Ingannevole la pubblicità sulla copia del software

Presentata denuncia all'Autorità Garante: sarebbe ingannevole e scorretta l'intera compagna di comunicazione pubblicitaria "Copiare Software è Reato" della BSA, che da qualche giorno viene trasmessa a ritmo serrato in Tv. In nome del free software e della licenza GNU.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-11-2000]

All'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato
Via Liguria, 26
00187 Roma

Oggetto: Copiare Software non è reato! Segnalazione/Denuncia di pubblicità ingannevole ai sensi del Decreto Legislativo n. 25/01/1992 n. 74.

Io sottoscritto Emmanuele Somma domiciliato, ai fini di questo atto, in via xxxxxxxxxxxxxxxxxxx Roma (email: esomma@ieee.org, n. tel. xxxxxxxxxx n. fax. xxxxxxxxx) a titolo di singolo consumatore nonché di produttore individuale di software libero, copiato e distribuito pubblicamente, segnalo come ingannevole e scorretta l'intera compagna di comunicazione pubblicitaria "Copiare Software è Reato" della B.S.A., Business Software Alliance, trasmessa attraverso una vasta rotazione di spot radiotelevisivi in onda su operatori nazionali a partire dall'ultima settimana di ottobre 2000, ad esempio il giorno Lunedì 23/10/2000 alle ore 21.57.13 e alle ore 23.52.53 sulla rete televisiva Mediaset Canale 5 irradiata sul territorio nazionale.

Copia audiovisiva del messaggio pubblicitario è visualizzabile pubblicamente e scaricabile in rete presso il sito Internet della Business Software Alliance

Ad avviso dello scrivente gli elementi di ingannevolezza del messaggio riguardano la lapidaria affermazione che la semplice copia del software sia illegale, sottolineata dalla presenza di immagini di notevole violenza visiva ed etica che ritraggono un, altrimenti irreprensibile ed inconsapevole, uomo d'affari sottoposto ad un improbabile confronto di polizia con non raccomandabili e loschi figuri. A parte che, quando anche fosse vero il contenuto del messaggio informativo, la rappresentazione della situazione ritrae un Italia e le sue istituzioni senza le minime garanzie di uno stato di diritto ed è quindi di dubbio gusto ma sopratutto presumibilmente non veritiera o corretta ai sensi del comma 2 dell'articolo 1 del citato Decreto Legge. Nessuno subirebbe tale trattamento se trovato in possesso di software copiato.

Ma in realtà il messaggio è ingannevole perché non è vero che la semplice operazione di copiare software sia illegale. E tale non può essere intesa né immaginando che l'affermazione sia percepita in senso lato o traslato, né secondo alcun altro tipo di interpretazione allegorica e non letterale del termine. Presumibilmente non è illegale neppure quando si tratta di copie di riserva di software coperti da licenze commerciali, come sarebbe forse rintracciabile anche dalla vasta giurisprudenza sull'argomento.

Sicuramente è però completamente scorretto non aver opportunamente considerato che è proprio attraverso la legittima copia e distribuzione pubblica anche gratuita che prolifera e aumenta la diffusione del software NON commerciale, con licenze di libera distribuzione, appartenenti alla famiglia del software cosiddetto libero come la GNU Public License o le licenze di distribuzione a codice aperto, comunemente denominate Open Source, o di dominio pubblico senza ulteriori licenze di distribuzione. Tale software non è semplicemente di natura accademica e/o dilettantesca, ma include un vastissimo insieme di strumenti ed applicazioni con livelli qualitatitivi di gran lunga superiori dell'equivalente software commerciale, come i compilatori GCC della Free Software Foundation, il sistema operativo alternativo Linux di Linus Torvalds o il sistema di windowing di pubblico dominio sviluppato al Massachussets Institute of Technology X-Windows, Apache, il server Web più usato su Internet e la suite di programmi di produttività individuale per ufficio OpenOffice rilasciata di uno dei primi produttori di software al mondo: Sun Microsystems.

La categorica affermazione riportata nel messaggio pubblicitario rappresenta una ingannevole ed implicita esclusione dal campo del software di tale realtà che ha la sleale conseguenza di criminalizzare indiscriminatamente molti utenti che usano e copiano tali software e un gran numero di soggetti che esercitano attività commerciali, industriali e professionali nella vendita, il supporto e la gestione di questi tipi di sistemi. Qualcuno potrebbe non stupirsi che alle spalle di questa "alleanza" prema una Microsoft, già sotto l'occhio delle Antitrust americana ed europea, in notevoli difficoltà proprio sul campo del confronto di mercato tra il proprio costoso sistema operativo Windows e quello libero e gratuito GNU/Linux.

La pubblicità in oggetto, inoltre, non rispetta neppure l'ulteriore requisito all'articolo 3 comma 2 del citato Decreto in quanto non è palese la comparazione implicita compiuta dai proponenti nei confronti del software non commerciale equiparato inoipportunamente, ma deliberatamente, a software copiato ed illegale.

Si richiede quindi all'Autorità di intervenire per garantire la non criminalizzazione, il diritto all'immagine, nonché anche quelli economici e patrimoniali degli utenti e di quanti esercitano attività commerciali, industriali, artigianali e professionali avvalendosi di software libero, di pubblico dominio, a codice aperto o comunque non commerciale la cui copia e distribuzione è completamente lecita e non comporta, e non deve comportare, alcun tipo di criminalizzazione.

Vista la particolare urgenza e la gravità si richiede innanzitutto la sospensione immediata, in via provvisoria della pubblicità in oggetto, e in via definitiva che la BSA si faccia carico di ripristinare la corretta informazione con la trasmissione di messaggi informativi (spot) sugli stessi mezzi di trasmissione, con la stessa copertura in termini di orari di trasmissione e durata, o qualunque altra azione l'Autorità ritenga sufficiente a garantire il ripristino della correttezza informativa.

Roma, 26/10/2000

Emmanuele Somma

Testo dello spot televisivo BSA: Quarantaquattro software su cento sono duplicati, copiati, venduti come originali. Utilizzare software copiati in azienda è un reato. Con la nuova legge si rischiano fino a tre anni di reclusione. Per controllare se nella tua azienda il software è legale, contatta BSA.

Informazioni sul software libero.

Informazioni sul software a codice aperto.

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