Google sfida Microsoft sulle suite da ufficio

In linea e senza occupare spazio sul disco, email, videoscrittura, foglio di calcolo e tanto altro ancora. Volendo, anche gratis.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-02-2007]

A dire il vero, era nell'aria da un bel po'; anche perché utili di 11 miliardi di dollari l'anno farebbero gola a chiunque. Perciò Google ha realizzato fin da agosto un inseme di programmi e utilità a uso ufficio, escludendo il trattamento testi e il foglio elettronico che tuttavia ha aggiunto successivamente, denominato "Google Apps", già utilizzato -sembra- da centinaia di migliaia di privati e imprese. Idea vincente, ma se vogliamo anche punto debole dell'innovazione, è la gestione interamente on line mediante l'impiego di un browser e una connessione internet.

Completamente gratuita nella sua versione base, la suite nella versione avanzata denominata Premier permette, con la modica spesa di 50 dollari annui, di avere in più un email box da 10 GByte per account, un accesso garantito in ogni momento, l'eliminazione della pubblicità, la condivisione dell'agenda operativa tra gruppi di lavoro, codici di accesso in rete locale e assistenza tecnica in caso di bisogno.

Big in campo imprenditoriale come General Electric, Procter&Gamble, L'Oreal tra i maggiori hanno già aderito all'iniziativa: finiti i tempi morti dei backup e dell'allineamento dei dati, le perdite degli stessi, i costi sempre più alti per l'aggiornamento software. Ovviamente, alcune funzioni non sono così avanzate come in Word ed Excel, ma occorre dire che sovente non sono usate che da specialisti e in casi eccezionali. Qui invece è già tutto pronto e a portata di mouse.

Punto dolente, specie per le imprese, potrebbe essere la questione sicurezza; e Microsoft mostra spavalderia in merito. Da un canto presenta un'insieme di utility chiamata Office Live che spocchiosamente esige Internet Explorer per lavorare; dall'altra insiste sul fatto che gli archivi continueranno a risiedere soltanto sul computer dell'utilizzatore.

Replica Google affermando che il proprio spreadsheet e texteditor online sono già i più utilizzati negli USA e spera di veder presto dei browser in grado di far lavorare sugli applicativi anche fuori connessione.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 15)

Sono d' accordo sul mercato consumer, ancge se questa e' una leggera variazione del discorso iniziale. Comunque sia, nei prodotti consumer non ti interessa il sw che c'e' dentro, poiche'richiedi e ti aspetti solo poche e semplici funzionalita', e non ha nemmeno senso metterci un s.o. tradizionale . Tornando al discorso inizale... Leggi tutto
28-2-2007 20:55

certo DRM^3, è questo il mondo che ci aspetta, anzi in cui siamo già immersi ora. Vedi la cosa da un punto di vista differente. Gli anni '80 in cui pestavamo sereni sui tasti e magari modificavamo anche il DOS a nostro uso e consumo (tanto i sorgenti più o meno li trovavi in letteratura) sono davvero lontani. Eravamo pochi adepti, non... Leggi tutto
28-2-2007 11:30

DRM al cubo Leggi tutto
24-2-2007 21:45

Ma lo dicevano anche di quello studente norvegese che nei primi anni 90, lavora ad una tesi su un banale clone unix. E mi pare pure che papa Bill, ai tempi era un glorioso cantinaro che si dilettava con un banale programma per l' interpretazione a run-time di sequenza di comandi basic. Leggi tutto
24-2-2007 20:32

Open office o non, devo sempre pagarmi un HW sempre più potente e sempre più costoso. Non ti basta un browser e l'utilizzo degli applicativi che ti servono ? In banda larga non devi aquistare quasi nulla. Certo ci faranno pagare la fee di utilizzo, ma almeno possiamo evitare la ferraglia ed i suoi costi sempre in crescita. La rete è... Leggi tutto
24-2-2007 19:48

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Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
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Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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