuri e'fonte di infezione. ;-)
28-11-2014 08:40

In ogni caso o devi avere una persona che fisicamente ti modifica la chiavetta (o altro dispositivo USB) o modificartela tu. Non mi sembra fattibile che mentre navighi in rete rischi un infezione, se hai il dispositivo collegato. O sbaglio? :?: Leggi tutto
15-10-2014 11:01

In quel caso io propendevo per il software internet della chiavetta ;) è vero che a pensar male ci si azzecca ma secondo me non era intenzionale all'epoca; semplicemente a non pensar male e a volersi fidare si creano software troppo deboli. il problema è ogni dispositivo usb di qualsiasi marca o natura che abbia in se un controller... Leggi tutto
14-10-2014 14:39

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