Soldi, bugie e WiMax

L'accordo ministeriale presenta molti aspetti negativi, dal costo delle licenze alla sopravvalutazione della nuova tecnologia wireless.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-01-2007]

Logo WiMax con euro

Dopo un breve periodo di riflessione AntiDigitalDivide, l'associazione che si batte per la diffusione della banda larga nel territorio italiano, interviene in relazione all'annuncio del ministero delle Comunicazioni, sull'accordo con la Difesa per la futura assegnazione di frequenze (due canali a giugno) alla tecnologia WiMax.

I media, confortati da alcuni autorevoli sindacati di consumatori, tra cui Adiconsum, si sono sbracciati per salutare il mezzo con cui raggiungere le zone rurali sperdute e non ancora servite dai servizi XDSL. In sostanza, sarebbe la fine del digital-divide.

Pur trattandosi di una notizia tendenzialmente buona, questa tecnologia è stata decisamente sopravvalutata. Inoltre, agli amici di ADD non sono sfuggiti "alcuni orientamenti del ministero riguardo alla distribuzione delle frequenze stesse".

"Pare ormai consolidato il pensiero," sostengono nel comunicato, "di indire delle aste per l'assegnazione delle licenze in stile UMTS". Il rischio è creare un nuovo sistema chiuso, gestito da pochi, che escluda la maggioranza dei WISP, unico vero possibile motore dell'abbattimento del divario digitale.

Questa selezione, oltre ai problemi di mercato, creerà danno anche agli utenti, che saranno gravati del peso delle licenze, con servizi più costosi o di bassa qualità. Se si volesse agire fattivamente contro il divario digitale, si sentirebbe parlare di liberalizzazione, come avvenuto nel 2005 per il Wi-Fi, e non di assegnazione.

AntiDigitalDivide sostiene che sarebbe opportuno vincolare la concessione a un minimo di copertura sul territorio, che dovrebbe essere sottoposta a verifiche periodiche, ed eventualmente sanzionata con la revoca. Il tutto all'interno di un calendario di coordinamento di aree e frequenze, dando la priorità alle aree digital-divise, e non a quelle più remunerative, già servite da cavo o fibra.

Solo così il governo dimostrerà che considera il WiMax un efficace strumento di diffusione della banda larga, e non un mezzuccio per fare cassetta.

Intanto la bufala mediatica del WiMax, spacciata dai superficiali annunci stampa, comincia a fare le prime vittime. Alcuni Comuni, che avevano messo a bilancio 2007 la copertura di alcune aree attraverso il Wi-Fi, hanno congelato i lavori perché "a giugno ci sara' il WiMax".

Migliaia di cittadini dovranno essere esclusi ulteriormente dalla Rete, solo perché qualcuno pensa che una tecnologia, oggi senza uno standard, né frequenze, né operatori, né servizi, si materializzi a giugno e spazzi via il digital-divide.

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Commenti all'articolo (2)

servirà a creare dei monopoli locali del wireless, un altra rendita.. è tutto da vedere la durata delle concessioni, magari cinquantennale, che bloccherà gli adeguamenti alle migliorie della tecnologia wireless. per un piccolo centro ad un operatore non conviene comprare degli impianti flessibili e scalabili.. quando tra qualche anno... Leggi tutto
8-1-2007 16:40

{ice}
unire capra e cavoli Leggi tutto
8-1-2007 09:49

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