CarrierIQ, sono milioni gli smartphone spiati

Operatori telefonici e produttori di smartphone giocano a scaricabarile. Il Garante Privacy apre un'istruttoria.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-12-2011]

carrieriq software spia

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CarrierIQ, così lo smartphone ci spia

Com'era prevedibile, il polverone sollevato dalle rivelazioni di Trevor Eckhart sulla presenza in moltissimi smartphone del software-spia (o rootkit) CarrierIQ non sta facendo altro che crecsere.

Mentre gli utenti protestano e pretendono di sapere che cosa sia installato sui dispositivi che hanno acquistato - e soprattuto quali informazioni arrivino agli operatori - quasi tutte le aziende fanno a gara per togliersi dal centro dell'attenzione.

Le più veloci a regire sono state Nokia, RIM e Apple: le prime due hanno respinto ogni accusa, affermando di non aver mai utilizzato il software (come ha poi fatto anche Microsoft), mentre la terza ha ammesso di aver adoperato CarrierIQ da iOS 3.1 sino all'attuale versione 5.

Apple, però, precisa anche che il supporto va finendo e che CarrierIQ verrà eliminato completamente con il prossimo aggiornamento del software; inoltre sostiene di aver raccolto sempre e soltanto le informazioni utili per i processi di diagnostica.

CarrierIQ, di per sé, raccoglie infatti un po' di tutto: tra i dati registrati, come mostra un video pubblicato da Trevor Eckhart e che riportiamo qui sotto, vi sono anche tutte le pressioni dei tasti, gli SMS, persino i siti visitati tramite una connessione cifrata, che vengono "conservati" in chiaro.

Il fatto che il software possa accedere a tutte queste informazioni - si è difeso Andrew Coward, vicepresidente della società che produce CarrierIQ - non significa che lo trasmetta agli operatori o lo usi per tracciare gli utenti, ma è obiettivamente difficile credergli sulla parola, tantopiù che alcuni produttori hanno affermato di integrare CarrierIQ nei propri prodotti perché molti operatori americani lo ritengono necessario.

È questo il caso, per esempio, sia di HTC che di Samsung per quanto riguarda gli smartphone con Android; entrambe le aziende affermano che i dati finiscono nelle mani degli operatori, non nelle loro, e HTC in particolare ha dichiarato di stare studiando un sistema che permetta agli utenti di disattivare il tracciamento. L'articolo continua qui sotto.

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Il coinvolgimento di Android tra i sistemi che ospitano il rootkit mette in cattiva luce anche Google, la quale ha fatto però sapere che negli smartphone sviluppati con il proprio personale coinvolgimento - come la serie Nexus, sviluppata insieme prima a HTC e poi a Samsung - CarrierIQ non è incluso; data la natura open source di Android, però, la società di Mountain View non può dire che cosa ogni produttore introduce per proprio conto nel sistema.

Al momento, la questione sembra riguardare sostanzialmente gli Stati Uniti, dove gli operatori richiedono i dati degli utenti (AT&T e Sprint l'hanno ammesso, Verizon sostiene di non averne mai avuto bisogno) e dove tutte le società coinvolte - produttori e carrier - ora si devono preparare a indagini federali (l'accusa principale è la violazione della legge sulle intercettazioni) e probabili class action a pioggia.

In Europa ciò non succederebbe, ma a ogni buon conto le varie autorità a protezione dei dati per la privacy si stanno attivando per capire se e quali dati vengano usati, e da chi, all'insaputa degli utenti.

È questo il caso del Garante italiano per la privacy, Francesco Pizzetti, il quale ha confermato l'apertura di un'istruttoria su questa questione.

Intanto, sul sito ufficiale di CarrierIQ, un orgoglioso contatore continua a mostrare la crescita del numero di smartphone che ospitano il software spia.

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CarrierIQ, tre app ti dicono se sei vittima

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Commenti all'articolo (1)

{umby}
>>Intanto, sul sito ufficiale di CarrierIQ, un orgoglioso contatore continua a mostrare la crescita del numero di smartphone che ospitano il software spia.Contatore fasullo, o dichiarazioni providers farlocche?
5-12-2011 13:27

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