La Ferrari Luce vuole unire estetica Apple e tradizione meccanica.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-02-2026]

La presentazione degli interni della Ferrari Luce segna un passaggio cruciale nella strategia di elettrificazione del marchio, non tanto per la tecnologia in sé quanto per l'impostazione progettuale che accompagna il debutto della prima vettura completamente elettrica di Maranello. Il nome scelto, "Luce", inaugura una nuova strategia di denominazione e riflette l'intenzione di associare l'elettrificazione a un percorso di ampliamento della gamma. La denominazione è stata presentata come un riferimento simbolico alla convergenza tra design, ingegneria e immaginazione, un concetto ribadito più volte nelle comunicazioni ufficiali.
Il progetto degli interni nasce dalla collaborazione tra il Centro Stile Ferrari e LoveFrom, il collettivo fondato da Jony Ive e Marc Newson. La scelta di coinvolgere figure che hanno definito per anni il linguaggio estetico dei prodotti Apple ha portato a un abitacolo caratterizzato da geometrie pulite, simmetrie marcate e materiali trattati «come elementi narrativi oltre che funzionali». Diversi osservatori hanno evidenziato analogie con dispositivi come Apple Watch e con l'era degli iPhone unibody, un parallelismo che emerge dalla cura dei dettagli e dalla coerenza formale dell'insieme.
L'impostazione generale dell'abitacolo si discosta dalle tendenze dominanti nel settore elettrico, che spesso privilegiano grandi superfici touch. Ferrari ha invece ridotto l'estensione degli schermi, mantenendo un ruolo centrale per pulsanti meccanici, levette e interruttori progettati con tolleranze minime. L'obiettivo dichiarato è preservare un'esperienza di guida più analogica, in cui il pilota possa contare su feedback tattili immediati e non filtrati da interfacce digitali estese. La plancia è concepita come un volume unico, con un uso prevalente di metallo e vetro. Le superfici sono lavorate per ottenere transizioni morbide tra elementi strutturali e componenti funzionali, mentre la disposizione dei comandi segue una logica di «prossimità ergonomica» che privilegia la memoria muscolare del pilota. L'attenzione ai materiali è evidente anche nella scelta di lavorazioni che richiamano la tradizione artigianale del marchio, pur integrando tecniche di produzione avanzate.
Uno degli elementi più discussi è il volante a tre razze in alluminio fresato dal pieno, un richiamo a soluzioni storiche reinterpretato con criteri contemporanei. La struttura è progettata per garantire rigidità torsionale elevata, mentre l'integrazione dei comandi avviene senza interrompere la continuità visiva del metallo. L'adozione di un volante di questo tipo rappresenta una scelta controcorrente rispetto alle tendenze minimaliste del settore elettrico, ma coerente con l'identità sportiva del marchio. L'interfaccia digitale, pur ridotta nelle dimensioni, introduce un sistema ibrido definito Multigraph, che combina indicatori analogici «reinterpretati con grafica digitale» e pannelli multifunzione. Questa soluzione consente di mantenere leggibilità immediata anche in condizioni di forte luminosità, sfruttando la retroilluminazione selettiva e la profondità visiva dei display integrati. La scelta di non adottare un unico schermo panoramico risponde alla volontà di evitare distrazioni e di preservare la centralità della guida.
Ferrari afferma con un certo orgoglio che la chiave e il selettore del cambio sono stati progettati come oggetti «meccanici di precisione», con un approccio «quasi orologiero». La chiave utilizza materiali metallici lavorati con tecniche simili a quelle impiegate per componenti di alta gamma, mentre il selettore adotta un sistema di scorrimento lineare che richiama i comandi delle vetture storiche, reinterpretati in ottica contemporanea. L'interazione tra pilota e vettura è stata uno dei temi centrali della presentazione. Ferrari ha sottolineato come ogni elemento dell'abitacolo sia stato progettato per favorire uno scambio intuitivo e immediato, evitando sovraccarichi informativi. L'ergonomia è stata studiata per ridurre i movimenti necessari a raggiungere i comandi principali, mentre la disposizione dei display è calibrata per mantenere il campo visivo libero nelle fasi di guida dinamica.
La presentazione di San Francisco rappresenta la seconda fase del progetto, dopo l'anteprima tecnologica mostrata nell'e-building di Maranello nell'ottobre 2025. La terza fase, dedicata alla rivelazione degli esterni, è prevista nei prossimi mesi. L'intero percorso di sviluppo è stato descritto come un processo graduale, volto a introdurre progressivamente gli elementi chiave della nuova piattaforma elettrica Ferrari. Luce non è stata presentata come un semplice modello elettrico, ma come un capitolo inaugurale di una nuova era del marchio. La filosofia dichiarata è quella di utilizzare l'elettrificazione come mezzo per ampliare l'esperienza Ferrari, non per sostituirla. Questo approccio si riflette nella scelta di mantenere un forte legame con l'eredità sportiva del marchio, pur introducendo soluzioni tecniche e stilistiche che segnano una discontinuità rispetto al passato.
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