Sony cancella centinaia di film dalle librerie PlayStation degli utenti

Gli show già acquistati spariranno senza nemmeno un rimborso.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-06-2026]

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Foto di boris misevic.

Sony l'ha rifatto: in maniera analoga a quanto accaduto nel 2023, ha comunicato agli utenti che diversi film e serie TV acquistati tramite il PlayStation Store e distribuiti da StudioCanal verranno rimossi dalle loro librerie digitali il 1 settembre 2026. La notifica, inviata via email ai clienti interessati, specifica che i contenuti «non saranno più accessibili» a causa della scadenza degli accordi di licenza tra Sony e StudioCanal. Non è previsto alcun rimborso per gli acquisti già effettuati. La rimozione riguarda titoli molto noti, tra cui Terminator 2, Total Recall, Rambo: First Blood, Il diario di Bridget Jones, Apocalypse Now, Moonlight, Manchester by the Sea, Paddington e Il Labirinto di Pan. L'elenco completo è stato pubblicato sul sito ufficiale PlayStation e comprende 551 opere tra film e serie TV.

Come già accennavamo, la causa è la scadenza del contratto di distribuzione con StudioCanal, che impedisce alla piattaforma di continuare a offrire i contenuti anche a chi li aveva già acquistati. La società ha spiegato che i film saranno rimossi «a causa dei nostri accordi di licenza sui contenuti», senza ulteriori dettagli sulle trattative o sulle ragioni del mancato rinnovo. La decisione ha sollevato critiche perché non si tratta di un semplice delisting: gli utenti non perderanno solo la possibilità di acquistare nuovi contenuti StudioCanal, ma anche l'accesso ai titoli già presenti nelle loro librerie. Questo comportamento è raro nel settore, dove solitamente i contenuti acquistati restano disponibili anche dopo la fine delle licenze commerciali.

Sony aveva già smesso di vendere film sul PlayStation Store nel 2021, ma aveva garantito l'accesso ai contenuti acquistati tramite l'app My Videos. Con la scadenza dell'accordo StudioCanal, questa possibilità viene meno per tutti i titoli coinvolti. La rimozione avverrà simultaneamente sia dallo store sia dalle librerie personali degli utenti. Nel Web, la comunicazione inviata agli utenti è stata bollata come «interamente priva di scuse», dato che si limita a informare della cancellazione dei contenuti e a fornire un link alla lista completa dei titoli interessati. Non viene menzionata alcuna forma di compensazione: niente crediti né rimborsi.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla reale natura della proprietà digitale. Le piattaforme di streaming e i negozi online vendono infatti licenze d'uso, non copie permanenti dei contenuti. Quando un accordo di licenza scade, l'accesso può essere revocato anche retroattivamente, come dimostra il caso StudioCanal. Quanto sta accadento è un precedente significativo che potrebbe influenzare la fiducia dei consumatori nei confronti delle piattaforme digitali: è un chiaro esempio dei rischi legati alla dipendenza dai servizi online, dove l'utente non ha alcun controllo sulla conservazione dei contenuti. La comunità videoludica ha inoltre collegato l'episodio alle preoccupazioni già espresse riguardo ai giochi digitali, soprattutto dopo l'annuncio secondo il quale GTA VI potrebbe essere distribuito in versione fisica con un semplice codice di attivazione, senza disco. La rimozione dei film StudioCanal viene vista come ulteriore prova che la proprietà digitale è soggetta a condizioni variabili e non garantite nel tempo.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 11)

Beh se affitti un bene (materiale o immateriale che sia), sei conscio che, smettendo di pagare, ne perderai il diritto di fruizione. Ma la differenza è appunto questa: acquistare significa detenere il diritto d'uso a tempo indeterminato (per sempre), diritto che non può andare perso per volontà altrui. Leggi tutto
2-7-2026 11:53

Gli americani sono così perché da generazioni oramai li hanno educati e cresciuti così... :roll: Leggi tutto
1-7-2026 19:30

Infatti è l'unica cosa sensata da fare, anch'io senza supporto fisico o, quantomeno, la possibilità di scaricare una copia digitale non acquisto nulla e sull'unica piattaforma che utilizzo vedo solo i titoli che sono compresi nell'abbonamento. Leggi tutto
1-7-2026 19:28

Gli americani sono quelli che campano a credito, chiedendo una nuova carta ogni volta che gliene cancellano una vecchia, finché non gli levano casa e tutto e finiscono sotto i ponti, se trovano un posto libero...
1-7-2026 16:26

Per fortuna che ci sono ancora aziende governate da persone dotate di buon senso :P Però devo fare un inciso riguardo gli americani; nel loro modo di pensare le "subscription", cioè gli abbonamenti a qualcosa, qualunque cosa, da Netflix, alla palestra, dal corso di Yoga al supermercato sono normali. per loro pagare un tot al... Leggi tutto
1-7-2026 15:47

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Abito in una grande città e qui rimarrò.
Abito in una grande città ma sto valutando di trasferirmi in provincia.
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Abito in provincia ma sto valutando di trasferirmi in una grande città.
Abitavo in una grande città ma mi sono trasferito in provincia.
Abitavo in provincia ma mi sono trasferito in una grande città.
Città o provincia non fa grande differenza, ma mi sono trasferito (o sto valutando di trasferirmi) all'estero.

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