Sempre debiti per Telecom Italia

Più ombre che luci nella fusione Olivetti - Telecom Italia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-03-2003]

Per due giorni, Lunedì 10 e Martedì 11 Marzo, la Borsa italiana è andata in letargo: Consob e Borsa avevano sospeso i titoli di Pirelli, Camfin, Olivetti, Telecom Italia, Tim, Seat; insieme al crollo delle azioni Fiat e ai venti di guerra e di divisione tra le stesse democrazie occidentali, hanno messo in evidenza, ancora più impietosamente, la gravità della recessione italiana.

Il blocco si è reso necessario per la complessa opera di ingegneria finanziaria che Tronchetti Provera, presidente di Pirelli e Telecom Italia, ha deciso per accorciare la catena di comando: dalla Pirellina, discendendo per Pirelli, Olimpia, Olivetti, gli permette, con un complicato gioco di scatole cinesi in cui gli imprenditori italiani sono campioni del mondo, di controllare più del 75% della telefonia italia, fissa, mobile ed Internet.

In pratica la Olivetti, con la quale Colaninno aveva scalato Telecom Italia tre anni fa, incorpora Telecom Italia e poi viene ribattezzata Telecom Italia e, così, sparisce per sempre un glorioso nome dell'industria elettronica italiana e mondiale. L'operazione di accorciamento della catena di comando dell'impero Pirelli-Telecom Italia era stata promessa da Tronchetti Provera che, in questo, è stato di parola.

L'operazione viene compiuta appena i mercati finanziari l'hanno resa possibile: i titoli delle società non sono mai caduti così in basso, il costo del denaro idem; dopo la guerra imminente contro l'Iraq le cose non possono che peggiorare, questo è l'ultimo anno in cui operazioni come questa possono godere di particolari agevolazioni fiscali.

L'altro fatto positivo è che si prevede (ma non ne saremmo così certi) che al termine della ristrutturazione finanziaria, Telecom Italia sarà (come si dice in gergo) "contendibile"; cioè sarà più facile lanciare un'Opa su Telecom Italia per contenderne il controllo a Tronchetti, mentre ora Telecom è blindata, cioè è troppo oneroso e quasi impossibile portargliela via.

Gli analisti finanziari danno grande valore alla "contendibilità" perché costringerebbe gli azionisti di maggioranza e i manager a creare più valore possibile e ad essere più efficienti per paura che il mercato li sostituisca. Questa, però, rischia anche di essere un'illusione ideologica: dopo la privatizzazione, Telecom Italia finora ha cambiato ogni 2 anni azionisti di maggioranza e manager; questo più che altro si è tradotto in nuovi debiti e in instabilità delle strategie e sprechi, oltre che in onerose liquidazioni miliardarie per i manager.

Certamente l'operazione non è a costo zero: per pagare il diritto di recesso dei vecchi azionisti Olivetti e per lanciare una mini-Opa su Telecom Italia sono stati chiesti 9 miliardi di Euro alle banche. La fusione viene fatta per gestire meglio il forte debito di Olivetti, scaricandolo direttamente su Telecom Italia; ma questo non piace molto ai piccoli azionisti e nemmeno ai rappresentanti di importanti fondi di investimento stranieri, che gradiscono sempre meno questa manovre finanziarie "all'italiana" e forse per questo investono sempre meno in Italia.

Telecom Italia si consola nei comunicati ufficiali che, nonostante questi nuovi 9 miliardi in più di oneri, il debito di Telecom Italia rimane inferiore a quello di France Telecom e ai 24 e più miliardi di Euro di debiti di Deutsche Telecom: come dire "gli altri hanno un cancro, noi solo una bella polmonite". Nonostante l'imminente vendita di Seat (parte elenchi telefonici) in cassa non entrerà più molto, dopo che è stato ceduto tutto: perfino i magazzini e la gestione del personale.

Si spera che in questa vicenda i nodi non debbano prima o poi venire drammaticamente al pettine.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (1)

Luca
e i dipendenti? Leggi tutto
17-3-2003 13:44

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