La democrazia on line è già in crisi

Carlo Formenti nel suo nuovo saggio su Internet e democrazia denuncia il pericolo di un nuovo populismo della Rete che ci allontana dalla democrazia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-05-2008]

cybersoviet formenti

Carlo Formenti, docente universitario di new media e giornalista del Corriere della Sera, è uno dei pochi in Italia a essersi dedicato al tema della democrazia elettronica con un approccio rigoroso e scientifico e, nel contempo, appassionato e impegnato.

Lo dimostra il suo ultimo saggio, uscito per i tipi di Cortina, dal titolo difficile Cybersoviet - Utopie postdemocratiche e nuovi media in cui l'autore, con coraggio e lucidità, critica e smentisce il suo stesso orientamento più ottimistico di qualche anno fa sulle potenzialità di Internet come canale per potenziare la democrazia e le sue istituzioni in crisi, logorate da "caste" di professionisti della politica lontani "anni luce" dai cittadini con i loro problemi concreti, rilanciando la partecipazione soprattutto dei più giovani.

Cybersoviet è un nome che vuole racchiudere l'utopia di voler rifondare grazie a Internet la "democrazia dei consigli", quella democrazia diretta, dal basso, espressione dei delegati sindacali, a cui lo stesso Formenti è stato legato in anni giovanili (questa fu la novità più importante del '68 italiano, che in Italia è stato infatti soprattutto operaio e sindacale, più che studentesco e intellettuale); naturalmente, se un simile movimento avesse luogo adesso, andrebbe sfruttata la capacità della Rete e delle tecnologie digitali di organizzare, senza mediazioni burocratiche, il dissenso e la protesta sociale.

Per Antonio Negri, il teorico dell'autonomia, citato da Formenti, l'esperienza vissuta dagli spagnoli (che con gli Sms si radunano dopo l'attentato delle stazioni del metrò di Madrid, contestando la versione ufficiale trasmessa dalle Tv di governo sull'attentato, e dando così, in modo inatteso e imprevedibile, la maggioranza dei voti a Zapatero) è un'esperienza di "comune internettiana".

Formenti, però, non si fa illusioni, va controcorrente: se tutti sono a osannare Grillo e il suo blog, che fa paura ai potenti e detta i temi dell'agenda politica e sociale (e anche i titoli delle prime pagine dei giornali), lui vi vede solo un fenomeno del "cyberpop" che contrappone al "cybersoviet" e, anzi, che vede vincente in questo momento.

Grillo sarebbe un esponente del populismo della Rete, del rapporto diretto e carismatico di un leader con le masse, che lascia poco spazio alla democrazia diretta, esattamente speculare al "populismo televisivo" di Berlusconi; mentre quest'ultimo ha saputo sfruttare l'ultimo fascino della televisione generalista (oggi in crisi, ma nel frattempo Berlusconi si è saputo radicare sul territorio e nella cultura popolare), Grillo sfrutta il nuovo canale della Rete.

Formenti dimostra, con un'analisi documentata culturalmente in modo robusto, come le radici di Internet, anche delle sue frange più radicali e anarchiche, sono in una società americana, fortemente individualista, lontana dallo "spirito comunitario" della democrazia dei consigli.

La società americana, esasperando la commercializzazione della Rete e le esigenze della sicurezza, sta uccidendo lo spirito libertario originale della prima Internet, per farne il regno di una grande multinazionale come Google mentre la youtubizzazione della Rete ha più a che fare con il "quarto d'ora di celebrità" di Woody Allen che con la crescita dela democrazia.

Anche i "lavoratori della conoscenza" (quel "Quinto Stato", fatto di hacker, softwaristi, gente del web, piccoli imprenditori della net economy) hanno perso, secondo l'ultimo Formenti, quel carattere di "nuova classe operaia", capace di lottare per la liberazione di tutti, che l'autore aveva intravisto nel suo Mercanti di futuro (2002).

Formenti sembra confermare che non c'è un carattere deterministico della tecnologia e che questa non può avere mai, per forza, un unico sbocco in termini sociali e politici, quasi che fosse scritto nel suo Dna; è così anche per Internet, che potrebbe essere ancora il terreno per una nuova democrazia ma anche solo lo spazio di antiche subalternità.

Scheda
Titolo: Cybersoviet
Sottotitolo: Utopie democratiche e nuovi media
Autore: Carlo Formenti
Editore: Raffaello Cortina
Prezzo: 23 euro

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (2)

non credo che sia in crisi la democrazia online. Quanto l'idea che online potesse essere automaticamente democratico. l'online, il web offre molte possibilità, molti spunti....facilità di accesso e di scrittura, di divulgazione. Di per se è "teoricamente" democratico se si intende appunto questa facilità per chiunque di... Leggi tutto
12-5-2008 14:19

Andy Warhol Leggi tutto
12-5-2008 00:15

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Chi non ha pagato l'assicurazione auto verrà individuato grazie a una serie di controlli incrociati con videocamere stradali e dati del Ministero. Che cosa ne pensi?
L'uso della tecnologia è diventato troppo invadente. Ogni giorno ci viene sottratta un'ulteriore fetta di privacy.
Ben vengano i controlli, se servono a diminuire le tasse (o i premi di assicurazione) di quelli che onestamente le pagano.
Il provvedimento va a colpire soltanto i disperati, che con la crisi cercano di arrangiarsi.
I veri evasori non si faranno certo acchiappare con questi mezzucci.
Prima di tutto bisognerebbe abbassare i costi delle assicurazioni.
Io non pago né l'assicurazione auto, né il canone Rai, né niente!
Viaggio solo in autobus o in bicicletta, non mi riguarda.

Mostra i risultati (2838 voti)
Febbraio 2026
Il dottor IA è sempre disponibile e gratuito. Ora è autorizzato a operare come un medico vero
Il mercato è invaso da SSD fake, inaffidabili e con prestazioni inferiori
L'Europa accende IRIS 2, la costellazione satellitare che vuole ridurre la dipendenza da Starlink
Apple rivoluziona l'acquisto dei Mac
Gennaio 2026
WhatsApp, chatbot di terze parti a pagamento. Ma solo in Italia
WhatsApp, 4 euro al mese per rimuovere la pubblicità
Windows 11, aggiornamento d'emergenza risolve i bug della patch di gennaio
NexPhone, lo smartphone 3-in-1 con Android, Windows e Linux che può sostituire un PC completo
Outlook "completamente inutilizzabile" dopo l'aggiornamento di Windows 11
Batterie rimovibili per legge, la UE riscrive il design degli smartphone
Windows 11, dopo l'aggiornamento di gennaio il PC non si spegne più
Rovigo, foto intime rubate dai telefoni in riparazione e condivise in rete
Windows 11, il primo aggiornamento del 2026 causa errori e instabilità
Amazon aggiorna Alexa senza permesso: Alexa Plus imposto in automatico gli abbonati Prime
Windows 11 troppo pieno di IA? Winslop cancella Copilot e le integrazioni nascoste
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 6 febbraio


web metrics