La carta prepagata per pagare in Bitcoin

A tutti gli effetti è una VISA prepagata.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-11-2015]

Debit 4

Molti si chiedono come sia possibile spendere i propri Bitcoin e utilizzarli per fare acquisti, dato che al momento gli esercizi commerciali che li accettano sono pochissimi, specialmente in Italia.

Una soluzione per effettuare i pagamenti di tutti giorni in Bitcoin, come pagare il caffè, fare la spesa o fare acquisti online, esiste ed è proposta da Xapo.

Xapo è una piattaforma che si occupa di fornire un servizio di portafoglio online per Bitcoin. Oltre a un portafoglio online, offre un sistema di cold storage, cioè la conservazione offline dei Bitcoin su dei server non collegati a internet, e la possibilità di acquistare Bitcoin a prezzo di mercato.

La soluzione proposta da Xapo è una carta prepagata collegata al proprio portafoglio online che, quando si effettua un pagamento, attinge direttamente da esso. Quando la carta viene utilizzata, il sistema converte la cifra pagata in Bitcoin al prezzo di mercato del momento, scalando così i Bitcoin dal wallet online e effettuando il pagamento direttamente in euro.

Debit 3

Grazie a questo sistema, che effettua i pagamenti direttamente in valuta tradizionale, la possibilità di utilizzare i Bitcoin diventa alla portata di tutti.

La carta è infatti a tutti gli effetti una VISA prepagata e funziona come una qualunque carta tradizionale: permette anche di effettuare prelievi presso gli sportelli automatici se si necessità di utilizzare denaro contante.

I costi del servizio sono molto simili a quelli forniti da concessionari come le banche: dopo il primo anno di utilizzo gratuito (ma è previsto un costo iniziale di 18 euro), la tariffa annuale è di 10 euro; se si fanno acquisti nella propria valuta non sono previste alcune commissioni, mentre se si effettua un pagamento in una valuta estera viene addebitato un costo pari al 3% dell'importo pagato.

Wallet 2

I costi per prelievi presso gli sportelli automatici ammontano a 2,25 euro per prelievi nella propria valuta e 2,75 euro per valuta estera. Cambiare il proprio PIN ha un costo di 0,80 euro mentre se la carta viene smarrita o si usura, e deve quindi essere sostituita, vengono addebitati 10 euro.

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La carta può essere richiesta una volta creato un account Xapo; per tenere traccia del saldo e dei movimenti è sufficiente accedere al proprio wallet via browser, oppure da smartphone con l'applicazione dedicata.

I termini contrattuali, come ad esempio i limiti di spesa giornaliera, che possono essere elevati con una semplice verifica dell'identità, sono molto chiari e sono tutti disponibili sul sito web.

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Edoardo Prandin

Commenti all'articolo (3)

Okpay ti permette d'avere un conto con un patrimonio in diverse valute: euro, dollaro etc.. e, appunto anche bitcoin. Anche se lo uso da quando hanno iniziato ad esistere non tengo mai grosse cifre se non quello che sono intenzionato a spendere tramite la carta di credito. Come filosofia evito sempre di dare in mano il mio portafoglio a... Leggi tutto
22-11-2015 20:28

{Rudy}
Interessante articolo e interessante intervento di Ziomik. La carta Xapo da quel che vedo sul sito non è né Visa né Mastercard: ergo è quasi inutilizzabile. Sbaglio? E' cmq interessante il poter prelevare direttamente dal proprio conto Bitcoin. A Ziomik chiedo invece. Okpay non funziona come Paypal... Leggi tutto
22-11-2015 12:10

Lo fa da ormai un anno (forse più) Lo fa Okpay da tre anni (forse più) ** è stato il primo ** Lo fa Therocktrading da un anno (forse più) Xapo probabilmente è il meno utilizzato ciao EDIT: Riguardo "gli esercizi commerciali che li accettano sono pochissimi, specialmente in Italia" La soluzione per spenderli è semplice e si... Leggi tutto
20-11-2015 09:29

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Chi di questi 10 non ha meritato il premio Nobel per la Pace?
Elihu Root, segretario di Stato USA, vincitore nel 1912, indagato per la repressione degli indipendentisti filippini.
Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
Frank Kellogg, vincitore nel 1929: la sua idea per evitare le guerre fu sconfessata di lì a breve dalla politica tedesca.
Carl von Ossietzky, giornalista tedesco, vincitore nel 1935 per aver rivelato la politica tedesca di riarmo in violazione dei trattati. Meritava il premio, ma la tempistica fu pessima: venne deportato in un campo di concentramento.
Nessuno: nel 1948 il premio non venne assegnato. Sarebbe potuto andare a Mohandas Ghandi, ma era stato assassinato e il Comitato non permise che il premio fosse assegnato alla memoria.
Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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