Il loro dominio sul mercato danneggerebbe la concorrenza nel cloud: ne risponderanno ai sensi del DMA.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-07-2026]

Dopo un'indagine tutto sommato breve, La Commissione europea ha comunicato ad Amazon e Microsoft la propria posizione preliminare: i servizi cloud AWS e Azure dovrebbero essere designati come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act. La decisione, se confermata, imporrà obblighi specifici ai due operatori, che da anni occupano le prime due posizioni nel mercato europeo del cloud computing. La notifica apre ora una fase di confronto formale con le aziende, che potranno presentare osservazioni prima della decisione definitiva.
Secondo la Commissione, AWS e Azure rappresentano un punto di accesso essenziale tra imprese e clienti nell'Unione, con basi utenti vaste e consolidate; tutto ciò ha creato un effetto di lock‑in che rende complesso il passaggio a servizi concorrenti. Le indagini, avviate nel 2025, hanno evidenziato come i due provider detengano una posizione stabile nel mercato, sostenuta da investimenti, infrastrutture e un ecosistema di servizi che supera di gran lunga quello dei competitor. La Commissione sottolinea che, pur non raggiungendo le soglie quantitative previste dal DMA, AWS e Azure soddisfano i criteri qualitativi per la designazione. Le norme consentono infatti di classificare come gatekeeper un servizio che, pur non superando i limiti numerici, eserciti un impatto significativo sul mercato interno e funga da infrastruttura critica per l'accesso ai servizi digitali.
L'analisi preliminare evidenzia anche il ruolo crescente degli strumenti di intelligenza artificiale integrati nei servizi cloud. Le partnership e le piattaforme IA offerte da Amazon e Microsoft sono considerate un fattore decisivo nelle gare di fornitura, contribuendo a rafforzare la loro posizione competitiva. La Commissione ritiene che questa combinazione di infrastruttura cloud e strumenti IA possa accentuare gli effetti di lock‑in e influenzare le scelte dei clienti. Se la designazione sarà confermata, AWS e Azure dovranno rispettare obblighi specifici in materia di interoperabilità, portabilità dei dati e neutralità competitiva. Le norme del DMA prevedono inoltre limiti alle pratiche di bundling e alle condizioni contrattuali che potrebbero favorire i servizi proprietari rispetto a quelli di terze parti. Le aziende avranno sei mesi per adeguarsi, con sanzioni fino al 10% del fatturato globale in caso di violazioni.
Microsoft ha dichiarato di voler collaborare con la Commissione, sottolineando che il settore cloud europeo è «innovativo, altamente competitivo e un acceleratore di crescita». Un portavoce ha aggiunto che l'esclusione di Google Cloud dal perimetro della designazione potrebbe «alterare il mercato in modo dannoso». AWS ha contestato la posizione preliminare, affermando che i risultati dell'indagine «ignorano l'ampiezza dei servizi disponibili ai clienti europei» e che l'aggiunta di ulteriori livelli regolatori rischia di «indebolire la competitività europea e l'accesso a tecnologie avanzate». L'azienda sostiene inoltre che i clienti dispongono oggi di «più scelta, prezzi più bassi e maggiore flessibilità che mai».
Altri attori del settore hanno accolto positivamente la posizione della Commissione. L'Open Cloud Coalition ha dichiarato che la designazione preliminare rappresenta un passo importante per garantire condizioni di parità nel mercato europeo del cloud computing, caratterizzato da una forte concentrazione nelle mani di pochi operatori. Il contesto di mercato sembra confermare la rilevanza del provvedimento: secondo stime indipendenti, AWS, Azure e Google Cloud detengono insieme circa il 70% del mercato europeo dell'infrastruttura cloud. La crescita dei carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale ha ulteriormente rafforzato il ruolo dei grandi provider, spingendo la Commissione a valutare misure aggiuntive per evitare barriere all'ingresso e pratiche anticoncorrenziali.
La procedura avviata non è ancora conclusa. Amazon e Microsoft potranno presentare le proprie osservazioni prima della decisione finale, che determinerà se i due servizi entreranno ufficialmente nell'elenco dei gatekeeper del DMA. La Commissione ha ribadito che l'obiettivo è garantire un mercato competitivo, interoperabile e aperto, in cui le imprese europee possano accedere a servizi cloud sicuri e non discriminatori.
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