Sette associazioni contestano la riforma, tra dubbi sulla concorrenza e posti di lavoro a rischio.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-09-2026]

Le ultime restrizioni sulle telefonate commerciali per i contratti di luce e gas finiscono sotto osservazione. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti segnalato a Governo e Parlamento possibili criticità nella disciplina introdotta nell'articolo 51 del Codice del consumo, invitando le istituzioni a valutarne una revisione dopo le contestazioni avanzate da associazioni dei consumatori, organizzazioni del settore dei call center e rappresentanze sindacali. La vicenda riguarda le norme introdotte nell'ambito del cosiddetto Decreto Bollette, che hanno rafforzato le tutele per i consumatori nei contratti conclusi telefonicamente nel settore energetico. L'obiettivo dichiarato della riforma era contrastare pratiche aggressive e fenomeni di telemarketing illegale, particolarmente diffusi nel mercato delle forniture domestiche di energia elettrica e gas.
Secondo quanto emerso dalla segnalazione dell'Antitrust, tuttavia, diverse organizzazioni ritengono che l'attuale impianto normativo possa produrre effetti collaterali rilevanti. Le associazioni che hanno presentato le proprie osservazioni sono sette: AssoCall-Confcommercio, Assoutenti, Codacons, Federazione iConsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, URT e Federazione Nazionale UGL Terziario. Uno dei principali punti contestati riguarda la concorrenza. Secondo i soggetti firmatari delle segnalazioni, le restrizioni introdotte limiterebbero la possibilità per i consumatori di entrare in contatto con offerte alternative rispetto a quelle già sottoscritte. In questa lettura, gli operatori storici, forti di basi di clienti consolidate e ampie banche dati, finirebbero per beneficiare di un vantaggio competitivo rispetto ai nuovi entranti e ai fornitori più piccoli.
Un secondo elemento riguarda l'efficacia delle misure contro il cosiddetto telemarketing selvaggio. Le organizzazioni sostengono che le nuove disposizioni rischino di incidere soprattutto sulle aziende che operano nel rispetto delle regole, lasciando invece margini di azione ai soggetti abusivi che utilizzano numerazioni camuffate o strutture non conformi alla normativa. Tra le criticità evidenziate compare anche il tema occupazionale. Secondo le osservazioni riportate dall'Antitrust, oltre mille posti di lavoro nei call center potrebbero essere esposti a conseguenze negative. Le preoccupazioni riguardano in particolare alcune aree del Mezzogiorno, fra cui Matera, Rende e Palermo, dove il settore delle attività di contatto telefonico rappresenta una componente significativa dell'occupazione locale.
Nel corso dell'estate la contestazione si è ulteriormente intensificata. AssoCall-Confcommercio, insieme alle associazioni dei consumatori e al sindacato UGL Terziario, ha depositato una segnalazione presso la Commissione europea sostenendo che la modifica dell'articolo 51 del Codice del consumo presenti profili di incompatibilità con alcune norme comunitarie. Nel documento inviato a Bruxelles vengono richiamati i principi europei sulla libera prestazione dei servizi e sulla libertà di stabilimento, oltre ad aspetti collegati alla disciplina in materia di protezione dei dati personali, comunicazioni elettroniche, pratiche commerciali e diritti dei consumatori. I firmatari contestano inoltre la presunta mancata notifica preventiva della misura alla Commissione europea ai sensi della Direttiva UE 2015/1535 sulle regole tecniche.
Le organizzazioni contrarie alla riforma sostengono inoltre che la nuova disciplina limiti la conclusione dei contratti telefonici, restringa la possibilità di ricontattare cittadini che abbiano espresso la volontà di ricevere informazioni commerciali e introduca procedure ritenute particolarmente complesse per la gestione delle richieste di contatto. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato non ha chiesto l'eliminazione delle tutele introdotte, ma ha invitato le istituzioni a individuare un punto di equilibrio tra la protezione dei consumatori da pratiche scorrette e la salvaguardia delle attività economiche svolte nel rispetto della normativa. Tra le possibili direttrici di intervento richiamate nella segnalazione figurano strumenti più efficaci per contrastare gli operatori illegali, come una maggiore tracciabilità delle chiamate e una più chiara attribuzione delle responsabilità lungo la filiera delle attività commerciali telefoniche. L'attenzione viene quindi spostata dall'inasprimento generalizzato delle restrizioni verso meccanismi capaci di individuare con maggiore precisione i soggetti che operano fuori dalle regole.
La questione passa ora nelle mani di Governo e Parlamento. La segnalazione dell'Antitrust riapre infatti il confronto su una normativa entrata in vigore con l'obiettivo di arginare le telefonate indesiderate nel settore energetico, ma già al centro di contestazioni.
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