La libertà della Rete secondo Lessig

Il teorico dell'open source mette in guardia contro i pericoli che corrono la libertà e la neutralità della Rete.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-08-2006]

Lawrence Lessig è conosciuto anche dal pubblico italiano per essere forse il massimo teorico della "libertà del copyright", cioè del rifiuto della dittatura della tutela della proprietà intellettuale in Rete e non, dei suoi eccessi e dogmi che rischiano di frenare l'innovazione scientifica e artistica, anziché promuoverla e tutelarla.

Nel suo ultimo saggio, uscito per i tipi della Feltrinelli, "Il futuro delle idee", Lessig - oltre a proporre anche una riforma del copyright e a riproporre il no alla brevettabilità del software - si sofferma sui rischi di involuzione per la cosidettà neutralità della Rete: questi vengono dal sempre maggiore interesse commerciale a vendere, insieme alla connessione in banda larga e al traffico, anche contenuti multimediali (come film, musica, programmi tv sportivi e di intrattenimento) e alla trasformazione delle compagnie telefoniche e Internet provider in società editoriali e viceversa, con tutto il corollario di alleanze, fusioni, aggregazioni a cui stiamo assistendo.

La Rete, a differenza degli altri media, è un sistema aperto e libero: chi decide quando, quanto e cosa vedere è sempre l'utente, che anzi è soggetto attivo con le sue chat, i suoi blog, forum, mailing list e i suoi contenuti che produce, condivide con chi vuole e distribuisce (spesso gratuitamente): sono il frutto della sua creatività.

Stiamo invece andando sempre più verso una Internet che privilegia l'accesso e la fruizione a programmi realizzati e decisi dalle grandi multinazionali multimediali, distribuiti a pagamento e ferocemente tutelati. Si va da una Rete egualitaria e antigerarchica a una gerarchizzata e chiusa.

Lessig cita Jerome Saltzer per individuare cinque modalità fondamentali di questa involuzione della Rete:

1) Limiti video: alcuni provider limitano il numero dei minuti a disposizione di un cliente per una connessione video streaming. La scusa è che non ci sono sufficienti risorse per permettere a tutti i clienti di fruire simultaneamente di video streaming.

2) Limiti di server: mentre reclamizzano i benefici dell'essere sempre on line, alcuni provider impongono un contratto detto dell'"uso accettabile" che proibisce ai clienti di far funzionare un proprio servizio Internet, come ad esempio un sito. La scusa tecnica è sempre quella della capienza limitata. Alcuni provider hanno adottato un approccio ancora più sottile: rifiutano di assegnare un Ip fisso alle connessioni casalinghe, rendendo difficile al cliente l'offerta di servizi Internet che altri possano agevolmente trovare. E alcuni provider hanno posto "colli di bottiglia" artificiali sui dati in uscita per scoraggiare la gente rispetto ai servizi Internet.

3) Scelta dorsale di rete prefissata: i fornitori di accesso scelgono dove attaccarsi a un carrier di lunga distanza per Internet, detto "provider della dorsale di rete".

4) Filtri: i dati vengono trasportati via Internet sminuzzati in pacchetti, ciascuno contenente un numero detto "porto di destinazione", che dà una sommaria indicazione di quale ne sia il contenuto; una pagina web, e-mail, la ricerca di un nome, un login remoto o un file-sharing. Svariati provider hanno cominciato a esaminare ogni pacchetto trasportato o a scartare quelli con certi scopi, particolarmente quelli usati per la condivisione di file. La scusa tecnica per questa forma di filtro è che molti utenti ignorano che il proprio computer permetta la condivisione di file e che il filtro previene il rischio di un uso distorto di quella possibilità. Ma alcuni provider hanno imposto dei filtri su ogni cliente, inclusi coloro che invece vogliono condividere file. Inoltre, siamo qui in presenza di un possibile conflitto di interessi: il provider di accesso ha un incentivo a trovare una scusa, tecnica o politica, a escludere servizi che competono con quanto essi offrono.

5) Mancanza di home network: sempre più nuclei familiari hanno due o più computer connessi tramite un home network e con il passare del tempo questa connessione si estende a televisori e a molti altri elettrodomestici. Alcuni provider sostengono di non essere equipaggiati per installare questo tipo di reti anche se la tecnologia che lo permette è stata sviluppata negli anni settanta.

Per comattere questi rischi, Lessig propone l'obbligo della separazione della vendita della connessione dalla vendita dei contenuti nel nuovo settore in espansione della IpTv. Questa richiesta, fatta propria in una petizione on line, girata nelle settimane scorse e proposta dall'Aiip, l'associazione italiana dei piccoli Internet Provider, non è stata accolta dalla Commissione Europea.

L'altra proposta del libero accesso di tutti gli operatori alla Rete per ora è negata da Telecom Italia, che rifiuta di aprire anche ai concorrenti anche la cosidetta Internet di seconda generazione e si appresta a siglare un accordo con il "signore mondiale" della PayTv Murdoch. Si tratta quindi di tematiche non teoriche ma di sempre maggiore attualità.

Scheda
Titolo: Il Futuro delle idee
Autore: Lawrence Lessig
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 16 euro

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (5)

{Alessandro Bottoni}
un paio di cose Leggi tutto
24-8-2006 11:28

GiÓ :( Leggi tutto
23-8-2006 20:58

{Bernardo Parrella}
Se le faccende della vita fossero cosi' semplici Leggi tutto
23-8-2006 09:35

{Bruno Manfredi}
CC esiste da prima del 2002 Leggi tutto
23-8-2006 09:33

{Bernardo Parrella}
Il copyright sul libro di Lessig Leggi tutto
22-8-2006 22:29

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Avevano ragione quelli di Zeus News, quando giÓ nel 2001 scrivevano di Echelon.

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