Come Internet ha cambiato - e può cambiare ancora - gli italiani e l'Italia.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-09-2014]
Massimo Mantellini continua ad aggiornare spesso il suo diario on line, Manteblog. Quasi che il suo blog sia diventato una seconda natura, una pelle e un'identità, Mantellini si ostina a essere blogger - non che non usi sistematicamente e freneticamente anche Twitter e Facebook.
Già questa è una lezione che ci dà, lui che è stato uno dei primi blogger italiani e continua a essere uno dei più letti: una lezione di fiducia nella conversazione pubblica, nel dialogo che è un blog, con le caratteristiche di curiosità, di umiltà, di pazienza, di rispetto per tutti che Mantellini ci mette.
Tante volte "aggredito" sul suo stesso blog, nei commenti, da gruppi di iper politicizzati delle più varie tendenze, che credono solo in una comunicazione fideistica e fidelizzante, Mantellini non cade nella rete dei troll: non cede, rimane sé stesso. Lo si può tranquillamente invidiare solo per questo.
Così avviene anche nella sua ultima fatica libraria, appena uscita per i tipi della Minimum Fax, dal titolo "La vista da qui. Appunti per un'internet italiana": 10 euro, anche in ebook, oggi in offerta su Amazon a 5,99.
"Appunti per un'internet italiana", dove italiana è da rilevare: il libro di Mantellini è uno sguardo attento al nostro Paese, dopo tante indagini che ci trascinano in Cina o nella Silicon Valley.
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E' uno sguardo non pessimista, non catastrofico ma nemmeno esaltato ed esaltante da chi crede che Internet cambi sempre e tutto in meglio; l'autore è consapevole del ritardo storico nell'accesso alla Rete nel nostro Paese e che le sue cause culturali, profonde, antiche, non sono rimuovibili facilmente e velocemente.
Per tornare in pari con gli altri Paesi, secondo Mantellini il lavoro deve iniziare nelle scuole; ma non dà per scontato che avere a che fare con i nativi digitali sia sempre e solo un vantaggio, rispetto a un uso critico e creativo della Rete, nella coscienza chiara che non ci siano scorciatoie e che la politica debba fare la sua parte.
E' lo sguardo sereno e saggio di chi sa che la Rete di oggi, con le sue dinamiche, può rafforzare i sentimenti di chiusura nella propria identità e di riflusso nel proprio interesse individuale.
Ma l'autore sa anche che non si può tornare indietro: dobbiamo educarci a controllare e a usare questa nuova, straordinaria libertà di conoscere, imparare e vedere che ci dà la Rete e che ci chiama a nuove responsabilità, che sono innanzitutto personali.
Non è un libro facile quello di Manteblog, anche se scritto in modo estremamente chiaro e comprensibile da tutti: non è squisitamente tecnico, perché non è facile non avere solo slogan e ricette pronte. Mantellini è così e rimane fedele a se stesso: di questi tempi, non è poco.
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