Truffe in Rete, pessimo bilancio di fine anno

Raggiunto il discutibile traguardo del centomillesimo virus, mentre gli spammer fanno soldi a palate e il phishing raddoppia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-01-2005]

spam

La guerra contro i truffatori online va male. Il riepilogo del 2004 del produttore di antivirus F-Secure non consente consolazioni. L'anno appena concluso ha visto l'arrivo del centomillesimo virus per PC e la vera nascita dei virus per cellulari, principalmente a danno dei modelli che usano il sistema operativo Symbian (con i virus Cabir, Mosquito, Skulls), anche se non sono mancati dei virus "dimostrativi" per i modelli Pocket PC.

Gran parte di questi virus è gestita non più da giovincelli con istinti vandalici, ma dal crimine organizzato. Lo scopo non è più fare danni, ma "zombificare" i computer infetti e usarli come una sorta di "rete nella Rete" (una botnet): un esercito di macchine dalle quali disseminare lo spam, che ormai costituisce il 70% di tutti i messaggi, e dalle quali attaccare i siti più importanti della Rete, compreso l'indispensabile Google (messo in ginocchio per qualche ora da Mydoom.M).

Da questo esercito di zombi elettronici gli spammer hanno tratto profitti spettacolari. E' emblematico il caso di Jeremy Jaynes, del Nord Carolina, che a furia di mandare 20 milioni di messaggi-spam al giorno ha racimolato fino a 750.000 dollari in un mese, ammassando una fortuna pari a 24 milioni di dollari, con auto di lusso e numerose ville nelle quali installava connessioni T1 a banda larghissima per gestire il proprio losco impero.

Questa montagna di soldi è stata ammassata perché nonostante tutto c'è sempre qualche imbecille che abbocca alle offerte degli spammer: non sono tanti (si stima che il tasso di successo di Jaynes fosse intorno allo 0,00005%), ma sono comunque sufficienti a generare utili enormi per questa feccia.

Non va meglio sul fronte del phishing (l'invio di e-mail che sembrano provenire da una banca online o da un altro sito commerciale affidabile e chiedono di immettere i propri codici segreti "per un controllo", ma sono in realtà disseminati da truffatori per sottrarre alla vittima questi codici). Stando al rapporto dell'Anti-Phishing Working Group, soltanto fra agosto e novembre 2004 è raddoppiato il numero di siti-trappola (siti truffaldini apparentemente identici a quelli reali), passando da 727 a 1518, e la percentuale di "successo" di una campagna di phishing è notevole: una persona ogni venti abbocca e si fa spillare denaro.

La Rete, insomma, sta diventando una vera fogna a cielo aperto, il cui fetore sta iniziando ad allontanare gli utenti. Ma non tutte le notizie del 2004 sono cattive. Jaynes, lo spammer, è ora in carcere con un'esemplare condanna a nove anni di reclusione, grazie anche a nuove leggi antispam approvate in vari paesi. Windows e i suoi componenti Internet Explorer e Outlook Express, principali bersagli di questi attacchi, sono stati finalmente rinforzati dall'arrivo del Service Pack 2, che ora comincia a essere preinstallato nei computer che trovate nei negozi, risparmiando molte delle sofferenze che hanno tormentato chi invece ha dovuto installarselo a mano.

Inoltre il 2004 ha confermato che è nella natura umana attendere che i problemi arrivino alla soglia dell'insopportabilità (e anche un po' oltre) prima che ci si decida ad agire, ma poi finalmente si agisce. Per la prima volta da anni a questa parte, e dopo infinite prediche inascoltate degli esperti di sicurezza, l'utilizzo di Internet Explorer è calato di qualche punto percentuale in favore di browser alternativi: è il risultato delle autorevoli campagne informative seguite ai tanti allarmi di massa del 2004, che hanno individuato in Internet Explorer la principale falla attraverso la quale spammer, phisher e autori di virus disseminano la propria progenie maledetta. A furia di prendere bastonate, insomma gli utenti hanno iniziato a capire che era il caso di cambiare strumenti di navigazione.

Cosa ci aspetta per il 2005? Purtroppo il problema è solo in parte tecnologico: le falle nel software ci saranno sempre, anche se forse non saranno più egregie come quelle messe in luce da virus di massa come Sasser. Una parte preponderante del problema è costituita dal fattore umano: per pigrizia o incompetenza, molti utenti non aggiornano il proprio Windows, non si curano di impostarlo in modo meno insicuro e non si informano sui potenziali pericoli della Rete. Trattano il computer come un qualsiasi elettrodomestico, senza capire di avere tra le mani uno strumento potente e per questo bisognoso di manutenzione e gestione responsabile.

Ingolositi dalle promesse di suonerie per cellulari o musica o pornografia gratuita, visitano siti-trappola che appestano il loro PC fresco di acquisto natalizio (perché anche dopo il Service Pack 2, Windows continua ovviamente a rivelare falle sfruttabili) e non esitano a rispondere alle improbabili offerte che ricevono dagli spammer.

Il destino della Rete nel 2005 non è insomma nelle mani dei tecnici del software, ma in quelle (ahimé meno rassicuranti) dei tanti utenti che soffrono della Sindrome dello Sguardo Rivolto al Cielo non appena si nomina la parola "sicurezza" o "manuale". Se siete affetti da questo disturbo, fatevelo passare, prima che ci pensino virus e spammer a educarvi; se non ne siete affetti, non state con le mani in mano, ma prodigatevi con chi ne soffre. Per fortuna è una sindrome non contagiosa, almeno per ora.

In altre parole, non è il caso di aspettarsi una cura miracolosa partorita dalla tecnologia. La cura siamo noi. Diamoci da fare, prima che la nostra indifferenza trasformi definitivamente questa meraviglia della comunicazione che è Internet nella palude dove prosperano soltanto le truffe e i videoclip di Al-Zarqawi.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Attivissimo

Commenti all'articolo (3)

Guidoxx
la cura siamo noi? Leggi tutto
14-1-2005 19:33

maury
Mi è piaciuto molto...Spero che lo leggano in molti.
5-1-2005 11:40

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