Di Corinto: diritto alla Rete per tutti

Riflessioni con Arturo Di Corinto su politica e libertà della Rete.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-02-2013]

arturo di corinto richard stallman

Arturo Di Corinto è uno dei maggiori esperti e divulgatori del software libero in Italia e, da sempre, è in prima fila nella difesa della libertà della Rete.

Di Corinto si è candidato per le prossime elezioni del 24 e 25 febbraio a consigliere della Regione Lazio, nelle liste di Sinistra e Libertà, a sostegno del candidato presidente Nicola Zingaretti.

Zeus News gli ha posto qualche dmanda sul rapporto tra politica e Rete.

Zeus News: Di Corinto, si è candidato per il Consiglio regionale del Lazio con la lista di Sel. Lei che è un esperto della Rete, dei suoi problemi e dei suoi diritti, che cosa pensa di fare una volta eletto?

Arturo Di Corinto: "Uno dei primi obiettivi sarà far inserire nello Statuto regionale il "diritto alla connettività". Poi, avviare un programma di alfabetizzazione di massa all'uso della rete e delle tecnologie informatiche, usando le scuole chiuse di pomeriggio. Offrire il Wi-Fi gratuitamente a tutti, in tutti i luoghi pubblici: bar, aeroporti, piazze attraverso accordi coi gestori e coi comuni. Regolare la complessa materia delle comunicazioni elettroniche di cui la regione è competente "in concorrenza" con lo Stato e intervenire su radiofrequenze, Roc e Corecom per rendere effettivo l'articolo 21 della Costituzione. Usare la leva della tecnologia per far ripartire lo sviluppo, riconvertire le aree manifatturiere in parchi mediali concentrati su open web e open innovation. Il mio programma, l'unico su un wiki aperto e modificabile dagli elettori è sul sito OpenLazio.

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La rete ha reso famosi due personaggi per certi versi simili anche se molto diversi: secondo te chi è il più grande?
Julian Assange. Prende informazioni dalle grandi aziende e dai governi e le rende pubbliche gratuitamente. È stato accusato - tra le altre cose - di terrorismo.
Mark Zuckerberg. Prende informazioni e dati personali e li vende alle grandi aziende e ai governi. È diventato l'uomo dell'anno.

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ZN: La grande novità di queste elezioni è il Movimento 5 Stelle, nato e sviluppatosi grazie alla Rete. Secondo lei ci possono essere dei punti di contatto fra centrosinistra e 5 Stelle? Ritiene che il loro modello di democrazia on line sia valido?

Arturo Di Corinto: "Penso che sia un esperimento interessante che dovrebbe però aprirsi all'intero popolo della rete: una sorta di primarie online la cui partecipazione andrebbe vincolata alla sottoscrizione di una carta d'intenti e l'indicazione del premier, come nelle primarie real life del centrosinistra. Comunque, il progetto di Grillo non mi convince perché non punta a fare alleanze per governare. Nel migliore dei casi sarebbe un partito unico al 51%, roba da Romania di Ceausescu".

ZN: Queste elezioni sono ancora giocate molto in Tv. Perché In Italia il web non "sfonda" nella comunicazione politica?

Arturo Di Corinto: "Il motivo è semplice: si chiama digital divide. Poco più della metà delle famiglie italiane ha un Pc in casa e non tutti i componenti lo usano per informarsi di politica e per interagire nei canali sociali. Facebook, che ha 23 milioni di profili, offre informazione di seconda mano, ripresa il più delle volte dai media tradizionali. E' un'informazione mordi e fuggi che modifica opinioni e tendenze solo quando genera novità, stupore, polemica a cui tutti possono contribuire. Ha presente il caso di "Sucate" o di "Marxisti per Tabacci"? Insomma, non ci sono strategie politico-comunicative adeguate a creare l'evento mediale sull'esempio del confronto Tv di Sky durante le primarie del centrosinistra. In democrazia quello che conta sono i numeri e il solo TG1 raggiunge alla sera tra i 7 e i 10 milioni di persone. Però è vero che gli "influencer" stanno su Twitter, perciò un ruolo la Rete ce l'ha eccome!"

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (3)

Di Pietro nel suo linguaggio direbbe: ma che c' azzecca con l' articolo in questione :?: Leggi tutto
18-2-2013 01:30

Non olet diceva Vespasiano al figlio Tito, che si lamentava per la tassa sui cessi e la multa per chi non li usava; e intanto gli faceva annusare un sesterzio. Da allora, il danaro non puzza incassato in modo illecito o almeno poco chiaro. Puzza invece assai, com'è giusto, quello ottenuto gratuitamente. Anche perché nessuno o quasi sa... Leggi tutto
14-2-2013 19:15

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Accidenti! Avranno ascoltato anche le telefonate con la mia fidanzata/o.
I nostri politici non hanno nulla di più importante di cui preoccuparsi?
Lo so perfino io che i telefoni sono spiati, figuriamoci i terroristi.
Avevano ragione quelli di Zeus News, quando già nel 2001 scrivevano di Echelon.

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