Se la IA fornisce già tutte le risposte, l'utente non ritiene più necessario consultare le fonti originali.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-02-2026]

Nel corso del convegno "Epistemia, conoscenza, AI e società" all'Università La Sapienza di Roma, il presidente AGCOM Giacomo Lasorella ha annunciato l'intenzione di inviare una segnalazione formale alla Commissione europea riguardo AI Mode e AI Overview, le funzionalità di Google che sintetizzano le informazioni reperite online restituendo risposte dirette, riducendo la necessità di visitare i siti di origine. L'Autorità ritiene che AI Mode e AI Overview possano comprimere il diritto dei cittadini ad accedere a una pluralità di fonti, un principio tutelato dall'articolo 3 dello European Freedom Act. Le preoccupazioni riguardano soprattutto la riduzione del traffico verso i siti di informazione, che vedrebbero diminuire la propria visibilità a favore di risposte sintetiche generate dall'algoritmo.
Secondo AGCOM, il rischio principale è che l'utente, trovando già nella pagina dei risultati una risposta completa, non senta più la necessità di approfondire consultando direttamente le fonti. Questo meccanismo, se applicato su larga scala, potrebbe alterare il modello di distribuzione dell'informazione, concentrando un potere significativo nelle mani della piattaforma che decide come aggregare e presentare i contenuti. L'Autorità tedesca ha già sollevato osservazioni simili, contribuendo a un fronte europeo sempre più compatto.
Il tema non riguarda solo il pluralismo informativo, ma anche la conformità al Digital Services Act. La Federazione Italiana Editori di Giornali aveva già presentato un reclamo formale sostenendo che AI Mode e AI Overview violerebbero alcune disposizioni del DSA, in particolare quelle relative alla trasparenza e alla corretta indicizzazione delle fonti. La Commissione europea ha avviato un'indagine antitrust sulle funzionalità generative del motore di ricerca, con l'obiettivo di valutare se possano alterare la concorrenza nel mercato dell'informazione digitale.
Google respinge ogni accusa, sostenendo che AI Mode rappresenti un'evoluzione naturale del motore di ricerca e non una minaccia per l'accesso all'informazione. Secondo Diego Ciulli di Google Italia, le nuove funzionalità non impedirebbero agli utenti di arrivare alle fonti, ma migliorerebbero l'esperienza di ricerca offrendo risposte più pertinenti e contestualizzate. La presenza dei link garantirebbe infatti comunque la possibilità di approfondire, e il mantenimento del controllo da parte dell'utente sulle proprie scelte di navigazione. «AI Overview e AI Mode sono una naturale evoluzione del motore di ricerca; stiamo migliorando il modo precedente di fare ricerca non l'accesso all'informazione» ha dichiarato Ciulli. «Non credo che per l'AI le persone smettano di leggere i giornali, sarebbe preoccupante se lo facessero»
Il nodo centrale della questione, per come è stata posta da AGCOM, resta però la trasparenza: chi decide quali fonti includere nella sintesi? Quali criteri vengono utilizzati per selezionare e combinare le informazioni? Le piattaforme non hanno ancora fornito dettagli tecnici precisi, e ciò alimenta le richieste di maggiore supervisione da parte delle autorità europee. La Commissione, attraverso il DSA, mira a garantire che i sistemi algoritmici non compromettano la qualità dell'informazione né la concorrenza tra editori.
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