Ormai Poste Italiane ha il controllo pressoché totale dell'operatore.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-09-2026]

Poste Italiane ha rafforzato in modo decisivo la propria posizione in TIM, arrivando a detenere l'85,822% del capitale sociale al termine della riapertura dei termini dell'offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS). La soglia del 90% non è stata raggiunta, ma il gruppo dispone ora di un controllo pressoché totale dell'ex monopolista delle telecomunicazioni e può procedere con il progetto di integrazione industriale tra le due società. L'operazione rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del mercato italiano delle telecomunicazioni degli ultimi anni. Secondo i risultati provvisori comunicati da Poste, la quota finale è stata raggiunta sommando la partecipazione già posseduta prima dell'offerta, pari a circa il 20,104%, e le adesioni raccolte durante le due fasi dell'operazione. In totale, il gruppo arriverebbe a detenere 1.832.917.988 azioni TIM.
Durante la riapertura dei termini, conclusasi il 25 settembre, sono state conferite circa 409,9 milioni di azioni TIM, corrispondenti a circa il 19,2% del capitale sociale. Questa seconda finestra ha consentito a Poste di aumentare sensibilmente la propria presenza nella società telefonica rispetto al 66,6% circa raggiunto al termine della prima fase dell'offerta. L'esito dell'operazione consolida quindi il controllo di TIM, ma non consente ancora a Poste di arrivare automaticamente al possesso completo della società. La normativa prevede infatti che il diritto di acquisto delle azioni residue e le procedure che consentono di acquisire rapidamente il 100% del capitale possano essere attivate al raggiungimento di soglie superiori: nel caso specifico, la quota del 90% non è stata raggiunta. Per questo motivo Poste ha precisato che non risultano soddisfatti i presupposti per l'esercizio del diritto di acquisto previsto dal Testo Unico della Finanza, né quelli per la procedura congiunta che avrebbe consentito un percorso più rapido verso il controllo totale della società. I risultati definitivi dell'operazione sono attesi entro il 1 ottobre.
L'offerta riconosciuta agli azionisti TIM prevedeva una componente mista composta da denaro e azioni. Per ogni titolo conferito, Poste ha offerto 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione del gruppo e 1,97 euro in contanti. Quest'ultima componente era stata aumentata di 30 centesimi rispetto alla proposta iniziale nel tentativo di rendere più attrattiva l'adesione all'operazione. Contestualmente al miglioramento del corrispettivo, il gruppo aveva anche eliminato la precedente condizione che subordinava il successo dell'operazione al raggiungimento di una quota minima del 66,7% del capitale. La modifica ha contribuito a rendere più flessibile il percorso verso il consolidamento del controllo societario. Mentre il tema del possibile ritiro di TIM dal mercato azionario resta aperto, il mancato raggiungimento del 90% non impedisce a Poste di perseguire altre strade. Diverse analisi osservano che una partecipazione superiore ai due terzi del capitale consente già di approvare operazioni straordinarie in assemblea, comprese eventuali operazioni societarie di integrazione.
L'aspetto industriale dell'operazione appare infatti centrale. Negli ultimi anni Poste Italiane ha ampliato significativamente il proprio raggio d'azione ben oltre il tradizionale servizio postale, sviluppando attività nei servizi finanziari, assicurativi, energetici, nei pagamenti digitali e nelle telecomunicazioni. TIM rappresenta quindi un tassello strategico all'interno di una più ampia trasformazione del gruppo. Le due aziende collaborano già da tempo. PosteMobile, l'operatore telefonico del gruppo, ha avviato il trasferimento dei propri clienti verso la rete TIM, mentre nei punti vendita dell'operatore telefonico vengono già commercializzate alcune offerte energetiche riconducibili a Poste. Questi rapporti preesistenti costituiscono una base concreta per accelerare eventuali integrazioni operative e commerciali.
L'attenzione degli investitori e del mercato si concentrerà ora sui prossimi passaggi. Da un lato occorrerà attendere la pubblicazione dei risultati definitivi dell'offerta; dall'altro sarà necessario comprendere quali strumenti societari verranno eventualmente utilizzati per proseguire il percorso di integrazione tra i due gruppi e quale sarà il futuro della quotazione di TIM. In ogni caso, con l'85,822% del capitale nelle proprie mani, Poste Italiane ha comunque raggiunto l'obiettivo principale dell'operazione: assumere il controllo sostanziale di TIM e posizionarsi come protagonista di una delle più importanti riorganizzazioni industriali del panorama italiano delle telecomunicazioni e dei servizi digitali.
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