Nuove licenze Microsoft, software come servizio o upgrade obbligatorio?

Microsoft modifica i termini di licenza per i grandi clienti. Sebbene lo scopo dichiarato sia offrire vantaggi in termini di flessibilità e prezzo, le prime analisi rivelano che a guadagnare sarà soprattutto Bill Gates.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-10-2001]

Dal primo ottobre è operativo il nuovo sistema di licenza applicato da Microsoft ai grandi clienti, cioè alle imprese con più di 250 personal computer. Si tratta di un cambiamento annunciato da tempo, che secondo il gigante di Redmond dovrebbe offrire ai clienti maggiore flessibilità e convenienza, coerentemente con le nuove tendenze che concepiscono il software non più come bene materiale, ma come servizio.

Il sito Microsoft pubblica una tabella che mette a confronto vecchio e nuovo sistema di licenza. Si nota subito che ora è sufficiente avere 250 pc per aderire al programma Enterprise, mentre, in precedenza, il limite era fissato a 500: un allargamento di "base" considerevole, con il quale si spera, evidentemente, di coinvolgere un numero di clienti assai più elevato; le ragioni saranno chiare tra poco.

Come in passato, i grandi utenti che aderiscono all'Enterprise Agreement, per tutta la durata del medesimo fruiscono di upgrade gratuiti in caso di rilascio di nuove versioni del software di cui possiedono licenza. Ma, contrariamente al passato, non sarà più possibile effettuare aggiornamenti al di fuori dell'Agreement: si dovranno acquistare nuovamente le licenze a prezzo pieno, come se non si possedesse ancora il prodotto.

Probabilmente Microsoft si è accorta che i suoi clienti non sono così propensi all'upgrade: sembra che, ad esempio, oltre il 60% delle licenze di Office vendute nel mondo siano ancora ferme a versioni pre-2000. Le nuove regole introdotte nelle politiche di licenza cascano a proposito, in quanto introducono, in pratica, il concetto di obsolescenza pianificata del software. Realizzata forzando i clienti ad aggiornare i propri programmi al ritmo desiderato da Microsoft.

Infatti, come alcuni analisti di Gartner Group e Guernsey Research hanno evidenziato, l'adesione all'Enterprise Agreement appare conveniente solo se si intendano effettuare upgrades ravvicinati, al massimo ogni 2 anni: il punto di pareggio si ha intorno ai 3 anni, mentre oltre detto limite diventa sensibilmente vantaggioso rinunciare all'aggiornamento e ricomperare le licenze. Ma in ogni caso i clienti Microsoft saranno costretti a sostenere spese maggiori di quelle che sarebbero state necessarie per acquistare i semplici aggiornamenti nel momento ritenuto più opportuno.

Ricapitolando, perciò, solo le grandi aziende si avvantaggeranno, e solo nell'ipotesi di upgrades frequenti: pratica che, però, può introdurre costi difficilmente quantificabili, legati all'attività stessa di aggiornamento, ai problemi tecnici che possono insorgere durante la stessa e alla necessità di formazione per il personale.

Leggi la seconda parte - Cosa ci guadagna Microsoft?

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