Lampi di Cassandra / Una cartolina da Saturno

La sonda Cassini ha compiuto il suo ultimo tuffo nell'atmosfera di Saturno, tra l'interesse, l'orgoglio e la commozione di molti, ma non di tanti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-09-2017]

cassini

Il viaggio verso Saturno della sonda terrestre Cassini, iniziato 20 anni fa, dopo 13 anni di fatiche e di successi, si è concluso gloriosamente.

In vista dell'esaurimento del carburante, e quindi della trasformazione da strumento scientifico a costoso rottame spaziale, l'ultimo esperimento dell'astronave è stato quello di tuffarsi nell'atmosfera saturnina e misurarla a tutto spiano, trasformandosi in una splendente, ma non vista da occhio umano, meteora.

Si sa, in queste righe i successi della tecnologia, anche se non di immediata utilità per la vita quotidiana del genus homo ma solo per la sua cultura, vengono spesso osannate; se a torto o a ragione lo hanno sempre deciso i 24 imparziali lettori. L'evento del 15 settembre 2017 rende molto facile sia celebrare che commuoversi.

Molto opportunamente, sia da un punto di vista scientifico che pratico, essendo la vita utile della sonda limitata, al JPL di Pasadena hanno deciso di non attendere l'esaurimento del carburante, ma di usarne gli ultimi residui per una discesa "suicida" ma utilissima nell'atmosfera di Saturno. Facile quindi commuoversi per un gesto che nell'epica umana è stato cantato fin da tempi remoti.

Un "Lampo" non è il posto giusto dove spendersi in sottili elucubrazioni e raffinate considerazioni, e d'altra parte Cassandra un po' si vergogna di commuoversi come certi vecchietti, per notizie che la toccano sui sentimenti.

Così, togliendo la terra di sotto ai piedi agli abituali commentatori, che su questo argomento la prendono sistematicamente per i fondelli, attuerà la solita operazione benaltristica e parlerà di qualcos'altro, simile ma diverso.

Oltre a celebrare i fasti meritatissimi di Cassini, ricordiamoci delle più umili ma altrettanto importanti fatiche di due "vecchietti dello spazio profondo", Voyager1 e Voyager2 che, dopo 40 incredibili anni e 13 miliardi di chilometri, ancora ce la fanno a far arrivare a noi qualche prezioso bit di informazione. Possono far questo grazie al fatto che i loro cuori al plutonio ancora battono abbastanza forte da farsi sentire fin quaggiù.

Sono la prova che, bene utilizzata da menti brillanti, anche la tecnologia degli anni '70, solo apparentemente primitiva, può produrre risultati eccezionali. È anche una lode ai processi produttivi di allora, specialmente paragonati all'obsolescenza programmata di quelli odierni... ma lasciamo perdere anche questo argomento.

Anche Cassini funzionava a energia nucleare, ma contrariamente ai Voyager doveva spendere molto combustibile dei suoi razzi di manovra e orientamento per sopravvivere nel complesso mondo del sistema di Saturno, ed è questo che, esaurendosi, l'avrebbe fatta "morire".

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L'uomo presto ritornerà sulla Luna, ci si prepara all'esplorazione umana di Marte, la stazione spaziale internazionale sta per essere completata. Cosa pensi degli elevati costi che tale tipo di ricerca comporta?
La natura umana ci spinge a conoscere ed esplorare. Non ci sono costi troppo alti quando questi sono gli obiettivi.
L'esplorazione spaziale (come ogni altra forma di ricerca scientifica) ha i suoi costi, ma le ricadute tecnologiche e quindi i benefici di tali investimenti possono essere enormi.
Può certamente essere interessante sapere se qualche millennio fa c'erano forme di vita unicellulare su Marte, ma la Terra e i suoi abitanti hanno problemi ben più seri che necessitano di tutta l'attenzione e i fondi possibili.
Secondo me non siamo neanche stati sulla Luna, quindi...

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Tra l'altro, da un punto di vista meno tecnico ma altrettanto pratico, sono anche finiti i soldi per mantenere gli uomini e le macchine che a terra controllano una sonda, e che costano ogni secondo che passa. Altrimenti, forse una ulteriore estensione della vita della missione (già estesa più volte) sarebbe stata possibile.

Del resto, nelle missioni spaziali non si butta mai via niente. Lo dimostra il fatto che uno dei componenti di ricambio di Cassini, che vengono sempre realizzati per evitare che la rottura di un singolo pezzo comprometta la realizzazione di una missione, vedi caso proprio il generatore nucleare, batte oggi nel corpo di New Horizon e l'ha fatta arrivare a Plutone.

Visitate i siti spaziali, particolarmente quelli della Nasa, dell'ESA e del JPL e usate anche quello della sempre indispensabile Wikipedia; li troverete pieni di storie note e meno note, ma sempre interessanti e gloriose.

Marco Calamari - @calamarim

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (4)

Grazie Cassini!
1-10-2017 16:52

Però almeno un link alle foto inviate da Cassini nell'articolo ci stava bene...
24-9-2017 15:17

La newsletter di Cassini mi ha praticamente accompagnato da quando sono entrato in rete.. è stata una missione eccezionale che ci ha fatto vedere moltissimi aspetti di un sistema variegato come quello dei satelliti di Giove, dai geysers di encelado agli oceani di idrocarburi di Titano. Quando Cassini è passato vicino a Giove per... Leggi tutto
24-9-2017 13:04

{River}
dopo 40 incredibili anni e 13 MILIARDI chilometri. Altrimenti si si andava in auto
24-9-2017 07:51

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