Linux sui banchi di scuola

Open source e didattica: binomio naturale o miraggio? Ai posteri l'ardua sentenza.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-12-2004]

Tutti ne parlano, pochi lo conoscono e utilizzano. Di questo sistema operativo si dice qualsiasi cosa, chi ne parla in tono sommesso e timoroso e chi urla ai quattro venti l'avvenuta conversione: "Ho installato Linux!". La parola è entrata a far parte del nostro vocabolario e la usano in tanti, tecnici e non, giovani e meno giovani, gente qualunque (il mio vicino di casa dice "Linus" confondendolo ovviamente con il famoso personaggio dei fumetti).

La maggior parte delle persone lo identifica con il rivale di Windows, il sistema operativo che porta la firma di quel geniaccio dell'informatica (e del marketing) che va sotto il nome di Bill Gates, quasi che non avesse una propria autonomia ma dovesse la sua esistenza solo al fatto di essere "contro" e in competizione con l'altro sistema.

La semplificazione e la banalizzazione sono sempre presenti quando ci troviamo di fronte ad una “novità tecnologica” in rapida espansione. Ma la cosa si fa più seria quando a essere coinvolti in questo processo sono persone che invece si occupano professionalmente di tecnologia e di informatica in particolare.

È da notare infatti che quello che spesso sfugge anche agli addetti ai lavori è la quantità dei possibili impieghi di questo sistema operativo che per sue caratteristiche peculiari trova, o meglio troverebbe, impiego naturale in alcuni settori specifici. In questo caso mi riferisco alla formazione scolastica di ogni livello e grado; ma il discorso potrebbe essere allargato alla pubblica amministrazione e a tutto il settore dell’economia pubblica.

Le domande sorgono spontanee: perché nella scuola non si usa, o si usa molto poco, software con codice sorgente aperto, modificabile da chiunque, copiabile e installabile liberamente e gratuitamente, svincolato da particolari formati proprietari e portatore di un'etica che sta alla base di un folto gruppo di persone che collaborano liberamente senza scopo di lucro al progresso tecnologico e quindi al miglioramento della qualità della vita di tutti noi?

Perché chi si occupa degli apparati informatici nelle scuole non propone con sufficiente veemenza l’utilizzo di software libero anche come aspetto importante dell’educazione alla legalità e lotta alla pirateria? Dal momento che le scuole che hanno tutto il software installato con regolare licenza sono una esigua minoranza, è forse più semplice utilizzare copie illegali di software proprietario?

Nell’attesa che la situazione evolva, è bene sapere che esiste un piccolo ma agguerrito gruppo che si batte per la diffusione del software libero nella didattica e che ha nel sito web Linux Didattica il proprio punto di riferimento. Il sito, oltre a descrivere i numerosi progetti realizzati, promuove alcuni software pensati appositamente per la didattica e alcuni sistemi operativi modificati per l'utilizzo scolastico, dalle scuole elementeri alle medie superiori.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (1)

omissis
linux è ancora un miraggio Leggi tutto
5-12-2004 15:35

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Sì, ma dalle scuole medie in avanti: alle elementari un bambino dovrebbe imparare a leggere su libri veri. Dovrebbe imparare a consultare l'indice in fondo al libro e a cercare dei documenti in una biblioteca vera e organizzarli, non a fare copia e incolla da internet.
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