I giovani? Una manica di giocherelloni

Secondo un recente sondaggio, tra i 18 e 34 anni si passano più ore ai videogiochi che davanti alla TV.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-02-2007]

A fronte di una decina di ore dedicate a notiziari e spettacoli offerti in televisione, gli adulti tra i 18 e i 34 anni dedicherebbero ai videogiochi circa tredici ore per settimana. Lo afferma Nielsen Entertainment, una società specializzata in ricerche di mercato che ha già al suo attivo una recente indagine sulla distribuzione dei videogiochi tra i maschietti e l'"altra metà del cielo" come qualcuno ama definire il gentil sesso.

La notizia non è priva di significato né (soprattutto) di aspetti socioeconomici. Tra i primi a fiutare il vento, Microsoft (chi ne avrebbe dubitato?) e Google subito a ruota.

Infatti la casa di Redmond lo scorso anno ha acquistato Massive, una società con grossa esperienza nel campo della pubblicità integrata nei videogiochi; risponde ora l'antagonista con l'acquisizione della canadese AdScape Media, più piccola me specializzata anch'essa nel campo ludico-pubblicitario.

Il gioco (è il caso di dirlo) vale la candela. Secondo gli analisti finanziari, il valore del mercato pubblicitario del settore, accreditato di circa 91 milioni di euro nel 2006 salirebbe a oltre 152 nell'anno corrente per arrivare a sorpassare i 550 milioni di euro nel 2010, perché se per ora la pubblicità integrata nei videogiochi è da ritenersi ancora di nicchia, presto potrebbe esplodere.

"Non si tratta più di adolescenti che giocano chiusi nella loro stanzetta", dice Jeff Berg, caporedattore della Interpublic Emerging Media Lab, "ma di adulti che hanno tempo e danaro da spendere nei divertimenti." Logico quindi che vi cerchino spazio tutti quelli che dispongono di sufficienti risorse economiche.

Non entriamo nel merito delle analisi che vedrebbero nei giochi sportivi il perfetto veicolo pubblicitario. Per noi, che siamo e ci sentiamo consumatori, la domanda è un'altra: dopo i prezzi di vendita e il DRM, siamo disposti a digerirci anche la pubblicità?

Adscape, conscia del problema, afferma che l'attuale tecnologia permetterebbe un'interazione tra pubblicità e giocatore senza interrompere la partita; per esempio, se il giocatore accettasse la pubblicità, questa potrebbe essere inoltrata via SMS o inserita nelle chat, oppure costituire una sorta di scotto da pagare per superare un ostacolo particolarmente impegnativo.

Le vie dei pubblicitari sono anch'esse infinite, ma viene da riflettere su com'era più semplice giocare con SimCity e Prince of Persia.

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Commenti all'articolo (2)

La publicità occulta nei videogiochi c'è già, e da parecchio tempo. A parte i videogiochi sportivi che sono un depliant di sponsor; certi giochi di auto fanno delle marche proposte il principale richiamo, così come anche dei produttori di pezzi di ricambio. Se si vuole andare sul fine, basta pensare che in Parasite Eve2 (gioco su PSOne)... Leggi tutto
23-2-2007 20:52

{Alberto}
pubblicità occulta Leggi tutto
22-2-2007 21:34

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