L'industria del porno contro i domini .XXX

Le aziende dell'intrattenimento per adulti temono un aumento della censura governativa e l'"effetto ghetto" che i nuovi domini avranno sui loro siti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-03-2011]

Industria porno contro domini .XXX ICANN

Il via libera ai domini .XXX, dato di recente dall'ICANN dopo diversi rinvii, non piace a tutti.

I primi a esserne scontenti sono i protagonisti dell'industria pornografica, i quali temono conseguenze negative per i propri affari.

Le perplessità riguardano innanzitutto la necessità di registrare un dominio che non è indispensabile: i siti porno non verranno deportati d'ufficio verso il nuovo TLD, ma potranno continuare a operare normalmente con gli indirizzi che hanno sempre utilizzato.

L'industria del porno si chiede dunque perché mai acquistare nuovi domini quando quelli vecchi funzionano così bene, finendo per spendere soldi per qualcosa che alla fine funzionerà da semplice redirect e fungerà da barriera contro il cybersquatting.

Poi c'è il problema del ghetto: chi produce pornografia teme che il passaggio ai domini .XXX rappresenti un ottimo modo per buttare i propri soldi a palate (dovendo acquistare molti per proteggersi dai truffatori), dato che le soluzioni di filtraggio non faranno alcuna fatica a impedire l'accesso a quel particolare TLD.

"È come appiccicarci un bersaglio rosso" commenta Diane Duke, direttore della Free Speech Coalition, che rappresenta diverse aziende che operano nell'intrattenimento per adulti.

C'è anche una terza questione. ICM, l'azienda che ha sostenuto l'adozione dei domini .XXX, ha affermato che vigilerà attentamente sulle registrazioni, consentendole soltanto a chi dispone dell'identificativo 5013c, che distingue chi opera nel settore pornografico con intenti "seri" (vale a dire, tra le altre cose, senza produrre o distribuire pedopornografia).

L'idea è che i titolari di questi domini offrano siti "certificati" e sicuri, non distributori di malware mascherati da pornografia.

La conseguenza di ciò, tuttavia, è che una normale azienda non potrà registrare un dominio .XXX con il proprio nome, lasciando così aperta la possibilità che qualcuno registri, per esempio, microsoft.xxx per offrire i propri servizi di intrattenimento per adulti (preparandosi però con ogni probabilità ad affrontare il battaglione di avvocati allevato a Redmond).

A disapprovare la decisione dell'ICANN ci sono anche rappresentanti dell'Amministrazione statunitense. Lawrence Strickling, assistende del Segretario per il Commercio, ha per esempio dichiarato tutta l'insoddisfazione derivata dal fatto che l'ICANN ha "chiaramente ignorato i consigli dei governi di tutto il mondo, compreso quello degli Stati Uniti".

"Questa decisione va contro l'interesse pubblico globale" - ha continuato Strickling - "e aprirà la porta a ulteriori blocchi posti a Internet dai governi e minerà la stabilità e la sicurezza della Rete".

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Approfondimenti
Google fa arrestare il pedofilo che usava Gmail
Google, un super-database per combattere la pornografia infantile

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 8)

Per chi non lo sapesse (magari pensa male) vietato dal ICAN fare il porno su .ORG, ma si fa lo stesso. Il link era solo per dimostrarlo. Ciao Leggi tutto
27-3-2011 20:31

Siamo sicuramente anche in 4.... :lol:
27-3-2011 15:54

Dici? http://www.****.org/ :lol: :lol: :lol: Ciao Leggi tutto
23-3-2011 20:03

Perch non fare porno su .ORG??? :lol: Leggi tutto
23-3-2011 12:58

Dovranno comperare (soldi al ICANN) un dominio in pi e non necessariamente migrare. Poi questo dominio XXX vincolato da regole che possono stringersi. Hanno poi paura che poi non possono pi fare porno sui .COM, .ORG e .NET, ecc.. Hanno ragione se ci si mette nei loro panni. Ciao Leggi tutto
22-3-2011 20:52

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Qual il tuo linguaggio di programmazione preferito?
C
Java
PHP
JavaScript
C#
Visual Basic .NET
C++
Perl
Python
Ruby

Mostra i risultati (2547 voti)
Gennaio 2020
Cooler Master: addio siringhe, ma la pasta termica non è una droga
Edge è morto, viva Edge (Chromium)
Il giorno della morte di Windows 7
The New Facebook, il social network cambia pelle
Samsung fa un balzo in avanti con il Galaxy S20
Dicembre 2019
Le peggiori password del 2019
Il chip che realizza la crittografia perfetta a prova di hacker
Apple al lavoro sull'iPhone satellitare
Il water inclinato che impedisce ai dipendenti di stare troppo in bagno
Se i poliziotti vendono nel dark web l'accesso alle telecamere di sicurezza
Il preservativo per i dispositivi USB
Il motorino elettrico di Xiaomi che costa come uno smartphone
Il ransomware che riavvia il PC in modalità provvisoria
Il malware fileless che attacca i Mac
Il software per ricevere gli update di Windows 7 senza pagare
Tutti gli Arretrati


web metrics