Nestlé-Perugina licenzia dipendente per un post su Facebook

L'azienda invoca la giusta causa per una critica mossa sul social network.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-11-2014]

perugina licenziata post facebook

Licenziata per un post su Facebook: è questo quanto è capitato a Marilena Petruccioli, dipendente dal 1996 della Nestlé - Perugina presso lo stabilimento di San Sisto (frazione di Perugia), dove ha svolto anche l'incarico di delegata sindacale.

La vicenda è stata segnalata da Umbria 24 mentre il messaggio "incriminato" risale allo scorso 30 ottobre e recita: «Oggi mi è capitato di leggere un provvedimento disciplinare in cui il capo del personale di questa azienda, e badate bene non il proprietario il padrone, ha usato un termine a dir poco vergognoso "COLLARE" qualcuno dei suoi superiori dovrebbe fargli un ripassino dei principi che l azienda per la quale lavora sbandiera ovunque».

«Il collare» - prosegue il post - «lo indossano i cani non le persone e certi personaggi che ricoprono certi ruoli dovtebbero stare atteti (così nel post originale, NdR) ai termini che usano in certi atti ufficiali tanto più che sembrerebbe che sto personaggio occupi il parcheggio per invalidi quando si reca a rinforzare i muscoli peccato il cervello non ne trae beneficio».

La Nestlé - Perugina deve essersi sentita chiamata in causa perché subito dopo la pubblicazione ha inviato alla donna una lettera di richiamo «in cui si faceva riferimento al messaggio che avevo lasciato su Facebook e dove mi venivano assegnati cinque giorni di tempo per rispondere« come ha spiegato la Petruccioli in un'intervista.

Nel rispondere, la sindacalista ha fatto presente come con quelle parole non volesse recare offesa ad alcuno e che l'azienda in questione, seppur indicata con l'aggettivo «questa» non era la Nestlé; anzi, sentiva che era il suo diritto alla critica a essere messo in discussione.

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Tutto ciò non ha convinto i dirigenti che le hanno inviato la lettera di licenziamento per "giusta causa".

La vicenda ha scatenato subito le reazioni dei sindacati e anche un'interrogazione parlamentare avanzata dall'onorevole Nicola Fratoianni il quale si chiede: «È questo il modello di corrette relazioni fra datori di lavoro e lavoratori, cui vuole consegnarci il governo con il Jobs Act?».

Aggiornamento 20 novembre

Non sarà licenziata la dipendente disabile della Perugina-Nestlè che aveva rischiato di dover lasciare il lavoro nei giorni scorsi in seguito a un suo post su Facebook. Lo riferisce l'azienda in una sua nota, spiegando che nei suoi confronti sarà applicato un «mero provvedimento disciplinare».

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 12)

{Alessandro Garrisi}
Oppure oltre al COLLARE si deve subire anche la MUSERUOLA anzi il BAVAGLIO? Un rapporto di lavoro non può essere un limite al diritto d'esprimere la propria opinione e le proprie idee, ma la DIGNITÀ in questo paese nessuno si ricorda cos' è?
21-11-2014 07:50

{Alessandro Garrisi}
Non Parlar male che vuol dire, tacere la verità? La libertà d'espressione è un DIRITTO DELL'UOMO riconosciuto da ogni costituzione democratica, denunciare abusi, reati, condotte pericolose, sleali o immorali è parlar male? Se lavori per un'azienda che per il profitto avvelena che fai, taci?... Leggi tutto
21-11-2014 07:50

{Michele Vallario}
basta lavorare e non parlare male dell'azienda, altro che menate...
21-11-2014 07:35

Non c'è niente da fare, questa sindacalista ha toppato di ingenuità. stupidità e anche falsità. Non che meriti il licenziamento per questo, ma l'occasione fa l'uomo ladro, e qui direi la ditta non aspettava altro che un pretesto per tentare di licenziarla. Io sono del parere che FB (o altro social o stumento con lo scopo di tenere in... Leggi tutto
20-11-2014 12:00

{Alessandro Longo}
Vorrei lo stesso sollevamento quando editori e redattori trattano noi giornalisti freelance come carne da macello.
20-11-2014 10:45

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