Session replay, così i siti ci spiano

Grazie a script specifici registrano ogni mossa dei visitatori, compreso l'inserimento di password e dati sensibili.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-11-2017]

session replay

Che i siti web raccolgano statistiche sul comportamento dei visitatori è cosa nota e, entro certi limiti, normale.

Una ricerca condotta presso l'Università di Princeton, però, per alcuni siti questa pratica sta raggiungendo livelli tali da minacciare seriamente la privacy e la sicurezza degli utenti, a causa dell'uso di script che consentono il cosiddetto session replay.

In buona sostanza, tali script consentono di seguire ogni movimento del visitatore all'interno del sito, non limitandosi a tenere traccia delle pagine visitate: seguono anche i movimenti del cursore del mouse e anche i caratteri digitati da tastiera nelle varie form.

Nominalmente, questo modo di procedere ha il solo scopo di conoscere meglio il modo in cui gli utenti interagiscono con il sito e individuare eventuali pagine che non funzionano o che sono poco chiare, ma è evidente che gli effetti collaterali sono da prendere sul serio.

La possibilità che vengano carpiti password, numeri di carta di credito, informazioni bancarie e altri dati sensibili è chiaramente molto alta, e non può non essere considerata un problema, anche perché l'uso degli script che permettono il session replay è abbastanza diffuso anche tra i siti più importanti.

Sondaggio
Cosa pensi dei siti che conoscono la tua ubicazione e che ti mostrano annunci pubblicitari in base ai siti Internet che visiti o alla cronologia delle tue ricerche?
Mi piace! È molto comodo
Non mi piace molto questo meccanismo ma Internet funziona così
Utilizzo opzioni specifiche del browser per salvaguardare la mia privacy e per evitare che i miei movimenti vengano controllati
Ho installato una speciale applicazione o un plug-in per evitare che i siti Internet ottengano la mia cronologia di navigazione e le mie ricerche
È una questione che non mi ha mai interessato

Mostra i risultati (2333 voti)
Leggi i commenti (7)

I ricercatori di Princeton hanno individuato 482 siti, tra i 50.000 più popolari secondo la classifica di Alexa, che fanno uso di questa tecnica. Possono non sembrare molti, ma tra di essi ci sono siti che hanno milioni di visitatori.

L'elenco comprende infatti aziende come HP, Lenovo, Autodesk, Microsoft e Intel, ma anche Wordpress, Adobe e GoDaddy.

«Non abbiamo presentato questi esempi per puntare il dito contro certi siti. Invece, vogliamo mostrare che il processo di redazione può fallire anche se condotto da grandi nomi, che hanno incentivi legali molto forti nel proteggere i dati degli utenti» spiegano i ricercatori.

In effetti, gli script usati sono realizzati in maniera tale da tentare di escludere la registrazioni di dati come password, numeri di carta di credito e via dicendo. Ma l'implementazione è sovente imperfetta, e il risultato è che anche le informazioni personali vengono carpite.

In più, i ricercatori spiegano come i servizi di terze parti usati per il session replay spesso inviano i dati raccolti tramite connessioni non cifrate: in teoria, quindi, un malintenzionato potrebbe riuscire a sottrarli e usarli per i propri loschi fini, dal furto d'identità alla truffa.

Qui sotto, il video realizzato dai ricercatori per illustrare il funzionamento del session replay.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

uMatrix e via.
2-12-2017 18:59

L'biettivo di questa gente è succhiare sempre più dati dagli utenti - ovvero dalle vacche da mungere - fregandosene bellamente di qualsiasi minimo scampolo di sicurezza o rispetto verso coloro che gli danno i soldi per prosperare. Chissà se questo sistema si potrà reggere per sempre in futuro... :roll:
2-12-2017 18:19

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

Mostra i risultati (437 voti)
Gennaio 2026
Windows 11, il primo aggiornamento del 2026 causa errori e instabilità
Amazon aggiorna Alexa senza permesso: Alexa Plus imposto in automatico gli abbonati Prime
Windows 11 troppo pieno di IA? Winslop cancella Copilot e le integrazioni nascoste
La truffa della falsa scadenza della tessera sanitaria dilaga in Italia
ChatGPT Salute, lo spazio sicuro per dati sanitari e referti digitali. Ecco come funziona
HP EliteBoard G1a, un intero PC Windows 11 dentro una tastiera ultrasottile
IPv6 compie 30 anni: progressi e ritardi. Perché il mondo resta ancora con IPv4?
POS collegato alla cassa: dal 2026 parte la stretta anti-evasione con controlli automatici
Dicembre 2025
Dopo ChatGPT
Windows 11, prestazioni degli SSD migliorabili fino all'80%. Ecco come attivare il driver
PagoPA lascia il MEF: Poste e Poligrafico rilevano la società per mezzo miliardo
IA al comando di un distributore automatico: snack gratis e centinaia di dollari in perdita
Ordina RAM DDR 5 su Amazon, riceve DDR 2: ecco come funziona la truffa del reso
Televisori LG, dopo l'aggiornamento compare l'app di Copilot. E non si può più togliere
Google lancia la traduzione simultanea universale: bastano qualsiasi telefono Android e auricolari
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 17 gennaio


web metrics