La protesta del libro vuoto: migliaia di scrittori contro l'uso dei loro testi per addestrare l'IA



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-03-2026]

libro vuoto protesta ia
Immagine: Don't Steal This Book

Migliaia di autori britannici hanno collaborato alla pubblicazione di un libro completamente vuoto, distribuito al London Book Fair, per denunciare l'uso non autorizzato delle loro opere da parte delle aziende di intelligenza artificiale. L'iniziativa, intitolata Don't Steal This Book, coinvolge circa 10.000 scrittori e si concentra sul rischio che le modifiche legislative in discussione nel Regno Unito possano facilitare l'impiego di testi protetti da copyright per l'addestramento dei modelli generativi.

Il volume contiene esclusivamente un elenco dei nomi degli autori partecipanti, senza alcun contenuto. La scelta vuole rappresentare in modo tangibile l'impatto potenziale di un ecosistema editoriale in cui le opere degli scrittori vengono utilizzate senza compenso o autorizzazione, lasciando simbolicamente "vuote" le pagine che dovrebbero contenere il frutto del loro lavoro. La protesta arriva in un momento cruciale: entro il 18 marzo il governo britannico deve presentare una valutazione economica e un aggiornamento sul processo di consultazione relativo alla riforma del copyright. Le proposte discusse includono la possibilità di consentire alle aziende di IA di utilizzare materiale protetto senza licenza, una prospettiva che ha generato forte preoccupazione tra gli operatori del settore culturale.

Tra i firmatari figurano autori di primo piano come Richard Osman, Kazuo Ishiguro, Jeanette Winterson, Philippa Gregory e Jacqueline Wilson. La presenza di nomi noti conferisce all'iniziativa un peso significativo, evidenziando come il problema non riguardi solo scrittori emergenti ma anche figure consolidate dell'editoria britannica. Il tutto ricorda l'iniziativa analoga condotta da musicisti e cantanti poco più di un anno fa, quando un "album muto" apparì su Spotify proprio per protestare contro la IA.

Il libro è stato distribuito ai visitatori della fiera come strumento di sensibilizzazione immediata. L'assenza di contenuti testuali è accompagnata da un messaggio esplicito sulla quarta di copertina, che invita il governo a non «legalizzare il furto di libri» a vantaggio delle aziende tecnologiche. L'obiettivo è attirare l'attenzione dei decisori politici in un contesto in cui l'IA generativa sta rapidamente modificando le dinamiche della produzione culturale. Secondo gli organizzatori, l'iniziativa vuole mostrare in modo concreto le conseguenze economiche e professionali che potrebbero derivare da un indebolimento delle tutele sul diritto d'autore. L'uso massivo di contenuti online per addestrare modelli linguistici, spesso senza autorizzazione, è già oggetto di controversie internazionali e di cause legali in corso.

Il progetto si inserisce in un dibattito più ampio sulla trasparenza dei dati utilizzati dalle aziende di IA. Molti scrittori chiedono che venga introdotto un obbligo di rendicontazione chiaro, che permetta di verificare quali opere siano state impiegate nei processi di addestramento e in quali condizioni. La mancanza di informazioni precise rende difficile valutare l'impatto reale sulle opere protette. La protesta del London Book Fair non è un episodio isolato: negli ultimi mesi diverse associazioni di categoria hanno sollevato preoccupazioni simili, chiedendo un quadro normativo che garantisca compensi adeguati e un controllo effettivo sull'uso dei contenuti. L'iniziativa degli autori britannici rappresenta una delle manifestazioni più visibili di questo crescente malcontento.

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Un album silenzioso per protestare contro l'uso della IA nella musica

Commenti all'articolo (5)

Se la legge viene promulgata secondo le linee descritte in questo articolo, ovvero se i testi possono essere usati solo per l'addestramento delle IA, direi proprio che reggerà, per ora non conosco privati che usano testi per addestrare IA da commercializzare... :wink:
21-3-2026 11:40

Bisogna vedere se poi in tribunale questa differenziazione legale tra big tech e privato che fa le copie a casa regge? :?
17-3-2026 16:15

Quindi intendono legalizzare la pirateria ma solo per le Big Tech dll'IA, come sempre due pesi e due misure, se hai i soldi puoi anche fare il pirata per legge , mi ricorda le "patenti" per la guerra da corsa... :incupito: Leggi tutto
14-3-2026 14:28

{Carlo}
Ma cosa ce ne frega se l'IA si addestra sul materiale creativo preesistente? Cosa avete da perdere? L'IA mica è un cliente che deve pagare contenuti per fruirne godendoseli, è solo uno strumento, non diverso da un word processor che implementa le tecniche di tipografia o i font inventati da altri prima, e comunque se anche ciascuna IA... Leggi tutto
13-3-2026 17:12

{utente anonimo}
... un album muto apparì su Spotify ...
13-3-2026 10:54

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