Il successore dei Chromebook promette prestazioni elevate e un'integrazione profonda con Gemini.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-09-2026]
Google ha lanciato ufficialmente il GoogleBook che aveva presentato a maggio, portatile che unisce Android, ChromeOS e Linux in un'unica piattaforma, con prezzi che partono da 899 dollari, segnando l'inizio di una strategia hardware più integrata, pensata per sfruttare l'ecosistema Gemini e i processori Snapdragon X di Qualcomm.
Il GoogleBook è progettato per funzionare con tre ambienti operativi distinti ma interconnessi: ChromeOS per la produttività e la gestione cloud, Android per le app mobili e Linux per lo sviluppo e l'esecuzione di software professionale. L'obiettivo è offrire un dispositivo capace di adattarsi a diversi scenari d'uso, dal lavoro alla programmazione, fino al consumo multimediale. Il portatile (disponibile in cinque modelli realizzati rispettivamente da Acer, Asus, Dell, HP e Lenovo) utilizza i nuovi chip Snapdragon X Elite e X Plus, basati su architettura ARM, con prestazioni elevate e consumi ridotti. Google afferma di aver ottimizzato il sistema per sfruttare le capacità di intelligenza artificiale integrate nei processori, in particolare per le funzioni di Gemini, l'assistente IA che opera localmente e in cloud, dichiarando che il dispositivo è «pensato per un futuro in cui l'intelligenza artificiale è parte integrante dell'esperienza d'uso».
Il GoogleBook adotta un design minimalista, con scocca in alluminio e display da 14 pollici ad alta risoluzione. Il sistema operativo principale è una versione evoluta di ChromeOS, che integra nativamente il supporto alle app Android e ai container Linux, consentendo di eseguire software professionale come IDE e strumenti di sviluppo. L'interfaccia è stata riprogettata per gestire finestre e applicazioni in modo più fluido, con un approccio ibrido tra desktop e mobile. Tra le novità più rilevanti c'è la gestione unificata delle app: le applicazioni Android possono essere avviate direttamente dal launcher di ChromeOS, mentre i programmi Linux vengono eseguiti in sandbox con accesso controllato alle risorse hardware. Questa architettura consente di passare da un ambiente all'altro senza riavvii o configurazioni complesse. Il sistema include anche un modulo dedicato alla sicurezza, con cifratura hardware e autenticazione biometrica. Google ha sottolineato che il GoogleBook è conforme agli standard di sicurezza enterprise e supporta la gestione remota dei dispositivi tramite Google Workspace. L'obiettivo è rendere il laptop adatto sia all'uso personale sia aziendale.
Sul fronte delle prestazioni, i primi test interni mostrano tempi di avvio inferiori ai 10 secondi e autonomia fino a 20 ore, grazie all'efficienza dei chip ARM e all'ottimizzazione del sistema operativo. Il dispositivo supporta la ricarica rapida USB-C e include connettività Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4. Il GoogleBook è inoltre il primo laptop a integrare Gemini in modo nativo, con funzioni di assistenza contestuale, generazione di testo e supporto alle attività quotidiane. L'assistente può operare offline per compiti locali, come la gestione dei file o la scrittura di codice, e online per funzioni più complesse. Google ha dichiarato che Gemini «non sostituisce l'utente, ma amplifica le sue capacità».
Il prezzo di partenza di 899 dollari si riferisce alla versione base con 256 GB di archiviazione e 8 GB di RAM. Sono previste configurazioni fino a 1 TB e 32 GB di RAM, con disponibilità iniziale negli Stati Uniti e lancio europeo entro la fine del 2026. Il dispositivo sarà venduto anche attraverso il Google Store e partner selezionati. Con il GoogleBook, l'azienda punta a creare una nuova categoria di laptop "ibridi" che superano la distinzione tra mobile e desktop. L'integrazione di Android, ChromeOS e Linux rappresenta un passo strategico verso un ecosistema unificato, in cui le applicazioni e i servizi Google operano in modo trasversale su ogni piattaforma.
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