Prosecco italiano sotto accusa: distrugge le colline da cui nasce



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-02-2019]

prosecco erosione

L'allarme viene dalla Spagna, anche se ha basi italiane: Jesús Rodrigo-Comino, ricercatore dell'Università di Malaga, sostiene che il futuro delle vigne italiane in cui si coltivano viti da cui si ricava poi il Prosecco è in pericolo.

Rodrigo-Comino riprende uno studio dell'Università di Padova, nella stesura del quale non ha però avuto parte, secondo il quale la continua richiesta di Prosecco - e il conseguente aumento della produzione da parte dei coltivatori veneti - sta accelerando in maniera drastica l'erosione del suolo.

Le analisi condotte dagli studiosi patavini hanno dimostrato - studiando gli ultimi 10 anni di produzione vinicola, gli effetti di questa sul suolo e le precipitazioni - che il 74% della perdita di terreno sui pendii coltivati a vite in Veneto è legata alla produzione del Prosecco.

Si tratta di 400.000 tonnellate di terreno che ogni anno vanno perse: 4,4 kg per ogni bottiglia prodotta in quella regione.

«Per sostenere la produzione di vino, l'intensificazione agricola ha portato a un vasto programma di ripristino dei pendii e di cambiamento nella destinazione d'uso del suolo, adoperato per impiantare nuovi vigneti» spiega lo studio: ciò però ha accelerato l'erosione del suolo che avviene nelle zone coltivate, spogliate della vegetazione preesistente, a causa dei fenomeni sia naturali, come le piogge, sia artificiali come l'irrigazione.

Che l'estensione delle vigne abbia questa conseguenza è noto: ci sono vigneti in Germania - spiega Rodrigo-Comino - che hanno tassi di perdita di suolo superiori a quelli registrati in Veneto e questo fenomeno è in realtà positivo per l'ecosistema, perché aiuta a rinnovare il suolo e a generarne di nuovo.

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Si legge tuttavia nello studio che «le condizioni geomorfologiche, climatiche ed edafiche» del territorio veneto, peraltro simili a quelle delle altre vigne delle zone mediterranee (generalmente impiantate su colline e soggette a piogge intense), unite ai «fattori antropogenici» (come l'aumento massiccio della produzione di Prosecco e la mancanza di interventi che contengano l'erosione) fanno sì che l'effetto positivo non si verifichi: l'erosione è, secondo Rodrigo-Comino, oggi insostenibile al punto che il futuro stesso delle coltivazioni è in pericolo.

Per evitare il peggio, lo studioso suggerisce ai coltivatori di lasciare erba tra un filare e l'altro, operazione che in base alle simulazioni permetterebbe di dimezzare l'erosione; si potrebbero inoltre piantare delle siepi intorno ai vigneti e incrementare la presenza di vegetazione sulle sponde di fiumi e torrenti.

«Soltanto l'applicazioni di soluzioni naturali permetterà di ridurre o risolvere il problema» conclude Rodrigo-Comino.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

il commento qui sopra è illuminante dell'ambientalismo italiano, in cui contano "l'inquinamento", il "risparmio energetico", la "sistenibilità", ma nessuno si occupa di assetto del territorio... Continuo a sostenere che le statistiche dell'uso del suolo dovrebbero considerare "un male" sia -... Leggi tutto
1-2-2019 18:00

{neobios}
Io mi preoccuperei più seriamente delle tonnellate di fitofarmaci che usano incessantemente fino alla maturazione e che avvelena il suolo e che la gente del posto si respira...idem per le coltivazioni di mele e pesche in altre regioni.
1-2-2019 10:47

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