Open source come modello di business [4]

Il terzo motore che spinge le imprese a produrre Open Source è la grande disponibilità di software di base e strumenti di sviluppo anch'essi disponibili gratuitamente.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-09-2003]

Oltre al fatto di avere la possibilità di trovare altre entità disposte a co-sviluppare un progetto, o disposte a provare il software prodotto ed eventualmente correggerlo o suggerire correzioni, esiste un terzo motore che spinge le imprese a produrre Open Source: la grande disponibilità di software di base e strumenti di sviluppo anch'essi disponibili gratuitamente. Alcuni di questi materiali sono "di pubblico dominio", altri hanno licenze di tipo diverso.

Qui è necessario aprire una breve parentesi sulle delle differenze fra i termini "Open Source", "Free software" e "Public Domain", iniziando da quest'ultimo. Il "pubblico dominio", è una licenza o meglio una completa assenza di licenza, con la quale il produttore del software rende disponibile il proprio lavoro a qualsiasi titolo e per qualsiasi scopo. L'Open Source è una modalità di distribuzione del software, tramite la quale il sorgente del software (ossia, il suo "progetto realizzativo") viene reso disponibile. Il "Free software" è una modalità che permette a chi riceve un software in modalità Open Source di modificare, adattare alle proprie necessità e redistribuire il prodotto, originale o modificato.

La Free Software Foundation suggerisce di usare nomi "nazionalizzati" per esprimere questi concetti, e Richard Stallman, il suo fondatore, loda in particolare l'aggettivo italiano "libero" ritenendolo più appropriato dell'inglese "free" per esprimere il concetto. Libero non vuol dire gratuito, né senza diritti. Allo stesso modo, "sorgente aperto" non significa necessariamente che si è liberi di usare tale sorgente. Esistono imprese, come la Microsoft, che forniscono il sorgente di alcuni dei loro software sotto licenza di segretezza, e/o previa sottoscrizione di un contratto che vieta l'utilizzo di tale sorgente, o delle conoscenze che ne derivano, senza un accordo separato.

Ebbene, esistono diverse licenze nell'ambito del "sorgente aperto", alcune delle quali compatibili con l'idea di "software libero". La più permissiva è quella di "pubblico dominio": se si ottiene un sorgente rilasciato sotto pubblico dominio, lo si può utilizzare come si vuole, anche per scrivere programmi proprietari con sorgente chiuso. Ma la maggior parte del software di base liberamente disponibile è protetto da licenze che impongo alcune restrizioni, come ad esempio che il software creato con tali sistemi di base non sia venduto a titolo oneroso previa autorizzazione dell'autore originale.

Quindi un vincolo per accedere a una gamma smisurata di software di base, corredato da eccellente documentazione, con una base di utenti vastissima e quindi con la possibilità di reperire know how e skill in breve tempo ed a costi contenuti è quello di produrre, a propria volta software libero.

Date queste premesse, la scelta di "make or buy" nel campo dell'informatica si sposta nuovamente verso il "make", internalizzando quei processi di produzione o personalizzazione del software che prima erano esternalizzati. La disponibilità di ambienti di sviluppo che consentono la realizzazione di applicazioni personalizzate in modo rapido rende questa scelta possibile, e l'unico limite, ossia che la realizzazione di software non sia il core business dell'impresa che ha la necessità di realizzarlo è, come abbiamo visto, non più un vincolo, ma una opportunità che permette sviluppo ancora più rapido.

1 - Open source come modello di business
2 - La perdita di monopolio e la cosiddetta "asimmetria informativa"
3 - La riduzione dei costi attraverso la condivisione del lavoro
4 - La grande disponibilità di software di base e strumenti di sviluppo

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Commenti all'articolo (3)

Stefano Barni
i servizi rendono bene Leggi tutto
11-9-2003 10:03

Mi sfugge una cosa Leggi tutto
11-9-2003 03:52

Linux Is Not So 'Free' Leggi tutto
9-9-2003 09:32

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