Diversi utenti hanno segnalato l'attivazione della registrazione pur avendo disabilitato la frase ''Hey, Meta!''.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-10-2026]

Meta ha confermato di aver corretto un problema che avrebbe portato alcuni occhiali intelligenti Ray-Ban Meta a registrare conversazioni vocali anche senza l'attivazione tramite la frase di richiamo Hey, Meta!. La vicenda è emersa dopo le segnalazioni di diversi utenti, che hanno trovato registrazioni audio e trascrizioni di dialoghi salvate nell'app Meta AI pur senza aver impartito alcun comando vocale al dispositivo. Il caso ha attirato particolare attenzione perché riguarda una delle funzioni più sensibili degli occhiali intelligenti: l'ascolto dell'ambiente circostante. Secondo le testimonianze pubblicate online da alcuni proprietari dei dispositivi, le registrazioni sarebbero state effettuate durante normali conversazioni con altre persone, in assenza della parola chiave normalmente necessaria per attivare l'assistente vocale integrato.
Le prime segnalazioni sono arrivate da un utente che ha raccontato di aver riscontrato il fenomeno su tre diverse paia di occhiali Ray-Ban Meta, appartenenti sia alla seconda sia alla terza generazione del prodotto. Dopo aver notato comportamenti anomali, l'utente ha verificato la cronologia dell'app Meta AI, trovando registrazioni audio e relative trascrizioni testuali riferite a conversazioni che, secondo il suo racconto, non avrebbero dovuto essere acquisite dal sistema. Un elemento particolarmente significativo riguarda le impostazioni del dispositivo. L'utente coinvolto ha affermato che la funzione che consente all'assistente di rispondere senza la frase Hey, Meta! risultava disattivata. Nonostante ciò, i contenuti vocali continuavano a comparire nella cronologia associata agli occhiali.
Le testimonianze indicano inoltre che il piccolo indicatore luminoso bianco presente sulla montatura, progettato per segnalare l'attivazione di alcune funzioni di acquisizione, si sarebbe acceso occasionalmente durante normali conversazioni. Secondo gli utenti che hanno segnalato il problema, ciò suggerirebbe che i microfoni venissero attivati senza una richiesta esplicita o una frase di richiamo riconosciuta dal sistema. Inizialmente si è ipotizzato un difetto isolato. Tuttavia, diversi altri possessori degli occhiali hanno dichiarato di aver osservato comportamenti simili. Alcuni utenti hanno riferito che le attivazioni indesiderate si verificavano durante conversazioni con altre persone, durante telefonate o perfino mentre dettavano testo al proprio smartphone. Le segnalazioni raccolte online non costituiscono una verifica indipendente del fenomeno, ma hanno contribuito ad amplificare l'attenzione sul caso.
Secondo quanto riportato dagli utenti coinvolti, il problema sarebbe comparso dopo un aggiornamento del firmware distribuito ai dispositivi. Questa circostanza ha spinto alcuni osservatori a ritenere plausibile l'esistenza di un'anomalia software piuttosto che di un difetto hardware limitato a una singola unità. Meta, tuttavia, non ha fornito spiegazioni pubbliche sulle cause tecniche dell'accaduto. L'assistenza clienti dell'azienda avrebbe suggerito ad alcuni utenti di disattivare i permessi relativi a microfono e fotocamera, disabilitare la funzione di rilevamento dell'indossamento degli occhiali, cancellare la cronologia vocale e interrompere gli aggiornamenti automatici. Secondo gli utenti che hanno ricevuto queste indicazioni, tali misure avrebbero però limitato fortemente le principali funzionalità del prodotto senza chiarire l'origine del problema.
Successivamente Meta è intervenuta pubblicamente con una dichiarazione molto breve. In risposta alle richieste di chiarimento, ha affermato: «Questo problema è stato risolto. Le persone possono gestire, controllare ed eliminare in qualsiasi momento i registri vocali delle loro interazioni con Meta AI tramite le impostazioni». La società non ha però specificato quale fosse il difetto né quanti utenti siano stati coinvolti.
L'episodio si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso gli aspetti legati alla riservatezza degli occhiali intelligenti. Negli ultimi anni questi dispositivi hanno sollevato interrogativi sulla raccolta di dati ambientali e sulla possibilità di registrare immagini o audio in luoghi pubblici o privati. La questione assume ulteriore rilevanza quando coinvolge tecnologie basate sull'intelligenza artificiale, che utilizzano dati vocali e visivi per elaborare comandi e migliorare i propri modelli. Gli occhiali Meta erano peraltro già stati al centro di discussioni sulla gestione dei dati raccolti dai dispositivi: in precedenza erano emerse informazioni sull'impiego di contenuti acquisiti tramite determinate funzionalità basate sull'intelligenza artificiale nell'ambito dei processi di addestramento e revisione dei sistemi informatici dell'azienda.
Al momento l'unica posizione ufficiale resa nota da Meta è che il malfunzionamento è stato corretto. Restano invece senza risposta diversi aspetti della vicenda, compresi i dettagli tecnici che hanno portato all'attivazione indesiderata delle registrazioni e l'eventuale numero di dispositivi effettivamente interessati dal fenomeno.
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