Il tentativo di reinventarsi come social network non è andato bene, così la storica piattaforma ritorna verso le origini.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-05-2026]

È durato molto poco l'ultimo tentativo di rilancio di Digg, il sito di social bookmarking la cui incarnazione originale risale a oltre vent'anni fa: l'avventura si è conclusa con un fallimento entro poche settimane a causa dell'invasione portata avanti da bot, spam automatizzato e traffico generato da agenti IA che hanno reso impossibile costruire una comunità reale. La piattaforma, riaperta in beta a gennaio 2026 con una formula simile a quella di Reddit, è stata chiusa di nuovo a metà marzo dopo che il team ha constatato l'impossibilità di gestire l'ondata di contenuti automatizzati che ha saturato il sito fin dalle prime ore di attività.
Secondo quanto dichiarato dal CEO Justin Mezzell, la piattaforma è stata invasa da bot SEO e agenti automatizzati che hanno sfruttato la popolarità residua del dominio digg.com per spingere link e contenuti generati artificialmente. Mezzell ha spiegato che «Internet è ora popolata, in misura significativa, da agenti IA sofisticati e account automatizzatix, aggiungendo che il team non aveva compreso «la scala, la sofisticazione e la velocità con cui ci avrebbero trovato».
Il rilancio era stato finanziato da Kevin Rose, fondatore originale di Digg, che aveva riacquistato il marchio nel 2025 con l'obiettivo di ricostruire una piattaforma basata su comunità e moderazione umana. L'open beta del 14 gennaio 2026 aveva introdotto un modello con voti, discussioni e contenuti condivisi dagli utenti. Tuttavia, la struttura stessa del sito, basata sul ranking dei contenuti tramite voti, è stata rapidamente compromessa dall'impossibilità di distinguere interazioni autentiche da quelle generate automaticamente. Il team ha tentato di contrastare l'ondata di spam con ban massicci, strumenti interni e soluzioni di terze parti, ma nessuna misura si è rivelata sufficiente. La piattaforma ha registrato decine di migliaia di account automatizzati nel giro di poche ore, rendendo impossibile garantire che voti e commenti provenissero da utenti reali. Mezzell ha affermato che «quando non puoi fidarti della legittimità di chi interviene, non puoi costruire una comunità».
La storia però non finisce qui. Dopo la chiusura della beta, Digg ha annunciato un ridimensionamento significativo del team. Rose è tornato a lavorare a tempo pieno su Digg per tentare una nuova direzione: ha presentato una nuova iterazione del progetto: un aggregatore di notizie basato sull'analisi dei contenuti provenienti da X. La nuova versione di Digg, mostrata in anteprima l'8 maggio 2026, abbandona completamente il modello del social network e torna alle origini, presentandosi come un aggregatore di notizie per ora concentrato su quelle legate all'intelligenza artificiale. Il sistema utilizza metriche derivate da X, come visualizzazioni, commenti e interazioni, per identificare le notizie più discusse. Rose ha spiegato che quando figure influenti, come il CEO di OpenAI Sam Altman, interagiscono con una notizia, si innesca una catena di discussioni che il nuovo Digg è in grado di tracciare in tempo reale.
La homepage della nuova versione mostra quattro storie principali: la più vista, quella con discussione in crescita, la più rapida a salire e una «in caso te la fossi persa»; segue una lista ordinata delle notizie del giorno. Il team dietro questa terza incarnazione ha avvertito i tester che la piattaforma è ancora «grezza» e «piena di bug», e che l'obiettivo attuale è mostrare la direzione del progetto più che offrire un servizio completo. Se il modello basato sull'analisi dei segnali IA dovesse funzionare, Digg prevede di estendere il sistema anche ad altri ambiti informativi.
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