Shuttleworth: il firmware è il trojan universale

Il fondatore di Ubuntu prende di mira il firmware, scritto male e insicuro per definizione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-03-2014]

cavallo di troia

Qual è il punto più debole di computer, telefoni, tablet, router, e di tutti quegli apparecchi che si possono programmare, dalle Smart TV agli elettrodomestici intelligenti?

Secondo Mark Shuttleworth, il fondatore di Ubuntu, si tratta del firmware. Anzi, Shuttleworth si spinge a dire che il firmware è una minaccia.

«Discutere sull'ACPI per il vostro dispositivo di nuova generazione è discutere se installare un cavallo di Troia di proporzioni monumentali in soggiorno e nel centro dati. Sono stato a Troia, non è rimasto molto» ha scritto in un recente post sul proprio blog.

Il fatto è che, secondo Mark Shuttleworth, i firmware proprietari che contengono codice eseguibile spesso sono scritti in maniera poco accurata, quando non addirittura da qualche «incompetente». Il fatto che il loro codice non sia pubblico non significa che i malintenzionati - spesso molto competenti - non sappiano sfruttarne le debolezze.

Diversi casi accaduti in passato danno ragione a questa visione: basti pensare alla vulnerabilità scoperta nei router Linksys, al bug delle stampanti HP che pareva addirittura poterle fare esplodere, o la pessima abitudine di scrivere le password dei sistemi SCADA direttamente nel codice. E l'elenco potrebbe continuare

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Aggiornare il sistema operativo, i programmi installati e le applicazioni, eliminando così eventuali falle di sicurezza già scoperte.
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Evitare di fare online banking in vacanza e non scaricare o salvare dati personali e sensibili su Pc pubblici.
Creare un indirizzo ad hoc per inviare cartoline elettroniche via email, da disattivare al rientro qualora venisse compromesso.
Impostare una password all'accensione su smartphone e tablet e un PIN per lo sblocco della tastiera.
Fare il backup del notebook o del netbook che si porta in vacanza, crittografando i dati per limitare i danni in caso di furto.

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La soluzione alternativa proposta dal creatore di Ubuntu è l'adozione di firmware che non includano più codice eseguibile: «Un firmware dichiarativo che descriva i collegamenti e le dipendenze dell'hardware ma non includa codice eseguibile è la migliore occasione di ottenere una vera sicurezza bottom-up».

Sarebbe quindi compito del sistema operativo - Linux, nella visione di Shuttleworth - occuparsi del codice eseguibile: «Il kernel sarebbe il posto adatto per fornire la parte software dell'innovazione che si sta vendendo».

Ciò non potrebbe essere fatto con Windows, che è chiuso e terze parti non vi possono aggiungere funzioni: la natura aperta di Linux lo rende invece disponibile ad accogliere le esigenze dei produttori, che non devono più affidarsi al firmware se vogliono aggiungere caratteristiche da far utilizzare al sistema.

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Commenti all'articolo (3)

E' l'unica cosa seria che si potrebbe fare. Peccato che il mondo (le aziende, le grandi strutture in genere) non sia governato dalle persone serie.
22-3-2014 17:47

Shuttleworth ha ragione e la sua un'idea talmente semplice da attuare. In un mondo pieno di DRM, bios UEFI, closed software (ed hardware) ad oltranza, con grandi produttori di HW e SW che ne fanno di ogni, anche "chiudere" persino dei SO con kernel Open... Non so se ne vedrò mai la realizzazione, anche se lo spero. Per... Leggi tutto
21-3-2014 17:50

{mr. bean}
certo che ci vuole proprio faccia tosta! Shuttleworth che dice "il firmware è il trojan universale" quando Ubuntu installa di dafault *QUALSIASI* firmware binario di qualsiasi dispositivo...
21-3-2014 17:23

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