Bug in Instagram, esposte le password degli utenti



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-11-2018]

instagram bug password

Lo scorso aprile, Instagram ha introdotto uno strumento che permette agli utenti di visualizzare i dati che il social network possiede su di loro, e di scaricarli.

Ora però si scopre che quello strumento conteneva un bug: chi fino a ieri lo utilizzava, infatti, inconsapevolmente inviava la propria password in chiaro all'interno dell'URL, una pratica decisamente contraria alla sicurezza e alla protezione della privacy.

Non solo: per qualche motivo la password veniva anche conservata sui server di Facebook (che è proprietario di Instagram).

Ora il bug è stato corretto e le password sui server sono state cancellate, ma per un certo periodo di tempo le password degli account Instagram sono state facilmente intercettabili: per questo Facebook ha inviato agli utenti coinvolti nel problema un messaggio che li informa di quanto capitato, invitandoli a cambiare la propria password.

In teoria, gli utenti di Instagram che non ricevono il messaggio non hanno ragione di preoccuparsi, anche se una completa certezza in questo senso non c'è.

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Commenti all'articolo (2)

Penso che l'unica certezza che c'è in questo caso sia che fessbuk nemmeno è in grado di capire quante siano le password che sono state esposte al rischio. Personalmente direi almeno tutte quelle degli utenti che hanno usufruito del servizio se i termini del problema sono stati correttamente comunicati. Leggi tutto
22-11-2018 19:18

{donna rosa}
Va tutto bene, siamo ormai abituati alla poca professionalità nell'informatica in generale, e siamo abituati a devolvere i nostri dati a chiunque li voglia, grazie all'incompetenza altrui. Nel rispetto della privacy, s'intende. La privacy dei ladri, che sono sempre degli sconosciuti "russi",... Leggi tutto
20-11-2018 13:10

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Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
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Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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