Ransomware NotPetya in tutto il mondo, il punto della situazione



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-07-2017]

no petya

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Kaspersky: il ramsonware russo non è Petya

Nuovo allarme planetario per il ransomware: dal 27 giugno scorso è in circolazione un nuovo attacco informatico, battezzato NotPetya, che segue lo schema consueto dei ransomware, bloccando i computer e cifrandone i dati con una password complicatissima che si potrebbe ottenere soltanto pagando un riscatto.

Ho scritto potrebbe perché a differenza dei ransomware passati, con NotPetya pagare è sicuramente inutile, dato che l'indirizzo di mail al quale ci si deve rivolgere per offrire il riscatto è stato disattivato durante i primi interventi degli addetti alla sicurezza informatica.

Le aziende colpite sono numerosissime in tutto il mondo, anche perché NotPetya si diffonde senza che l'utente debba aprire un allegato o visitare un sito: in sintesi, si diffonde attraverso le condivisioni di rete di Windows impostate in modo imprudente.

La sua propagazione iniziale è stata possibile perché i suoi creatori hanno preso il controllo del sistema di gestione degli aggiornamenti di un pacchetto di contabilità fiscale, MEDoc, molto diffuso in Ucraina.

Come spiegato in dettaglio nel bollettino di MELANI/GovCERT (la centrale svizzera d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione), esiste una tecnica di "vaccinazione" (scrivere un file di nome perfc o perfc.dat nella cartella di base di Windows), ma se un computer è già stato infettato c'è poco da fare.

Valgono i consigli di sempre, ossia prevenzione, prevenzione, prevenzione:

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-- fate un backup dei vostri dati salvandoli su un dispositivo che non è connesso alla rete locale o a Internet,
-- installate gli aggiornamenti di sicurezza (già disponibili addirittura da marzo di quest'anno),
-- usate un buon antivirus.

In questo caso specifico, sono colpiti soltanto gli utenti Windows: chi usa MacOS o Linux è immune e anche gli smartphone iOS e Android non sono attaccabili da NotPetya.

Un dettaglio da non dimenticare: NotPetya sfrutta una vulnerabilità di Windows che l'NSA aveva scoperto ma aveva deciso di tenere segreta per poterla sfruttare. In pratica, pur di mantenere un presunto vantaggio tecnologico, l'NSA ha messo in pericolo non solo le aziende statunitensi che dovrebbe proteggere, ma tutte le aziende del mondo.


Fonti aggiuntive: F-Secure Labs, Microsoft, F-Secure, Reuters, Motherboard, F-Secure, AP.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

{ice}
a parte che, se Petya si limita a criptare la MasterFileTable è possibile recuperare quasi tutto il contenuto dell'hard disk con software tipo OnTrack Per cui da questo puto di vista è meno pericoloso di un software che sovrascrive i file con la loro versione criptata. Detto questo a meno di ulteriori exploit, psexec per funzionare da... Leggi tutto
12-7-2017 07:49

Va a pensiero, il molti di mestiere e non, dicono: "se funziona non lo toccare" e disabilitano gli aggiornamenti completamente, dalla paura che un aggiornamento "rompa" qualcosa. Poi magari capitano questi virus che sfruttano falle già tappate da tempo e piangono magari dando la colpa ad altro, internet cattiva,... Leggi tutto
7-7-2017 17:38

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