5G, miti da smontare e paure pilotate



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-07-2019]

5g russia today

Siete preoccupati per il 5G, la nuova tecnologia cellulare di cui si parla tanto? Non c'è nessun motivo concreto per esserlo: i dati accumulati nel corso di decenni e gli stessi principi fisici di base che consentono alle radio e alle televisioni di funzionare dicono che il 5G non è diverso dalla tecnologia cellulare attuale in termini di esposizione a campi elettromagnetici. Anzi, in molti casi il 5G riduce questa esposizione perché usa meno energia e (in alcuni casi) adotta frequenze che penetrano molto meno nel corpo rispetto alla telefonia mobile attuale.

Eppure, stando agli allarmi che circolano su Internet ma anche su alcune testate giornalistiche, il 5G sarebbe colpevole di ogni sorta di pericolo: obbligherebbe ad abbattere gli alberi e causerebbe varie malattie, avendo il solo scopo di dare un vantaggio economico a un piccolo gruppo di ultraricchi e di multinazionali. È nata un'industria vera e propria, molto redditizia, di dispositivi e indumenti atti a proteggere dai suoi presunti effetti: si va dai cappellini alle mutande.

Ma soprattutto in questi allarmi viene usata la parola "radiazioni", che crea un equivoco fondamentale, associando nella mente di molti la telefonia cellulare alla radioattività. Le radiazioni emesse dalle sostanze radioattive, però, non c'entrano nulla con i segnali radio emanati da qualunque apparecchio trasmittente, dal telecomando della TV allo smartphone. Anche la luce solare, per esempio, è una radiazione, ma non per questo è consigliabile bandirla.

C'è chi invoca il principio di prudenza, sostenendo che prima di introdurre una nuova tecnologia si dovrebbe fare una sperimentazione accurata. Ma in realtà il 5G non è una tecnologia nuova: è in sostanza una versione aggiornata e più efficiente di tecnologie che già usiamo da tempo (in particolare usa la matematica dei codici polari per trasmettere dati più efficientemente). Applicare il principio di prudenza in questo caso sarebbe come boicottare il salumiere perché ha cambiato affettatrice e pretendere che dimostri che quella nuova non è nociva per il prosciutto.

Un altro equivoco frequente intorno al 5G è la credenza che siccome è più veloce, allora debba essere più potente e quindi più pericoloso. In realtà il 5G utilizza meglio le risorse: invece di diffondere in tutte le direzioni, concentra attivamente il segnale dove serve in un dato momento, e oltre a una matematica più efficiente usa frequenze di trasmissione più alte, che per loro natura permettono di far passare più dati usando la stessa potenza o, viceversa, di usare meno potenza per far transitare la stessa quantità di dati (più precisamente, la potenza necessaria dipende anche dal rumore, oltre che dalla banda disponibile).

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Sembra inoltre che la paura del 5G, lungi dall'essere un fenomeno spontaneo, sia accuratamente alimentata da chi fa disinformazione per mestiere e per tornaconto: il New York Times ha tracciato la campagna anti-5G di RT America (che è il nuovo nome della filiale americana del canale Russia Today, organo di propaganda del governo russo): fuori dalla Russia, diffonde allarmi catastrofici di sedicenti "esperti"; in Russia, invece, le onde millimetriche (usate in alcuni paesi per il 5G) vengono addirittura consigliate come terapia e il 5G viene incoraggiato dall'ambasciatore russo Alexander Yakovenko. Lo scopo della campagna russa sarebbe ostacolare l'introduzione del 5G (e i relativi miglioramenti di efficienza, con nuove opportunità di lavoro e commercio) nei paesi concorrenti, in modo da trarne un vantaggio strategico.

L'attenzione intorno al 5G è comunque utile, perché spinge a informarsi su alcuni aspetti poco noti di queste tecnologie, per esempio consultando app, come ElectroSmart per Android, che permettono di usare lo smartphone come misuratore di campi elettromagnetici.

Si scopre così che la fonte più intensa spesso non è l'antenna di telefonia mobile, ma (oltre al proprio telefonino) il Wi-Fi domestico o il Bluetooth del televisore smart o degli auricolari senza fili che ci mettiamo direttamente dentro le orecchie, vicinissimi al cervello. E si scopre anche che la distanza dalle fonti conta tantissimo: se cambia da un centimetro a un metro, l'intensità scende di diecimila volte. Se dormite con lo smartphone acceso sul comodino, fateci un pensiero.

Fonti aggiuntive: Sciences et avenir, Open, Wired, Ars Technica, Swisscom, The Register.

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Paolo Attivissimo

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Antibufala: per il 5G bisogna abbattere gli alberi!

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

Che sia una cosa inutile fatta solo per convincere polli ad aprire il portafoglio come del resto stanno tentando di fare con l'IoT[/url] è lapalissiano. Sulla credibilità della #RAI e dei mass media in generale... non mi sembrano molto più credibili della credibilità che attribuisci a Paolo. Qualcuno dei predetti mass media RAI... Leggi tutto
1-8-2019 14:16

Proprio 'interessante' questo 'articolo' di Attivissimo, che ha raggiunto una credibilità ormai di livello zero. Settimane fa la RAI ha messo in onda circa all'una di notte, un documentario relativo alle ricerche (ad oggi le più approfondite disponibli) portate avanti dell'istituto Ramazzini di Bologna che hanno avuto gli stessi... Leggi tutto
31-7-2019 12:46

Purtroppo siamo alle solite: debunkers e complottisti dimostrano ancora una volta di essere due facce della stessa medaglia. Attivissimo e il suo acerrimo nemico Mazzucco, hanno una caratteristica in comune: non sono scienziati, non hanno alcun titolo scientifico, parlano di cose che neppure capiscono. Appare veramente assurdo questo... Leggi tutto
31-7-2019 00:07

Potresti fornirci qualche info al riguardo visto che sei del "campo", così la aggiungiamo a quanto detto nell'articolo? Grazie Leggi tutto
30-7-2019 08:19

Strano che nessuno si preoccupi dei radar montati sulle auto piu' recenti. Parlo degli ADAS, i sistemi di assistenza alla guida, che avvisano o frenano nel caso si stia per tamponare l'auto davanti o investire un pedone.
29-7-2019 16:00

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